Scott Dixon è stato multato di 30.000 dollari dall’IndyCar ed è stato messo “on probation” per le pesanti dichiarazioni susseguite all’incidente di gara di domenica scorsa a Baltimore all’indirizzo dello starter Beaux Barfield, allorchè Will Power lo ha stretto a muro, eliminandolo dalla competizione, durante un restart.

Il campione neozelandese come ricordiamo nella gara precedente a Sonoma, era stato privato di una vittoria quasi certa dopo la penalizzazione comminatagli dalla direzione gara a causa di un brutto episodio in corsia box, dove un paio di meccanici della crew dell’australiano sono volati a gambe all’aria, fortunatamente senza grosse conseguenze, per una presunta invasione di piazzola.

Dixon ha giudicato semplicemente indeguato Barfield – che a suo parere dovrebbe andarsene – a seguito della negazione del permesso di rientrare in gara al suo team, ufficialmente perchè l’IndyCar ha ritenuto la sua macchina troppo danneggiata per rientare. Una situazione, ricorda Dixon, simile a quella di Long Beach due anni or sono, allorchè aveva aspettato a lungo in una via di fuga per poter rientrare e sistemare il motore.

Di parere contrario alla direzione gara l’alfiere del team Ganassi, che ha sottolineato tra l’altro anche una serie di mancate chiamate, quasi tutte a danno del neozelandese, che ricordiamo è in lotta per il titolo 2013 con Helio Castroneves.

“La #15 (Graham Rahal) ci ha fatto girare, la  #4 (Oriol Servia) ha fatto la stessa cosa al restart successivo ed è stata penalizzata; la macchina #12 (Will Power) è passata su di una pistola ad aria al pitstop e non è stata penalizzata. Sono proprio troppe brutte chiamate” aveva commentato a caldo Dixon, che adesso dovrà autocensurarsi almeno fino al termine dell’anno.

Piero Lonardo


Stop&Go Communcation

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