Giunta alla sua sesta stagione di IndyCar, Danica Patrick critica per la prima volta la Indy Racing League puntando il dito contro il calendario, troppo ricco di circuiti cittadini e stradali a suo avviso.
Danica ha raccolto il suo primo ed unico successo in IndyCar Series a Motegi, ovale particolarmente veloce e adatto alle caratteristiche della pupilla di Michael Andretti, che si è sempre ben comportata nei catini veloci, vedi il quarto posto al debutto nella Indy500.

Non penso che i cittadini siano il miglior posto dove dimostrare quanto le nostre corse siano eccitanti per i fans” ha detto la Patrick dopo la prima sessione di libere chiusa in diciassettesima piazza. L'americana ha anche accennato alla mancanza di competizione tra costruttori come uno dei motivi per cui le corse siano divenute nel tempo noiose e prevedibili.

Alla gente piace parlare degli anni d'oro della IndyCar, quando c'erano pochi circuiti stradali e cittadini, e c'era competizione tra i vari costruttori. Allora c'era molta differenza tra chi sapeva guidare e chi no, ma oggi corriamo tutti con la stessa vettura ed è difficile essere più veloci di qualcun altro perché i mezzi si equivalgono”.

Danica precisa che le sue critiche vogliono essere costruttive per il futuro del campionato, che secondo lei dovrebbe incrementare il numero di corse sugli speedway. “Corriamo il rischio che nessuno parli più di noi, che gli sponsor ci abbandonino e che tra un po' di anni non ci siano più vetture in pista” ha concluso la Patrick, che ha incominciato a muovere i suoi primi passi in NASCAR qualche mese fa.

Roberto Del Papa


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