Ryan Hunter-Reay torna alla vittoria aggiudicandosi la seconda prova dell’IndyCar Series 2013 sul circuito di Barber Motorsport Park davanti a Scott Dixon e ad Helio Castroneves.

Il californiano ha condotto la prima parte di gara partendo bene dalla pole position, approfittando degli errori del team Penske, che ha condotto Will Power ad una gara su due sole soste per rimediare ad una disastrosa partenza dell’australiano che gli ha fatto perdere ben 6 posizioni.

A nulla è valso nemmeno il sacrificio di Helio Castroneves, che ha tirato sulle “alternate” nel secondo terzo di gara per poi terminare, al contrario degli altri, sulle più lente primary e scivolare così fino al terzo gradino del podio.

Scott Dixon, dal canto suo, ha fatto ancora del suo meglio per dimostrarsi il pilota Honda più in palla e negli ultimissimi giri ha cercato inutilmente di ricongiungersi con il campione 2012, finendo col terminare ancora una volta – 4 volte su 4 edizioni del GP of Alabama – secondo al traguardo.

Quarto termina Charlie Kimball, vera sorpresa della giornata insieme al rookie Tristan Vautier, decimo. I due giovani hanno dato filo da torcere ai big annunciati, con il primo che ha potuto macinare anche dei giri in testa.

Dopo Power completano la top ten Simon Pagenaud, sesto, Marco Andretti, il sempre combattivo Justin Wilson, Josef Newgarden e Tristan Vautier.

Poca fortuna ancora una volta per Dario Franchitti, secondo ritiro di fila, tradito da imprecisate noie meccaniche a metà gara, allorquando aveva già ben rimontato dalla pessima posizione di partenza. Ritiro anche per il vincitore di St.Pete, James Hinchliffe, fermatosi lungo il circuito senza più trazione a causa della rottura della sospensione posteriore.

La cronaca. Al via Power, che parte a fianco del poleman Hunter-Reay, parte male e va largo all’esterno della prima curva, perdendo ben 6 posizioni a favore di Vautier, Andretti, Kimball, Wilson, Dixon e Saavedra.

Dopo poche curve Servia e Rahal, che partivano nelle retrovie, si toccano alla curva 9, rovinando l’aerodinamica. Entrambi possono riprendere ma viene esposta l’unica full caution della giornata per ripulire la pista. Un paio di giri dopo Hinchcliffe è il primo a ritirarsi, fermo alla curva 3 con la sospensione posteriore rovinata, probabilmente dal contatto precedente.

Al restart, Power ripete la stessa manovra all’esterno e questa volta ne approfitta il compagno di squadra, AJ Allmendinger, che guadagna due posizioni ai danni di Power e Saavedra.

Da dietro nel frattempo emergono Dario Franchitti e Sebastien Bourdais, intenti a recuperare posizioni dagli infausti piazzamenti in griglia. Entrambi poco dopo sono giù a ridosso della top ten.

Kimball si sbarazza presto di Andretti, che fa un po’ da tappo, e vola in P3 all’inseguimento di Vautier. Anche Dixon ha la meglio su Andretti e va alla caccia del francesino, mentre davanti Hunter-Reay ha quasi 11” di vantaggio sul resto del gruppo.

Dopo il primo giro di pit Will Power si ritrova leader con 3”3 di vantaggio su Hunter-Reay, Castroneves, che ha tratto vantaggio dal pit leggermente anticipato, Kimball, Dixon, Vautier, Franchitti e Pagenaud. L’australiano entra solo al giro 32, ipotizzando una gara su due soste, salvo nuove caution.

Al giro 43 la gara perde anche Dario Franchitti, che viene spinto ai box per ripararazioni estese alla sua Dallara, mentre Hinchcliffe continua a stazionare lungo il circuito, in attesa di una neutralizzazione per essere trainato al box Andretti.

La seconda sosta di Hunter-Reay lo vede rientrare comodamente al terzo posto, dietro a Power, il quale segue a sua volta Kimball, ora in testa, a 13”. L’australiano approfitta della sosta di Kimball per riprendere il comando della gara sul campione in carica e sul compagno di squadra Castroneves, che presto ha la meglio su entrambi, accumulando in poche tornate sulle “red” oltre 7” di vantaggio.

A due terzi esatti di gara Power rientra ai box per il secondo cambio, rientrando però solamente in P9. Castroneves, che è arrivato a condurre con oltre 9” di vantaggio su Hunter-reay, è tra gli ultimi a rientrare per il cambio gomme, ed è costretto a montare le primary, più durature meno performanti, per il finale di gara.

Hunter-Reay si fa presto sotto al brasiliano e al giro 75 passa di nuovo in testa, imitato al giro successivo anche da Dixon, che nel frattempo si era già sbarazzato di Power per la terza piazza.

Il vicecampione 2012 deve poi cedere anche a Kimball, che si appresta ad aggiudicarsi il migliore piazzamento in carriera, mentre dietro uno scatenato Bourdais vanifica una gara tutta in rimonta dalla penultima fila andando largo nel tentativo di passare Vautier per la decima piazza.

Gli ultimi giri vedono il forcing finale di Dixon su Hunter-Reay a colpi di push-to-pass, ma il neozelandese non riesce a sfatare la cabala che lo vede sempre secondo in Alabama (e sempre dietro alle Penske) ed Hunter-Reay agguanta così la seconda vittoria stagionale su due gare per il team Andretti Autosport.

Prossima gara dell’IndyCar Series fra due settimane sulle strade di Long Beach, circuito tradizionalmente favorevole al team Andretti, che vi ha siglato due vittorie nelle ultime tre edizioni.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


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