Scott Dixon si aggiudica il Toyota GP of Long Beach, terza prova dell’IndyCar Series 2015. Il pilota neozelandese, alla 36ma vittoria in carriera nella serie, ha così sfatato anche il tabù del tracciato californiano, che lo aveva visto vincitore nel 2000 in Indy Lights, ma mai sul gradino più alto del podio nella serie maggiore.

La gara è stata decisa da due momenti chiave, la partenza, allorquando Dixon ha avuto la meglio su Juan Pablo Montoya, che gli partiva davanti, agguantando la seconda posizione, e durante il primo pit-stop, dove Helio Castroneves, polesitter e leader fino a quel momento, era costretto a ritardare l’uscita dalla piazzola per l’arrivo di Tony Kanaan e perdeva così la testa della gara in favore del campione 2013, che aveva rifornito il giro precedente.

Il secondo pit era invece eseguito a regola d’arte dalla crew Penske, ma le gomme fredde non permettevano a Castroneves di transitare davanti alla prima curva.

Dietro il brasiliano termina il vincitore di St.Petersbrug, Juan Pablo Montoya, che con questo risultato mantiene la leadership della serie con 3 soli punti di vantaggio su Catsroneves. Il colombiano ha battagliato per tutti gli 80 giri col teammate Simon Pagenaud, il quale aveva guadagnato la terza piazza dopo il primo pit ma aveva dovuto cederla dopo alla sosta successiva, incapace di resistere con gomme fredde al colombiano. L’inseguimento finale al gradino più basso del podio non andava a compimento, e Pagenaud doveva guardarsi a sua volta dagli attacchi di Tony Kanaan e Sebastien Bourdais, che con Josef Newgarden, leader del warm-up mattutino, completavano una top seven tutta Chevy.

Primo dei piloti Honda Marco Andretti, il migliore del team di famiglia, che ha preceduto due dei colombiani della serie, Carlos Munoz e il rientrante Sebastien Saavedra. Poca fortuna per il caposquadra e vincitore dell’ultima Indy 500, Ryan Hunter-Reay, incapace di arrivare oltre la 13ma piazza.

Peggio ancora è andata al campione in carica Will Power, che durante l’unica caution della gara, chiamata al giro 5 per il distacco dell’ala anteriore di Gabby Chaves dopo una tocca con Jack Hawksworth si fermava all’entrata in corsia box per non tamponare la macchina di Luca Filippi, a sua volta in stallo.

Per il driver australiano una serie infinita di soste ai box e un 20mo posto ad 1 giro, oltre ad un inizio stagione non certo dei migliori, specie se confrontato con quello dei suoi tre teammates.

Nessun’altra neutralizzazione e nemmeno nessun ritiro quest’oggi, anche se Takuma Sato ha terminato l’etanolo proprio sulla linea del traguardo, facendosi tamponare dal sopraggiungente Charlie Kimball, e Stefano Coletti ha perso ben 11 giri per colpa di una lunga sosta per problemi elettrici.

Da segnalare infine la buona prova di Conor Daly, 17mo al traguardo nonostante la chiamata all’ultimo momento del Team di Dale Coyne, che ha piazzato Francesco Dracone, in 21ma posizione a 2 giri davanti all’altro pilota di casa nostra, distanziato di 3 giri.

Prossimo appuntamento con la frenetica schedule primaverile di questa IndyCar Series, già la prossima settimana a Barber Park, Alabama. Si attende il riscatto di Will Power, vero specialista della pista.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


Stop&Go Communcation

In classifica, Montoya conduce di 3 punti su Castroneves. Terzo Kanaan

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2015/04/Dixonwin2.png IndyCar – Long Beach, Gara: Dixon, la prima volta