E’ Simon Pagenaud ad aggiudicarsi la seconda gara del doubleheader IndyCar di Belle Isle. Il francese ha approfittato di una strategia perfetta orchestrata dal team di Sam Schmidt, che ha gestito al meglio la prima metà di gara, frammentata da ben 6 caution.

Il terzo ed ultimo splash a soli 15 giri dalla fine ha permesso a Pagenaud, grazie anche alle gomme più fresche, di mantenere la seconda posizione dietro James Jakes, il quale avrebbe rifornito a sua volta 3 giri dopo, anch’egli su di una tattica simile, e nei confronti di Mike Conway, dominatore della prima metà di gara, che anche quest’oggi poteva vantare un passo superiore al resto dello schieramento.

Il successivo pit del portacolori del team RLL ha ristabilito le posizioni, generando una lotta al coltello con il connazionale, il quale però non è riuscito ad avere la meglio, grazie al magior numero di push-to-pass avanzati da Jakes ed alle gomme “alternate” più fresche e performanti. E alla fine Jakes ha portato a casa il suo migliore risultato di semrpe davanti di un nulla a Conway, cui non è riuscito il bis.

Purtroppo la tattica più conservatrice del team di Dale Coyne, che forse si aspettava numerose altre interruzioni dopo la spettacolare carambola che al giro 28 ha tolto dai giochi diversi pretendenti, non ha pagato, così come non hanno giovato alla causa i troppi giri dietro al sempre coriaceo Dario Franchitti, ritornato a tempo pieno fra i protagonisti, che arriverà quinto al traguardo, dietro al compagno di squadra Scott Dixon.

Una top five tutta Honda in casa Chevrolet quindi, con il primo propulsore statunitense solamente sesto con Marco Andretti, il migliore del suo team dopo il botto in solitario di Ryan Hunter-Reay ed il crash collettivo che ha di fatto eliminato dalle posizioni che contano EJ Viso e James Hinchcliffe.

Poca fortuna anche per il team Penske, con il solo Helio Castroneves nella top ten, in P8. AJ Allmendinger dal canto suo subito out, ancora per un suo errore, mentre Will Power, dopo un inizio di gara al fulmicotone, è stato eliminato dall’ennesima incertezza al restart. Questa volta, allorchè insidiato da Tristan Vautier, è stato centrato da un incolpevole Sebastien Bourdais che ha dovuto pagare, oltre che con le dichiarazioni di fuoco dell’australiano nei suoi confronti, compreso un gestaccio plateale in diretta tv, anche con un drive-through che lo ha tolto ancora una volta dalla posizioni di vertice.  Sorprese nella top ten con Charlie Kimball settimo dopo aver condotto alcuni giri e soprattutto da Sebastian Saavedra, finalmente all’arrivo, decimo.

La cronaca.

Conway scatta bene ma dopo solo un paio di curve deve cedere a Power, che scavalca anche Jakes, mentre poco dietro Pagenaud ha la meglio in un colpo solo sia di Hunter-Reay che di Viso e conquista la P4, ma AJ Allmendinger va subito a contatto a muro, causando la prima caution

Al restart Conway ripassa subito Power, che forse aveva effettuato la prima manovra già in regime di bandiere gialle, mentre Pagenaud transita addirittura terzo. Ma il periodo di green flag dura pochisismo perchè al giro 8 Simona de Silvestro va inspiegabilmente dritta alla curva 8, causando il suo primo DNF stagionale e la seconda caution della giornata. In molti ne approfittano per rifornire e variare la tattica di gara.

Occorrono 8 giri per ripartire. Davanti tutti mantengono le posizioni salvo Justin Wilson, che cerca di infilarsi tra i primi ma non vi riesce. Poco dietro comunque un nuovo contatto, con Carpenter che arriva lungo e spinge Tagliani contro le barriere, genera una terza caution.

