Ryan Hunter-Reay è il nuovo campione IndyCar. Il californiano, terminando quarto sull’ovale di Fontana dopo il ritiro di Will Power, guadagna i punti necessari a riportarsi in vetta alla classifica e vincere il titolo 2012. Non è stata però una passeggiata: anche se il crash di Power al 56mo giro toglieva di mezzo il rivale, la strada verso il successo, partendo dalla piazzola #22, era lunga. Hunter-Reay, grazie a box perfetti e ad una vettura che progrediva man mano che la gara proseguiva, agguantando posizioni su posizioni.

Fino a quel momento al portacolori del Team Andretti sarebbe bastata la sesta piazza per aggiudicarsi il titolo, ma i meccanici del Team Penske cercavano il miracolo e, dopo oltre un’ora di lavoro, rimettevano insieme la Dallara #12 per fargli compiere abbastanza giri per superare in classifica EJ Viso, ritiratosi pochi giri dopo l’australiano, e classificarsi 24mo, alzando nuovamente l’asticella per la vettura bianca e gialla.

Ora occorreva il quinto posto per vincere, ma nulla spezzava i nervi di Hunter-Reay, nemmeno l’ultimo colpo di scena imprevisto, la bandiera rossa sventolata dal direttore di gara Beaux Barfield a dieci giri dalla fine dopo il crash di Kanaan – ancora una volta autore di una gran gara in rimonta – e nel finale, dopo la ripartenza, si faceva strada fino al terzo posto, cedendolo infine a Scott Dixon per la quarta piazza finale che vuol dire titolo. Una garanzia anche per i prossimi due anni, dopo l’accordo siglato ieri col Team Andretti, nonostante le lusinghe di Roger Penske.

Per Will Power invece è stata l’ennesima occasione sprecata, la terza di fila, e l’australiano non può prendersela che con se stesso e con il team Penske, che nelle ultime due gare ha fatto di tutto per fargli perdere punti preziosi, prima con l’orrendo pit di Sonoma culminato con la vittoria del (forse già ex) compagno di squadra Ryan Briscoe e poi con la scelta di non volere marcare la tattica di gara di Hunter-Reay, rimasto fuori con le slick, a Baltimore.

Ed Carpenter dal canto suo vince la sua seconda gara, la prima da team owner, dopo una gara tutta d’attacco, che lo ha visto prendere il testimone da JR Hildebrand, che aveva dominato le prime fasi di gara, gestendo in seguito gli attacchi dei vari Sato, Kanaan, Dixon, Tagliani e Franchitti, i quali si sono via via alternati al comando della gara ma che alla fine hanno dovuto cedere alla giornata di grazia del figliastro di Tony George, che per la seconda volta dopo Kentucky 2011 vince al fotofinish su un Dario Franchitti rinato su questo ovale stile Indianapolis. Terzo uno Scott Dixon che in questo 2012 ha nettamente surclassato il compagno di squadra.

Dietro Hunter-Reay completano la top ten Helio Castroneves, quinto, che nelle ultime battute ha giocato il tutto per tutto con un ultimo pit stop per montare gomme fresche, poi Graham Rahal, Takuma Sato, classificato settimo ma terminato a muro ancora una volta all’ultimo giro come a Indy quando stava insidiando Hunter-Reay, Marco Andretti, un’insospettabile Katherine Legge, sempre a contatto dei primi nonostante un drive-through ed un contatto in regime di caution che ha tolto di mezzo Justin Wilson, e Charlie Kimball.

Menzione d’onore per Alex Tagliani, cui è esploso il motore Honda a 21 giri dal termine, quando stava lottando per la testa della gara, e per Rubens Barrichello, cui è toccata la stessa sorte molto prima.

Onore al merito quindi per Ryan Hunter-Reay, che si aggiudica meritatamente il titolo 2012 con 4 vittorie, e appuntamento alla prossima primavera per l’inizio della serie 2013. In programma diversi cambi di sedile: speriamo comprendano anche una presenza italiana in pianta stabile.

Piero Lonardo

La classifica finale


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Ryan Hunter-Reay è il nuovo campione IndyCar. Il californiano, terminando quarto sull’ovale di Fontana dopo il ritiro di Will Power, […]

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