Quinta vittoria nella IndyCar Series 2008 per il leader del campionato, il neozelandese Scott Dixon sul circuito ricavato nell'aeroporto di Edmonton, nello stato canadese dell'Alberta. Il driver del Team Ganassi ha preceduto il runner-up Helio Castroneves ed un ottimo Justin Wilson, finalmente a podio. Quarto l’idolo locale Paul Tracy (nella foto, in acrobazia) nella vettura messa disposizione per l’occasione dal team Vision.

 

Parata di stelle al via, con il bassista dei Kiss Gene Simmons a dare il più classico dei “lady and gentlemen, start your engines” e Mark Cuban, proprietario dei Dallas Mavericks, al box del Team Penske dell’amico Castroneves, conosciuto durante le riprese di “Dancing with the stars”, (la versione originale del contest “ballando sotto le stelle”) che il brasiliano vinse durante l’inverno. Al via per la prima – e crediamo unica – volta quest’anno Paul Tracy, oltre a Townsend Bell sulla vettura del Dreyer & Reinbold al posto di Milka Duno. Nuova livrea estemporanea bianca e azzurra per la vettura di Tony Kanaan e nuovo sponsor Rexall sulla vettura di Graham Rahal.

 

La giornata non era iniziata bene per Dixon, che aveva preso contatto con le barriere durante il warm-up mattutino. Al via, il poleman Ryan Briscoe precedeva su Castroneves mentre dietro si toccavano Rahal e Moraes. Rahl era costretto ad una lunga sosta ai box per riparare la macchina. Tony Kanaan, dopo le sfortunate qualifiche che lo avevano visto 27° in griglia, risaliva già al 20° posto. Al 4° giro Castroneves passava il temmate, assumendo il comando della gara e prendendo il largo, macinando oltre 3” di gap.

Prima caution al giro 19. Vitor Meira tocca le barriere di gomme all’entrata della corsia box. Appena si apre la pitlane, tutti dentro salvo Marco Andretti, Tony Kanaan e Buddy Rice. La yellow flag viene prorogata perché Camara perde la ruota posteriore sinistra.

 

Restart al giro 24 con Andretti che precede Kanaanmentre dietro Castroneves passa l’altro pilota con tattica differrenziata, Buddy Rice, per la terza piazza. Mario Moares rompe la sospensione posteriore sinistra e raggiunge la pit lane, ma è il giapponese Hideki Mutoh a causare una nuova caution, girandosi alla curva 14 e toccando duro le barriere di pneumatici. Kanaan e Rice ne approfittano per rifornire mentre Andretti continua imperterrito fino all’ultima goccia di etanolo e al restart conduce ancora su Castroneves.

 

La leadership del “nipote d’arte” dura però poco e al giro 34 Helio passa al comando alla curva 1, ricominciando a macinare vantaggio, seguito il giro successivo dal compagno di squadra Briscoe. Il pit di Andretti avviene al giro 39; il pilota rientra solo 20°. Nuova yellow flag al giro 49, quando anche l’inglese Townsend Bell sbaglia la curva 1 e finisce contro i pnemuatici. Ancora una volta tutti ai box (ci si domanda perché il team Andretti debba sempre scegliere tattiche fantasiose per i propri piloti…) salvo ovviamente Kanaan e Rice, ma anche Foyt, Carpenter e Camara. Ancora una volta si tratta di una lunga caution perché anche Mario Dominguez perde una ruota.

 

Si riparte al giro 55 con Kanaan in testa davanti a Foyt, mentre Scott Dixon dopo il solito ottimo pit stop inizia a farsi vedere e passa Carpenter per la quarta piazza. Al giro 57 Tony Kanaan ne combina una delle sue e, nel tentativo di incrementare il proprio vantaggio, fa un 360 alla curva 9 e viene passato da AJ Foyt IV che per la prima volta si trova in testa ad una gara dell’IndyCar Series. Al giro 59 Ryan Briscoe viene richiamato dal Team Penske per un rifornimento differenziato e poco dopo termina la bella esperienza di Foyt al comando, con Kanaan e Dixon che approfittano dei doppiati per passarlo d’esperienza.

 

Nuova caution al lap 61, allorchè il solito esuberante EJ Viso entra dentro la vettura di Graham Rahal alla curva 10, spedendolo sui pneumatici. Viso verrà successivamente penalizzato per uno stop & go di 15”. Kanaan ne approfitta per rifornire in attesa del gran finale, lasciando il comando della gara a Scott Dixon che allo sventolare della green flag conduce su Castroneves. Dietro, gran lotta tra Oriol Servia e Paul Tracy, che è costretto a cedere prima la quarta piazza allo spagnolo, poi anche la quinta ad un arrembante Justin Wilson, sempre più a suo agio ora che si corre su circuiti a lui più congeniali degli ovali.  

 

Al giro 78 “solito” misunderstanding tra le vetture del Team Andretti, con Marco Andretti che tocca l’ala posteriore di Danica Patrick mentre erano rispettivamente noni e decimi. La Patrick si riporta subito ai box per farsi sostituire la parte danneggiata, mentre Andretti attende un paio di giri per fare contestualmente anche rifornimento. Rientreranno 17° e 18° per la gioia di papà Michael.

 

Davanti, Dixon e Castroneves proseguono indisturbati in colonna, quando la direzione gara annuncia che, a causa del lungo tempo perso in bandiere gialle, si tratterà di una gara a tempo sul limite dell’ora e 50. Il brasiliano prova a ricucire ma nel farlo inchioda alla curva 1, predendo secondi preziosi. Dietro, un Briscoe in gran spolvero passa prima Wheldon per la settima posizione poi Junqueira per la sesta.

 

La bandiera scacchi vede primo Scott Dixon con quasi 6” di vantaggio su Castroneves. Sul podio finalmente anche Justin Wilson, partito ricordiamolo 26°, poi Paul Tracy che nel finale ha avuto la meglio su Oriol Servia. Quindi Ryan Briscoe, Dan Wheldon, un regolare Ryan Hunter-Reay, Tony Kanaan e Darren Manning, che completa la top ten.

 

A quattro gare dalla fine, Dixon in campionato conduce di ben 65 punti di vantaggio su Castroneves (505 punti contro 440). Dan Wheldon risupera Tony Kanaan per la terza piazza con 390 punti contro 387; quinto sempre Ryan Briscoe con 324. Prossima gara il 9 agosto sul Kentucky Speedway.

 

Piero Lonardo

 

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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/Tracy_edmonton.jpg Indycar – Edmonton: Dixon mette la quinta e allunga