Josef Newgarden è il terzo vincitore in altrettante gare dell’IndyCar Series 2017. La giovane promessa del Tennessee trova la quarta vittoria nella serie, la prima con il team Penske, sulla pista di casa di Barber Park, Alabama.

Newgarden era l’unico dello squadrone del Captain a non avercela fatta, anche se per poco, a raggiungere la Top Six nelle qualifiche di sabato, ma dalla settima piazzola in griglia ha iniziato a farsi largo nello schieramento, guadagnando subito al via due posizioni.

Davanti erano i teammates Will Power, partito dalla pole, ed Helio Castroneves e a menare le danze, con Scott Dixon, ancora alla ricerca della prima vittoria di sempre sulla pista del sud, subito a rompere le uova nel paniere a Simon Pagenaud; poi appunto Newgarden, Ryan Hunter-Reay e James Hinchcliffe. Il contatto fra questi ultimi provocava il distacco della paratia esterna destra dell’ala anteriore del campione 2012 e la prima breve caution della gara.

Al lap 17 toccava a Pagenaud cadere sotto le grinfie di Newgarden, che lo spingeva largo alla curva 5 per impossessarsi della quarta piazza, e poco più tardi la gara al pit premiava il box della #2 su Dixon e Castroneves, lasciando a Newgarden il ruolo di inseguitore ufficiale di Power. Vani fin qui gli attacchi di Dixon, il quale perdeva ulteriormente terreno alla seconda sosta a causa di un pitstop una volta tanto non ottimale da parte del team Ganassi.

A metà gara il trio di testa si ricompattava per i primi doppiaggi, con Pagenaud, tornato in quarta posizione, a distanza di sicurezza. Ma tutto si rimetteva in discussione al lap 62, allorquando Spencer Pigot si girava con la sua DW12-Chevy all’Honda hairpin, forse per qualche goccia di pioggia, causando la seconda ed ultima neutralizzazione della giornata.

La corsa al pit, con Charlie Kimball, fuori strategia, leader provvisorio, questa volta premiava Scott Dixon, che usciva dietro Power ma davanti a Newgarden, Pagenaud e Hinchcliffe, ma il neoacquisto del team Penske si sbarazzava presto del neozelandese, con il vincitore di Long Beach che a sua volta scivolava dietro Castroneves ed Alexander Rossi, autore sin qui di una silenziosa rimonta dalla 18ma piazzola.

Una volta uscito di scena Kimball, Power sembrava avviato (meritatamente) verso la prima vittoria stagionale, ma ancora una volta la dea bendata ci metteva lo zampino e a 14 giri dalla fine era costretto ad una sosta extra per una foratura lenta. Incomprensibile questa volta il box del “Captain”, che provvede a cambiare tutte le gomme e anche ad aggiungere etanolo.

Senza più rivali, Newgarden si può involare verso il traguardo e regalare la prima vittoria dell’anno al team Penske e alla Chevrolet; vano il forcing di Dixon, ma soprattutto di Pagenaud, rinvenuto nel finale, che gli terminano a vista.

Completano la top ten Castroneves, Rossi – ancora una volta il migliore del team Andretti, davanti all’osservatore d’eccezione Fernando Alonso – poi ancora Hinchcliffe, Kanaan, Bourdais, Sato ed Aleshin. Il russo ancora una volta all’ultimo giro dispone in modi non del tutto ortodossi di un rivale, nella fattispecie Ryan Hunter-Reay. Power si classificherà 14mo.

Gara infine da dimenticare per Marco Andretti, desolatamente ultimo a 3 giri dopo aver condotto nel warm-up su pista bagnata (e dopo aver fatto provare l’abitacolo al campione asturiano, che ha intrattenuto i media in conferenza poco prima della gara), costretto ad una serie di soste extra nelle primissime fasi di gara per problemi elettrici, e per Graham Rahal, P13, il quale, a torto o a ragione, continua a lamentare la mancanza di un compagno di squadra con cui condividere i responsi della pista.

Con il risultato odierno Bourdais continua a mantenere la leadership della serie, con 6 punti di vantaggio su Dixon e 7 su Newgarden, in attesa della gara di Phoenix, in programma già il prossimo fine settimana.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


Stop&Go Communcation

Power, ancora sfortuna, una foratura nel finale, solo P14

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/04/Newg.jpg IndyCar – Barber Park, Gara: Newgarden, la prima con Penske