Sul velocissimo triovale di Joliet, Illinois, Scott Dixon si è laureato campione dell'IndyCar Series 2008, arrivando secondo sul filo di lana dietro il rivale di tutto il campionato, Helio Castroneves. Vani sono stati i tentativi del brasiliano, forte di una vettura a punto come non mai, che gli ha permesso di rimontare tutti gli avversari dal fondo dello schieramento, dove era stato relegato dai commissari. Il distacco finale di 17 soli punti in classifica rende giustizia ad un campionato ancora una volta combattutissimo e che avrebbe potuto regalare ancora una volta un epilogo a sorpresa, simile a quello dello scorso anno, dove Dixon perse il titolo senza carburante a pochi metri dall’arrivo, a vantaggio di Dario Franchitti, ma questa volta il Team Ganassi non si è fatto cogliere di sorpresa, permettendo al neozelandese di bissare il titolo 2003.

 

La cronaca vede una partenza tranquilla dei primi, con il poleman Briscoe che rimane affiancato a Tony Kanaan per una decina abbondante di giri senza però riuscire a mettere il naso della sua Dallara davanti a quella #6 del Team Penske. Poco dietro Dixon battaglia con Danica Patrick. Lo spettacolo però è dietro, con Castroneves, cui è stato cancellato il tempo della qualifica per aver toccato ripetutamente la linea bianca dell’infield, autore di una rimonta che infiamma il pubblico dello Chicagoland. Al decimo giro è già 13°, al ventesimo è nella top ten!

La corsa prosegue su questi binari sino al giro 36, quando dal posteriore della Dallara di un Ed Carpenter scatenato, addirittura quarto alla caccia di Dixon, fuoriescono scintille e dopo un attimo va a muro. L’incidente è molto spettacolare, con tanto di fiamme, ma incruento. Tutte le vetture si precipitano al pit.

 

Al restart, ad un quarto di corsa, è Kanaan a precedere Dixon, Briscoe, Wheldon, all’ultima gara col team Ganassi dove farà posto a Dario Franchitti, la Patrick, Meira, Castroneves, Foyt, Hunter-Reay e Viso.Briscoe passa subito Dixon ma è il compagno di squadra a seminare gli avversari. Altri 15 giri e Castroneves, dopo un doppio sorpasso sulla Patrick e Wheldon, e avvantaggiandosi di un doppiato, transita addirittura terzo!

Al giro 75 è la volta di Vitor Meira abbandonare la serie 2008 con la vettura del Panther Racing, andando a muro. Sin dalla prossima gara-esibizione di Surfers’ Paradise, dovrà cedere il sedile proprio a Dan Wheldon. Ancora una volta tutti ai box, da dove esce primo Castroneves, che ha perfezionato così questa incredibile rimonta. Obiettivo: i 3 punti extra assegnati al lap leader.

 

Da questo punto Dixon inizia ad agire di conserva, risparmiando forze ed etanolo, lasciando il compagno di squadra Dan Wheldon a battagliare ferocemente con la coppia Penske. I 3 si scambiano la leadership diverse volte, fino alla terza caution chiamata dalla direzione corsa al giro 108 per rimuovere dei detriti. Ancora una volta tutti ai box e qui Graham Rahal tocca il veterano Buddy Rice, estromettendolo dalla gara. 

 

Un paio di giri dal restart, sempre con la coppia Penske davanti a tutti, e nuova caution per il contatto della rientrante Sarah Fisher con le barriere della curva 4. Al nuovo restart nuova lotta a 3 tra Castroneves, Briscoe e Tony Kanaan, che ripete il duello iniziale con l’altra vettura Penske. La bandiera verde però dura ancora una volta pochi giri, allorquando è EJ Viso a toccare le barriere per colpa di una foratura e a scatenare la nuova caution. Ancora una volta il timing è perfetto per una sosta collettiva ai box. Entrano tutti per uno splash di etanolo ed il cambio delle gomme e allora la gara offre un nuovo colpo di scena: c’è Milka Duno in testa grazie ad una sosta veloce.

 

Al restart, la pilotessa venezuelana resiste un paio di giri, poi viene passata da Castroneves, Briscoe, la Patrick, Kanaan, Wheldon e via via altri. A due terzi di corsa, il brasiliano conduce la gara col compagno di squadra a proteggergli le spalle immediatamente dietro. Allora ai box segnalano a Dixon che è giunto li momento di svegliarsi e di riprendere una posizione consona al leader in classifica. In pochi giri il neozelandese è di nuovo quarto, mentre Dan Wheldon mette pressione al leader della corsa andandolo ad insidiare da vicino fino a prendersi la prima piazza. I due girano affiancati per diversi giri scambiandosi la leadership, fino alle ennesime bandiere gialle, scatenate questa volta da un leggero contatto della vettura di Mario Moraes.

I primi entrano tutti ai box e qui il Team Ganassi fa il solito miracolo, restituendo a Scott Dixon la prima posizione nella corsa davanti al Castroneves. Salvo incidenti, il titolo è ormai nella mani del neozelandese, a 15 giri dal termine.

 

La corsa non fa tempo a riprendere che è la volta di Graham Rahal di toccare le barriere. Mancano 6 giri, poco più di 5 minuti di gara per sancire la vittoria nella gara e nel campionato di Scott Dixon, che al restart parte bene, lasciandosi dietro Castroneves di oltre 2 decimi, ma la Dallara-Penske ne ha di più, e in un solo giro gli rimonta due terzi dello svantaggio.

 

Al giro 196 Castroneves si affianca largo ma non riesce a sorpassare. Nei 3 giri successivi il margine varia di pochissimo, ma allo scoccare dell’ultimo giro la zampata del brasiliano, che tenta il tutto per tutto andando sulla traiettoria larga mettendo il muso davanti a Dixon. Inutile il forcing finale: Castroneves non vince il titolo ma vince la corsa per soli 33 millesimi, il secondo minor gap di sempre nell’IndyCar.

Sul terzo gradino del podio sale Ryan Briscoe. Completano la top ten Tony Kanaan, Will Power, Dan Wheldon, Darren Manning, Marco Andretti, Ryan Hunter-Reay e Danica Patrick. Solo undicesimo il vincitore di Detroit, Justin Wilson, che non riesce a vincere il trofeo di Rookie of the year, che va invece al più costante giapponese Hideki Mutoh per 6 soli punti.

 

Prima della prossima stagione, appuntamento per la gara-esibizione di Sufers Paradise il 26 ottobre, dove si scopriranno sicuramente altre novità di mercato.

 

Piero Lonardo

 

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Nella foto, il Team Ganassi al completo festeggia il titolo IndyCar 2008


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