Josef Newgarden ha finalmente coronato il sogno di una vittoria in IndyCar a Barber Park, Alabama. Il 24enne del sud ha condotto una corsa splendida, tutta all’attacco nelle fasi iniziali, più attenta nel finale, coadiuvato al meglio dal box del CFH Racing di Ed Carpenter e Sarah Fisher.

Partito alla grande, subito P3 dietro il poleman Helio Castroneves e Will Power, presto secondo con una gran mossa sull’australiano, il campione Indy Lights 2011 non si è fatto intimidire dalla maggiore esperienza del brasiliano, passando al comando al giro 20 grazie ad un inusuale errore al primo pit della crew Penske. Team Penske che si rifaceva alla sosta successiva, grazie alla seconda ed ultima caution – entrambe comunque alquanto discutibili – della giornata, ma al restart Newgarden aveva ancora una volta la meglio e si portava davanti al vicecampione in carica.

Dopodichè, grazie ad un discreto vantaggio, all’alfiere del CFH rimaneva solo il compito di portare al traguardo la DW12-Chevy #67 al traguardo sulle “red”. Da dietro emergeva però un arrembante Graham Rahal, forte di una differente strategia che lo aveva tenuto a lungo al comando. Grazie a gomme più fresche e ad un minor quantitativo di etanolo, il figlio d’arte, ancora alla ricerca di una seconda vittoria in carriera dopo St.Pete 2008, spingeva forte dopo l’ultimo pit, passando uno ad uno Will Power, Ryan Hunter-Reay, Helio Castroneves ed infine Scott Dixon, il tutto senza push-to-pass, fino ad arrivare a poco più di 2” dal vincitore, per una festa tutta a stelle e strisce.

Terza piazza finale per Scott Dixon, sempre stregato per lui il circuito di Birningham, dove è sempre andato a podio senza mai vincere, davanti ad un Will Power tornato d’un tratto il nervoso competitor delle passate stagioni. Suo infatti il primo contatto di rilievo, con relativa caution, con un incolpevole Jack Hawksworth all’uscita del pit che costerà anche un drive-through all’australiano.

Completa la top five Ryan Hunter-Reay, primo di un team Andretti che pare aver trovato in Alabama uno spiraglio dopo le prime deludenti prove della stagione, risultato corroborato anche da una sesta piazza di Carlos Munoz e dal decimo posto di Marco Andretti.

Dietro il rookie dell’anno 2014 terminano tre combattenti: James Hinchcliffe, Sebastien Bourdais e Simon Pagenaud. Il primo non ha trovato il giusto ritmo con le “red” dopo essere stato a contatto di Rahal nelle fasi centrali della gara, mentre i due francesi, a lungo nella top five, sono stati impegnati in lunghi duelli, protagonista anche il nostro Luca Filippi, undicesimo, che hanno esaltato il pubblico, ma non sono stati aiutati dalla strategia, assolutamente carente quest’oggi, soprattutto per il Team Penske.

Di questi errori tattici infatti ne ha fatto le spese anche Helio Castroneves, costretto ad un pit-stop all’ultimo giro, e quindi classificatosi solamente 15mo dietro il vincitore di St.Petersburg, Juan Pablo Montoya – che con questo risultato mantiene comunque la leadership in classifica generale – anch’egli penalizzato da un pit-stop imprevisto per un cambio d’ala a seguito di un contatto.

Da segnalare il buon debutto di Rodolfo Gonzalez, 20mo solo per colpa di uno splash&go a 2 giri dalla fine, mentre il teammate del venezuelano al Dale Coyne Racing, il piemontese Francesco Dracone, chiude l’ordine di arrivo.

L’attenzione si sposta ora su Indianapolis, con la seconda edizione del Grand Prix fra due settimane, che a sua volta precede la 99ma Indy 500.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


Stop&Go Communcation

Gran finale di Rahal, P2

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2015/04/podio.jpg IndyCar – Barber, Gara: Newgarden, finalmente!