Juan Pablo Montoya è il vincitore della 99ma edizione della Indy 500. Il pilota colombiano corona un fantastico comeback ad un anno dal suo rientro nell’IndyCar Series aggiudicandosi nuovamente la gara in monoposto più famosa del pianeta dopo il successo del 2000, questa volta per il Team Penske.

La vittoria di Montoya però non è stata una di quelle semplici, essendo risalito addirittura dalla 30ma posizione, dove era precipitato nei primi giri a causa di un contatto con Simona de Silvestro, che gli rovinava il bumper posteriore sinistro durante la prima delle 6 caution della gara.

Una gara ad eliminazione peraltro questa Indy 500, che ha portato al traguardo solamente due terzi dei partecipanti. I primi a dare forfait Conor Daly, con la macchina in fiamme addirittura durante i giri di ricognizione, e Sage Karam, vittima di un Takuma Sato un po’ troppo arrembante alla prima curva.

Poi è toccato alla quinta vettura del Team Penske, quella di Byran Clauson, a muro alla curva 4 al lap 64, muro che ha visto nel finale il crash più brutto, con un incidente multiplo che ha visto coinvolti Sebastian Saavedra, Stefano Coletti e Jack Hawksworth. Le conseguenze più dolorose per il giovane colombiano, che soffriva una forte contusione al piede destro.

Nel frattempo erano già out Ed Carpenter ed Oriol Servia, eliminatosi a vicenda alla curva 1 al giro 113, e due terzi della pattuglia del Dale Coyne Racing, le DW12-Honda di James Davison e Tristan Vautier, che pochi giri dopo l’incidente di Carpenter, innescavano una carambola in corsia box proprio con la terza entry della scuderia di Pippa Mann, incidente che costava un brutto infortunio ad un meccanico del team.

Fuori per incidente anche uno dei protagonisti, Tony Kanaan, a muro alla curva 3 a tre quarti di gara, allorquando stava lottando per le prime posizioni dopo aver guidato la corsa nei primi giri.

Tornando all’esito della gara, Montoya ha saputo rientrare nel gruppo dei primi intorno alla metà della percorrenza, forte di una DW12-Chevy assolutamente a punto. La corsa sino a quel momento era stata dominata dalle quattro vetture di Scott Dixon, Simon Pagenaud, Will Power e Tony Kanaan, che si alternavano al comando sino all’entusiasmante finale.

Negli ultimi 15 giri – già fuori dalla lotta Pagenaud per un pit-stop imprevisto per la sostituzione dell’ala anteriore – Power,Dixon e Montoya si scambiavano la leadership per ben 7 volte, ma alla fine Montoya, a 10 miglia dalla conclusione, aveva la meglio di entrambi i contender. Dixon infine perdeva terreno e cedeva non solo a Will Power, che con il secondo posto finale raggiunge il suo miglior piazzamento di sempre alla 500 Miglia, ma anche al compagno di squadra Charlie Kimball, gran gara anche la sua dalla 14ma piazzola, proprio quella a fianco del vincitore, per terminare solamente quarto dopo aver condotto per ben 84 giri.

Migliore degli Honda ancora una volta il secondo classificato delle ultime due gare, Graham Rahal, quinto davanti a Marco Andretti dopo una gara in rimonta. Completano la top ten altri 4 motori Chevy, con un Helio Castroneves, quest’oggi piuttosto in ombra, P7, seguito da JR Hildebrand, bel ritorno il suo, davanti al compagno di squadra Josef Newgarden e allo sfortunato Simon Pagenaud.

Degni di menzione il 12mo posto di Ryan Briscoe, risalito dal fondo dello schieramento con la vettura ex-Hinchcliffe dopo un contatto allo start, e il 13mo di Takuma Sato, che ha recuperato ben 3 giri dopo la disavventura iniziale con Karam che gli è costata la riparazione della sospensione anteriore sinistra.

Difficile da commentare invece la strategia del Team Andretti, che ha lasciato due potenziali contender come Carlos Munoz, ricordiamo runner-up nel 2013, e Justin Wilson, vittime di una strategia suicida. Pit-stop anticipati anche per il vincitore 2014, Ryan Hunter-Reay, solamente 15mo al traguardo dopo una gara impalpabile.

L’IndyCar ritorna già la settimana prossima con il doubleheader di Detroit-Belle Isle, che lo scorso anno vide i successi di Will Power ed Helio Castroneves. In classifica, con la vittoria odierna, JPM allunga in classifica con 271 punti contro i 246 di Will Power e i 210 di Scott Dixon.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 99ma Indy 500


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Power, P2, miglior piazzamento di sempre ad Indy davanti a Kimball

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2015/05/05-24-Montoya-Crosses-Bricks-Win-IMS-Std.jpg IndyCar – Indy 500, Gara: Montoya 15 anni dopo!