Sebastien Bourdais torna alla vittoria aggiudicandosi una imprevedibile gara 2 sul cittadino di Detroit.

Il tetracampione Champ Car ha approfittato dell’unico passo falso del fino a quel momento dominatore, Juan Pablo Montoya, durante la seconda sosta, per sorpassarlo in uscita dalla pitlane. Su quel minimo vantaggio, corroborato poco dopo dal sorpasso su Scott Dixon che lo catapultava in P2 dietro Conor Daly ancora inspiegabilmente sulle wet su pista asciutta, l’alfiere del team KV ha costruito una gara perfetta, merito anche di una strategia perfetta costruita e gestita da Jimmy Vasser in una seconda parte di gara costellata da una serie infinita di caution.

Nessun problema infine – né di carburante, né di tenuta – negli ultimi 4 minuti di gara libera dopo la sospensione per l’incidente che ha tolto di scena Will Power ed Helio Castroneves, determinando la momentanea interruzione della gara a 6 giri dalla fine.

Dietro Bourdais, che torna alla vittoria dopo Gara 2 di Toronto 2014, ben 8 motori Honda, con Takuma Sato ad occupare il secondo gradino del podio. Ancora una gran gara quella del giapponese, partito dalla 15ma piazzola, autore di uno scatto al penultimo restart che ha impietrito il vincitore dell’ultima Indy 500, susseguente ad una penalizzazione in pista per blocking per Graham Rahal, che si accontenta comunque della terza piazza finale.

Sorprende ancora di più il quarto posto di Tristan Vautier, ultima piazzola della griglia, su cui grava solamente il contatto veniale che ha tolto di gara i due alfieri del team Penske, squadra che deve affrontare la giornata più nera di questa stagione fin qui stradominata, con Montoya 10mo, senza carburante, migliore dei suoi.

A seguire nella top ten un Marco Andretti quest’oggi ben poco aiutato dalle sceltè di papà Michael, il sempre più sorprendente Conor Daly, che dimostra di meritare un posto fisso in questa serie, un combattivo Jack Hawksworth, Ryan Hunter-Reay e Gabby Chaves.

Sfortuna anche per il team Ganassi, che vede al traguardo Charlie Kimball P11 dopo infiniti problemi di gomme ed un tris di contatti – l’ultimo dei quali eliminava l’incolpevole teammate Scott Dixon – a precedere un fin troppo irruento Sage Karam, autore di due scorrettezze di fila su Hawskworth, ed un Tony Kanaan impalpabile, come spesso accade sui circuiti cittadini.

Gara a due facce per Luca Filippi: a lungo nella top ten dopo un ottimo start, anche grazie ad un primo pit-stop anticipato nella prima parte di gara; disastrosa nella seconda, iniziata con un inutile passaggio ai box a pitlane chiusa e proseguita poco dopo con un dritto a gomme fredde alla curva 2. La 17ma posizione al traguardo corrisponde purtroppo all’ultima dei piloti classificati ed eguaglia la piazzola di partenza del pilota piemontese.

Ultima menzione per Carlos Munoz, vincitore ieri in gara 1, primo ritirato della gara con il motore Honda ko dopo 6 soli giri.

La convulsa schedule dell’IndyCar Series 2015 prevede per il prossimo weekend la Firestone 600 sull’ovale di Fort Worth, Texas.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo di gara 2


Stop&Go Communcation

Disastro Penske: Montoya P10 senza carburante

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2015/06/05-31-Bourdais-On-Course-DET-Std.jpg IndyCar – Detroit, Gara 2: Bourdais emerge dal caos