Era dal GP of Indianapolis 2015 che Will Power non terminava una gara sul gradino più alto del podio dell’IndyCar Series, e finalmente ci è riuscito nella gara 2 del doubleheader di Detroit.

La sfortunata stagione 2015 sembrava finalmente fugata già all’avvio di St.Petersburg, con quella qualifica stratosferica, ma dopo la doccia fredda del forfait per la gara erano succedute una serie di prestazioni nervose, costellate di errori come quello in pitlane all’ultima Indy 500, oppure cedimenti meccanici come quello di ieri in gara 1.

Fatto sta che si è dovuto attendere molto per questa 26ma vittoria del campione 2014, che quest’oggi ha dato dimostrazione di avere convogliato in modo positivo l’aggressività, con un sorpasso all’esterno nel terzo ed ultimo restart sul leader in classifica e compagno di squadra Simon Pagenaud che è valsa la W finale.

Dietro Pagenaud, che con questo piazzamento consolida la propria leadership in classifica, un altro pilota che quest’anno è ancora a credito con la fortuna, Ryan Hunter-Reay, sempre nelle posizioni di testa ma mai in grado di impensierire i battistrada del team Penske.

Si, perché anche gli altri due piloti del “Captain”, che a Detroit giocava in casa, hanno avuto chances di vittoria. Primo fra tutti Helio Castroneves, che nella fase centrale di gara ha avuto sulla racchetta il match ball dopo un sorpasso da cineteca nei confronti di Pagenaud, spernacchiato come un principiante, match ball sprecato dai box Penske con una chiamata tardiva in occasione dell’ultima neutralizzazione, similmente a quanto accaduto all’amico fraterno Tony Kanaan in occasione poco prima. Per TK settima piazza finale, mentre per “spider-man” solo un anonimo 14mo posto.

Anche Juan Pablo Montoya, dal canto suo, ancora una volta non si è risparmiato, battagliando a lungo fino a superare di forza proprio Will Power al giro 14 per quella che al momento era solo la settima posizione. Purtroppo ancora una volta un errore ha posto fine alla gara del colombiano.

Non è riuscito nemmeno l’ennesimo miracolo in casa KV, con Sebastien Bourdais ancora una volta in testa nelle fasi finali di gara, ma questa volta il vantaggio accumulato era troppo esiguo per coronare la strategia del pit-stop fuel only, che è valso solo l’ottava piazza. Conor Daly, che ha anticipato di un paio di giri l’operazione, ha portato a casa il sesto posto, dietro a Josef Newgarden e Scott Dixon.

Il nativo del Tennessee ha effettuato una gara giudiziosa coronata da un sorpasso nel finale proprio nei confronti del campione in carica, che comunque può dichiararsi fortunato per il risultato acquisito dopo il problema al cambio di ieri e soprattutto dopo essere stato usato come punching-ball sia all’avvio da Castroneves, che poco dopo da Montoya.

Oscar della sfortuna di questo doppio appuntamento di Belle Isle per James Hinchliffe, costretto a dare forfait anche oggi dopo esser stato chiuso al via da Carlos Munoz, a sua volta pressato da un insolitamente aggressivo Charlie Kimball.

Da segnalare infine il ritorno nella top ten per Marco Andretti, partito ultimo con le black, P9 al traguardo dopo una curiosa tattica sule tre soste con cinque giri su gomme “alternate” usate.

Prossimo appuntamento con l’IndyCar Series già la settimana prossima al Texas Motor Speedway

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo di gara 2


Stop&Go Communcation

Pagenaud, secondo, rafforza la leadership in classifica

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2016/06/Power2.jpg IndyCar – Detroit, Gara 2: Finalmente Power!