Il finale di gara di sabato notte all’Iowa Speedway, con le rimostranze di Ed Carpenter all’ordine di Sage Karam, reo di averlo ostacolato ai limiti della sicurezza, esplicitate dentro e fuori la pista, non è passato inosservato ai vertici dell’IndyCar, che hanno pensato di aggiungere una nuova norma al regolamento della serie.

Si tratta della regola 9.3.8 “Detrimental Competitor Conduct”, la quale sancisce che i “competitors” devono essere rispettosi, professionali, gentili e cortesi con gli altri. I piloti non debbono ingaggiare comportamenti che a giudizio della serie:

a) Mettano in pericolo o denigrino qualsiasi rappresentante ufficiale oppure altri concorrenti ovvero il marchio IndyCar;

b) Chiamino in causa l’integrità oppure la legittimità delle regole ovvero la loro applicazione, costruzione o interpretazione;

c) Denigrino il calendario o gli eventi dell’IndyCar Series;

d) Mettano in pericolo o denigrino qualsiasi relazione di affari dell’IndyCar, compresi quelli con gli sponsor o i telecronisti;

e) Qualsiasi altra cosa che metta in pericolo l’integrità, la reputazione o la fiducia pubblica dello sport e dell’IndyCar Series.

Mark Miles, CEO della Hulman & Co., proprietaria dell’IndyCar e dell’Indianapolis Motor Speedway, ha tenuto a sottolineare che “non è intenzione della serie eliminare quelle emozioni e quelle passioni che sono parti integranti del nostro sport, né tantomeno limitare i media che seguono la serie stessa.”

A tal punto che persino il già citato scambio di “impressioni”, comunque non sfociato nelle vie di fatto, fra Ed Carpenter e Sage Karam non è stato considerato (al contrario ad esempio degli spintoni di Will Power ai commissari di gara poche settimane prima) passibile di penalizzazione.

finger

“Crediamo che simili scambi non passino il confine e al contrario evidenzino l’intensità della competizione in IndyCar – ha continuato Miles – Crediamo anche che sia nostra responsabilità distinguere tra comportamenti irresponsabili che danneggiano lo sport o i nostri competitor e l’intensa natura competitiva della serie. Questa regola – ha terminato il CEO IndyCar – serve ad assicurarci di avere l’autorità per intervenire quando serve”

Dal canto suo, la nuova “great white hope”, Sage Karam, ha reso noto di aver finalmente reso felice il suo driving coach, che risponde nientemeno che al nome di Dario Franchitti, quattro volte campione della serie e tre volte vincitore della Indy 500.

“Dario mi fa sputare sangue più di chiunque altro nel paddock! – ha confidato il 20enne pilota di Nazareth – Se faccio qualcosa di sbagliato me lo dice sempre e dopo l’Iowa era estremamente contento. Mi ha confermato che non ho fatto nulla di sbagliato, e io ne ho preso atto.”

“Pensate che dopo Detroit (dove Karam ha avuto diversi contatti, specie con le DW12-Honda del Team Foyt) Dario è stato il primo a dirmi che stavo guidando come un idiota. Ci sono state solo poche occasioni in cui l’ho accontentato – ha terminato Karam – e in Iowa è stata una di queste.”

L’IndyCar Series ritornerà in pista fra due weekend sul tecnicissimo circuito di Mid-Ohio. A tre sole gare dal termine Juan Pablo Montoya non dovrà più incorrere in nuovi passi falsi, con Scott Dixon ma soprattutto Graham Rahal rientrati inaspettatamente a portata di titolo.

Tra i costruttori invece, i 20 punti di penalità per Chevrolet per non aver raggiunto il migliaggio previsto contro i -10 per la Honda, portano la classifica a 1.279 punti contro 1.011, a vantaggio della casa del Kentucky.

Piero Lonardo


Stop&Go Communcation

Una nuova regola per gestire i comportamenti eccessivi dei piloti. Karam complimentato da Dario Franchitti

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2015/07/carpenterkaram.jpg IndyCar – La serie prende provvedimenti dopo Iowa