Scott Dixon si aggiudica la prima gara del doubleheader di Houston e si riporta a contatto di Helio Castroneves nella classifica generale dell’IndyCar Series 2013.

Il neozelandese, partito dalla seconda fila dietro Takuma Sato e Will Power, ha sicuramente tratto vantaggio da un paio di situazioni che hanno eliminato dalla lotta per la vittoria i suoi due avversari. Durante la caution seguente al crash di Ed Carpenter sulla vettura ferma in griglia di James Hinchcliffe – nel secondo tentativo di partenza da fermo dopo Toronto – Sato era costretto a portarsi ai box per sostituire la gomma posteriore sinistra che stava afflosciandosi a causa di un detrito.

Il comando passava quindi a Power, che lo manteneva sino al primo pit-stop. I due acerrimi rivali rimanevano a contatto per il rimanente terzo di gara, allorchè ancora una volta era Dixon ad anticipare il pit, proprio mentre veniva chiamata l’ennesima caution – alla fine se ne conteranno ben 7 come a Baltimore – che garantiva all’alfiere del Team Ganassi, recordman di vittorie nella serie ancora in attività, un vantaggio consistente su Power e sul nostro Luca Filippi, che non potevano disporre del rifornimento a causa della concomitante chiusura della pitlane.

Il successo di Dixon coincide con un brusco stop del leader in classifica Castroneves il quale, dopo delle qualifiche a dir poco disastrose, era costretto a subire la prima vera defaillance meccanica della stagione, con un problema al cambio che lo costringerà a perdere 10 giri durante le necessarie riparazioni. Un paio di testacoda nel finale non modificheranno più di tanto il 18mo posto finale che gli garantisce ora 8 soli punti di vantaggio sul neozelandese, a due sole gare dal termine.

Sul podio insieme a Dixon una stratosferica Simona de Silvestro, coriacea con tutti i big, da Simon Pagenaud, sverniciato senza tanti complimenti, a Justin Wilson, cui ha resistito nel finale con l’ultimo push-to-pass rimasto fino alla provvidenziale caution a 3 giri dalla fine che ha sanzionato l’arrivo in regime di neutralizzazione.

Completa la top five, dietro Wilson e Pagenaud, un consistente Josef Newgarden, autore di una gara attenta fino alle fasi finali dove, come a Baltimore, ha dato fuoco alle proprie potenzialità residue garantendo un altro bel risultato per il team di Sarah Fisher.

A seguire le due entry del team RLL di James Jakes e Graham Rahal, Sebastien Bourdais, a lungo terzo dopo essere partito dalla 14ma piazzola a causa della sostituzione del motore, EJ Viso ed il nostro Luca Filippi, decimo, che ha potuto mettere a referto anche il primo giro in testa della serie, grazie al gioco dei pit.

Il piazzamento finale del nostro portacolori, agguantato negli ultimi scampoli di gara con le unghie e i denti su piloti del calibro di Will Power, Marco Andretti e Charlie Kimball, non rende merito alla strepitosa gara del piemontese, che ha impressionato più di un team manager sui bump della pista texana.

Power alla fine terminerà solamente 12mo, mentre peggio è andata a Sato, ritiratosi dopo aver fatto conoscenza con le gomme della curva 3, Hunter-Reay, la cui DW12-Chevy nelle ultime gare sembra stregata, e Tony Kanaan, eliminato dopo 23 soli giri da problemi di pressione del carburante.

All’appello è mancato anche Mike Conway, reduce dal successo in LM P2 con l’Oreca del G-Drive nella vicina Austin due settimane or sono, spesso in lotta con il compagno di squadra Wilson ma mai efficace come solitamente accade sugli altri circuiti cittadini.

Domani programma ancora una volta intensissimo con le qualifiche e la seconda gara di questo doppio appuntamento texano.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


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