Il restart avviene un paio di giri dopo, e Hunter-Reay si reimpossessa della terza piazza passando Pagenaud. Nuovi contatti nelle retrovie coinvolgono Castroneves e Viso, ma si prosegue fino a che Hunter-Reay tocca il muro andando poi a terminare nello stesso punto baciato dalla pilotessa svizzera, causando una nuova caution, la quarta in 17 giri. Il campione 2012 rienterà molti giri più tardi, dopo che il team Andretti avrà sostituito diverse parti delle sospensioni. Chi non aveva rifornito in precedenza ne approfitta ora, fra cui Power, Pagenaud, Castroneves ed Andretti, ma non il battistrada Conway.

Si riparte al giro 24 e Conway mantiene ancora la testa davanti a Dixon, Kimball e Franchitti che riesce a farsi largo, avanzando fino alla P4, così come Power che transita in P6, ma la green flag dura ancora solo lo spazio di qualche curva. Stavolta è Takuma Sato ad andare a muro alla curva 3. Ed è ancora caution.

Al successivo restart, al giro 27, il fattaccio, mentre davanti Kanaan, che grazie ai pit stop si è fatto largo dalle retrovie, passa addiritttura Franchitti per la terza piazza dietro a Conway e Dixon, Power, attaccato da Vautier, rallenta di colpo e viene toccato da Bourdais. L’australiano si gira e si genera un groviglio di cui fanno le spese, in modo più o meno grave, lo stesso Power, Tagliani, Briscoe, Viso, Wilson, Carpenter e Hinchcliffe. Ed è nuova caution, la #6.

La neutralizzazione dura una decina di giri ed il battistrada è costretto a rifornire, montando le “red”. La testa della gara passa a Kanaan, a sua volta in debito di carburante, davanti a Dixon e Vautier e Franchitti e Bourdais, nelle more del drive-trhrough comminato dalla direzione gara per la carambola precedente. Conway rientra sesto davanto a Pagenaud.

Al restart Conway ha la meglio in slalom su Kimball e Franchitti e passa in quarta piazza, mentre Vautier agguanta presto la testa della gara fino al pit, lasciando via libera nuovamente a Conway, che però sentirà presto l’usura delle “alternate”.

Presto Kimball agguanta la leadership davanti a Pagenaud e Conway, il quale al giro 48 è costretto a rifornire per l‘ultima volta, montando le “prime”.

Il giro successivo Kimball deve a sua volta rifornire e cede la testa a Pagenaud, che precede Jakes, Franchitti e Conway. L’alfiere di Dale Coyne purtroppo è in debito di push-to-pass, a causa dei tanti restart, e ci metterà ben dieci giri ad agguantare e passare Franchitti per la terza piazza, prima di mettersi in caccia dei due battistrada, che al momento mantengono un vantaggio di quasi 30” ma debbono ancora rifornire.

Allorquando prima Pagenaud a 15 giri dalla fine, e poi Jakes tre giri dopo, rientrano in pista dopo l’ultima sosta, si ritrovano entambi ancora davanti a Conway che nel frattempo ha passato Franchitti, rispettivamente di 4”7 e 1”7. Vani i tentativi di Conway di riagguantare almeno la seconda piazza, con Jakes che, nonostante le “red” è costretto a dar fondo ai push-to-pass per tenere dietro il vincitore di gara-1.

Gli ultimi fuochi sono dati dal duello tra Dixon e Franchitti, con il neozelndese che ha la meglio per la quarta piazza, e fra Vautier e Bourdais per l’undicesima piazza, con il protetto di Olivier Panis che arriva lungo e si gira alla curva 3, lasciando la posizione al tetracampione ChampCar.

Finisce così con Simon Pagenaud sesto diverso vincitore di questa serie imprevedibile 2013 ed un parimerito tra Marco Andretti ed Helio Castroneves, entrambi ancora a secco di vittorie, in classifica generale. La settimana si torna a gareggiare sugli ovali, sul Texas Speedway di Fort Worth.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo di Gara-2


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