Nella suggestiva cornice della marina di Long Beach si è svolto il terzo appuntamento dell’IndyCar 2011. A sorpresa a spuntarla è l’inglese Mike Conway che, partito bene dalla seconda fila, è riuscito a supplire ad un primo pit non perfetto che l’aveva portato ben alle spalle dei primi. Con tanta pazienza, un pizzico di fortuna e la giusta dose di caparbietà al momento giusto, l’inglese è riuscito a far sua una gara che sembrava destinata  a cadere nelle mani prima di Will Power, prima tradito da una tattica non eccezionale del box Penske, poi vittima di una toccata veniale da parte del compagno Helio Castroneves nel momento del massimo sforzo, ed infine decimo al traguardo, poi di Ryan Briscoe, terminato secondo, gratificato invece da una tattica perfetta salvo dover scontare una carenza di gomme nel finale, e di Ryan Hunter-Reay, tolto di mezzo da un guasto meccanico sul più bello. Completa il podio un incolore Dario Franchitti, mai realmente in grado di impensierire i primi. Menzione speciale per l’ottimo James Hinchliffe, quarto, alla seconda corsa in IndyCar. Ma veniamo alla cronaca.

Nemmeno il tempo di partire e nel formation lap si gira la rientrante Ana Beatriz, che viene comunque fatta ripartire. Al via rimangono sorpresi un po’ tutti, così che si rispettano le posizioni di qualifica, con Will Power che precede Hunter-Reay, Conway, Servia, Wilson, Castroneves, Franchitti, Dixon, Tagliani e Kanaan. Il trenino dei primi scorre per svariati giri senza sussulti, ma chi sta facendo la gara dietro è uno scatenato Sebastien Bourdais, partito 21°, che nel giro di poche tornate si ritrova 17°.

Davanti Servia accusa il passo dei primi tre e si ritrova a fare da tappo agli inseguitori, distanziato di oltre 6”. Al 24° giro piccola disavventura per Justin Wilson che, toccato da Castroneves, si gira al tornantino ma riparte. Ryan Briscoe, partito con le gomme dure, approfitta insieme a Tagliani a Kanaan per effettuare la prima sosta. Nel frattempo si gira Simona De Silvestro ed è bandiera gialla. Tutti al pit, sfortunatamente di nuovo anche Kanaan che non è riuscito a completare il primo rifornimento. Solita stupidaggine di Marco Andretti che non si avvede di Bourdais alla sua sinistra e lo schiaccia contro le barriere all’uscita della corsia box. Gara finita per lo sfortunato campione francese. Andretti verrà invece rimesso in pista ma si dovrà ritirare comunque una ventina di giri dopo. Poco dopo si ferma per un contatto anche un impalpabile EJ Viso.

Al restart quindi davanti tutti i piloti che avevano rifornito in anticipo, con Alex Tagliani davanti a Briscoe, Hunter-Reay, Power, Castroneves, Franchitti, Servia, Dixon, Hinchliffe e Meira, con Conway che rimane purtroppo intruppato nelle retrovie. Tagliani però non può competere col ritmo dei primi: cede quasi immediatamente a Briscoe e nel giro di poche tornate viene passato prima da Hunter-Reay e da Power.

A due terzi circa di gara, seconda yellow flag per un altro testacoda di Justin Wilson e nuovo restart. Will Power questa volta non si fa sorprendere e si affianca all’esterno ad Hunter-Reay che non cede la posizione. Dietro di lui Castroneves arriva però lungo e lo tocca al posteriore. I due si girano e resta coinvolto anche Servia, che con un 360° riesce ad accodarsi al volo al gruppo degli inseguitori. Contemporaneamente Charlie Kimball centra un incolore Takuma Sato vittima di una foratura. Gara terminata per lo statunitense e durante le inevitabili bandiere gialle Sato si trascina ai box.  Anche Scott Dixon rimane vittima di una toccata e deve sostituire il musetto della sua Dallara.

Al nuovo restart al giro 69, classifica completamente sconvolta dietro i primi 3. Dietro Briscoe, Hunter-Reay e Franchitti ci sono infatti ora Tagliani, Hinchliffe, un regolare Conway che è riuscito a guadagnare posizioni su posizioni, Danica Patrick, Servia, Meira e Kanaan. Conway azzecca una ripartenza che lo porta in un solo balzo dietro Franchitti, che non riesce a resistergli. Nel frattempo Hunter-Reay si deve fare di colpo da parte per un problema al cambio. Ora fra Conway e la vittoria c’è solo Ryan Briscoe, che viene infilato due giri dopo con una manovra di potenza. Anche lo scozzese del Team Ganassi tenta la stessa manovra, ma Franchitti preferisce presto desistere, pensando probabilmente alla classifica.

Negli ultimi giri Conway si allontana a suon di giri veloci e va vincere senza più problemi la sua prima gara in IndyCar. Gli ultimi sussulti della gara sono appannaggio di Will Power che rientra nella top ten infilando Rafael Matos. 

In classifica generale, Franchitti torna a condurre su Will Power. Prossimo appuntamento fra 2 settimane sulle strade di San Paolo del Brasile.

Piero Lonardo

La classifica finale


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