Will Power vince la seconda gara della stagione sul cittadino di Houston precedendo Scott Dixon, che passa al comando della classifica, approfittando della seconda defaillance di fila di Helio Castroneves.

Il brasiliano, “graziato” da un temporale del mattino, non riesce a trarre vantaggio dalla pole position e dopo 11 giri deve abbandonare la gara con la scatola del cambio ko. Il successivo rientro in pista dopo 37 giri grazie al consueto miracolo del team Penske gli garantisce la 23ma piazza e contribuisce a ridurre lo svantaggio a 25 punti nei confronti di Dixon in attesa del season finale di Fontana, dove ne sono in palio 54.

Anche oggi tantissime interruzioni, ben 8, ma l’incidente più spettacolare, e spaventoso, della gara si svolge durante l’ultimo giro, allorchè Takuma Sato perde inspiegabilmente la macchina su di un grosso bump all’ultima curva e sbanda all’entrata del rettilineo, centrando l’incolpevole Dario Franchitti, che lo seguiva da presso, il quale volava contro le reti a protezione delle tribune, sventrandone una parte, che veniva scaravantata verso il pubblico, e carambolando di nuovo in pista. Dell’incidente faceva le spese anche EJ Viso, che non poteva evitare la Dallara del team Foyt.

Fortunatamente, dagli ultimi aggiornamenti pervenuti direttamente dal team owner Chip Ganassi, il campione scozzese pare non avere riportato gravi conseguenze, anche se lamenta forti dolori alla schiena e alle caviglie. Sembrano però essere stati coinvolti anche alcuni spettatori.

Questo crash portava in secondo piano la furiosa battaglia intrapresa fino a quell momento da Power e Dixon, con il neozelandese che ereditava la prima prima piazza da Castroneves e la manteneva all’uscita del primo pit-stop sino al giro 39, allorquando Power lo passava di forza. Vani i tentativi di indurre all’errore l’alfiere del Team Penske, che portava al sicuro una vittoria che contribuiva a mantenere in vita sogni di vittoria finale del teammate, tre volte vincitore della Indy 500 ma fin qui mai campione della serie.

Sul gradino più basso del podio James Hinchcliffe, coriaceo e determinato come ad inizio stagione, poi un altro trio di combattenti formato da Justin Wilson, Sebastien Bourdais – ancora una grande rimonta dalla 13ma piazzola – e Simon Pagenaud. Completano la top ten Oriol Servia, Charlie Kimball, un Mike Conway in ombra e Simona de Silvestro, penalizzata al via con un drive-through per aver sbattuto fuori Graham Rahal con la complicità involontaria di Tristan Vautier, che gli è terminato alle spalle.

Altro drive-through al via per Marco Andretti, autore di un jump start nell’ennesimo tentativo di partenza da fermo, ancora una volta abortito alla prima occasione per lo stallo dei due piloti coinvolti nell’incidente finale, Sato – che si schierava inspiegabilmente di traverso – e Franchitti. Da qui si fa fatica a capire come mai piloti con una robusta carriera nei campionati europei abbiano queste difficoltà nell’affrontare uno start da fermo.

E Luca Filippi? Il piemontese, partito dalla 23ma piazzola a causa della classifica nel primo stint ha fatto vedere i sorci verdi a tutti, transitando addirittura dodicesimo prima della sosta. Putroppo un errore a gomme fredde lo faceva terminare nelle famigerate gomme della curva 3 che in questo weekend hanno ospitato diverse vetture, e alla fine terminava 19mo a 2 giri, raccogliendo almeno la soddisfazione del giro più veloce in gara. Per Filippi l’IndyCar 2013 è già finita, in quanto a Fontana ci sarà JR Hildebrand sulla #98.

Delusioni anche per Ryan Hunter-Reay, tradito ancora una volta dal cambio della sua DW12-Chevy quando era stabilmente nella top five (finirà 21mo a 3 giri)  e per Tony Kanaan, a muro all’uscita della curva 7 al giro 33.

Sperando che pervengano ulteriori conferme positive sulla salute di Dario Franchitti e degli spettatori coinvolti nell’incidente, ricordiamo che  la gara decisiva dell’indyCar Series 2013 si svolgerà sull’ovale di Fontana, California fra due settimane.

UPDATE: Dario Franchitti ha riportato la frattura di due vertebre e della caviglia destra, oltre che una concussione. Le fratture alla schiena non richiederanno intervento. Il pilota verrà trattenuto presso il Memorial Hermann Texas Medical Center.

E’ stato reso noto inoltre che i detriti che hanno raggiunto le tribune hanno investito 13 spettatori ed un commissario. Due di questi spettatori sono stati curati in un ospedale locale.

Piero Lonardo

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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2013/10/Crash.jpg IndyCar – Houston, Gara-2: Franchitti, che spavento! Power vince e Dixon passa al comando