La vittoria di domenica scorsa sul Kentucky Speedway, la sesta della serie IndyCar 2008, ha schizzato Scott Dixon (nella foto) ancora più in cima al campionato. A quattro sole gare dalla fine il neozelandese però non ha ancora la matematica certezza della vittoria finale. Grazie anche al complicato sistema di punteggio, Helio Castroneves regolare runner-up, risulta distanziato di soli 78 punti. In teoria basterebbe un solo passo falso di Dixon per recuperare sostanzialmente il gap. 

 

A tale proposito, divertente lo scambio di battute fra i due sul podio dell’ultima gara, dove Castroneves ha tentato il tutto per tutto correndo gli ultimi cinque giri senza rifornire, col risultato di terminare senza etanolo sulla piazza d’onore a mezzo secondo da Dixon. "E’ divertente, ogni volta che vinco tu finisci secondo” Il brasiliano a Dixon: "Beh, ogni volta che finisco secondo, tu finisci primo. Dobbiamo cambiare. Tu devi finirmi dietro e lasciarmi vincere'' 

 

E’ chiaro che il Dixon di questa stagione, nonostante qualche errore veniale come al Watkins Glen, convince più di Castroneves così come il Team Ganassi – che alla fine ha issato anche Dan Wheldon sul podio provvisorio della classifica – convince di più del Team Penske, le cui due uniche vittorie sono peraltro venute da un Ryan Briscoe in costante crescita.

 

Altalenante come sempre il rendimento del Team Andretti Green che ha sicuramente patito la mancanza di una vera prima guida designata in Tony Kanaan, il quale da parte sua, grazie a diversi errori determinanti, non è riuscito a capitalizzare la competitività più volte espressa della sua Dallara. Discorso a parte per Marco Andretti, che con il podio di Sparta ha mitigato una stagione nella quale il valore del rampollo di famiglia è uscito ridimensionato dopo gli esordi coronati dalla vittoria all’Infineon Raceway del 2006. Glissiamo invece sulla stizzosa Danica Patrick, che però da questa stagione ha tratto la vittoria di Motegi che l’ha proiettata nell’olimpo dei media di tutto il mondo e addirittura forse anche anche verso la F1. La vera (bella) sorpresa del Team Andretti è il rookie giap Hideki Mutoh. Il protetto di Aguri Suzuki e dell’Honda migliora gara dopo gara, leader provvisorio della classifica del rookie of the year; se gli verrà garantito il giusto supporto, diventerà sicuramente una star dei prossimi campionati IndyCar. 

 

Per finire, tra i cosiddetti comprimari vanno sicuramente citati Ryan Hunter-Reay, autore di una splendida vittoria a Watkins Glen, Vitor Meira, ottimo secondo ad Indianapolis e sfortunato in più occasioni, il regolare Ed Carpenter ed infine i tre rookies provenienti dalla ChampCar: Justin Wilson, splendido terzo ad Edmonton dopo una strepitosa prova al Glen, Will Power, vincitore a Long Beach nell’ultima gara della defunta serie e Graham Rahal, vincitore un po’ a sorpresa a St.Petersburg. Non appena i rispettivi teams, soprattutto il Newman Haas Lanigan Racing, prenderanno le misure alla serie, saranno dolori per i vari Ganassi, Penske ed Andretti…. Ad ogni modo tutti e tre, insieme anche ad Ernesto “EJ” Viso hanno ancora la possibilità di contrastare Mutoh per il titolo del migliore debuttante stagionale.

 

Non abbiamo volutamente tracciato la colonna delle delusioni perché ci sembrava ingiusto in questa stagione di transizione, anche se piloti come Milka Duno e Marty Roth, su alcune piste evidentemente inadeguati, a nostro avviso dovrebbero essere rimpiazzati dai tanti piloti di esperienza che quest’anno hanno fatto fatica ad entrare nella griglia di partenza dell’IndyCar, uno tra tutti il veterano Paul Tracy.

 

Appuntamento quindi il prossimo weekend per la PEAK antifreeze & motor oil Indy Grand Prix of Sonoma County presso l’Infineon Raceway.

 

Piero Lonardo


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