Non si può non affermare che Fernando Alonso sia stato, nel corso degli ultimi due anni, il pilota più presente dal punto di vista mediatico.

Aldilà dei tanti team radio che hanno regalato spettacolo nello spettacolo dei Gran Premi, Alonso, indipendentemente dagli scarsi risultati della recente McLaren F1, prima motorizzata Honda e poi Renault, ha catalizzato mai come altri da anni l’attenzione sulla sua persona e sul suo futuro.

Il processo è iniziato quasi due anni fa con la partecipazione alla Indy 500, alternativa al GP di Montecarlo già vinto un paio di volte, dove, prima del ritiro che ha cotto l’ennesimo propulsore dell’Andretti Autosport di quel weekend, ha comunque ben figurato alla prima presa di contatto con un ovale.

Poi è toccato alla Toyota TS050-Hybrid e alla 24 Ore di Le Mans, conquistata al primo tentativo, ancorchè in condizioni di sicuro vantaggio rispetto alla concorrenza, anche interna, lo scorso giugno.

Nel mezzo, la partecipazione a Daytona, vissuta da comprimario con una delle Ligier LM P2 dello United Autosports del patron Zak Brown, e la 6 Ore di Spa-Francorchamps, primo successo assoluto dell’asturiano dai tempi della Ferrari.

Va ricordato che le partecipazioni ad Indianapolis e al WEC sono state supportate come non mai dai vertici dei rispettivi campionati: sessioni speciali di test ad Indy, addirittura una gara spostata nel WEC (il Fuji ad ottobre) per non coincidere con la prioritaria Formula 1, ma questo da’ la misura della caratura – a livello mediatico e prestazionale – del pilota.

Oggi Fernando Alonso ha posto le basi per una nuova avventura, dichiarando che non sarà al via del Campionato del Mondo di Formula 1 nel 2019.

Ancora nessuna indicazione ufficiale sul futuro prossimo del pilota che ha totalizzato 32 vittorie – sesto all-time – e 22 pole position in 17 stagioni al volante di Minardi, con la quale esordì nel lontano 2001, Renault, McLaren e Ferrari.

Facile immaginare comunque che i piani di Alonso comprendano, oltre al completamento della “Super-Season” WEC 2018/2019, la partecipazione alla stagione completa dell’IndyCar Series, compresa quella Indy 500 che, se vinta, garantirebbe la fatidica “Triple Crown”, fin qui conquistata dal solo Graham Hill.

Gli altri attori principali in ballo nel programma sono noti: McLaren, Andretti Autosport, la stessa Honda giubilata malamente a fine 2017 in F1, anche se nelle ultime settimane anche Bobby Rahal e Chip Ganassi hanno manifestato interesse nell’operazione.

La data del 14 agosto era una deadline imprescindibile, imposta sia dalle esigenze della Formula 1, che adesso riposa, che dalla massima serie di monoposto a stelle e strisce per mettere in piedi un programma competitivo.

Attendiamo quindi con impazienza un annuncio ufficiale, indipendentemente dal fatto che provenga dal triovale di Pocono – sede nel weekend del 14mo round dell’IndyCar Series 2018 – che dal tempio inglese della velocità di Silverstone, dove Alonso domenica cercherà la terza vittoria consecutiva con Toyota nel World Endurance Championship.

Piero Lonardo


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2018/08/08-13-Alonso-On-Pitlane-Indy500.jpg IndyCar – Fernando Alonso lascia la F1