Ryan Hunter-Reay si aggiudica la 2° edizione del GP of Baltimore, penultima gara dell’IndyCar 2012, e si rilancia per la lotta al titolo. Il californiano si avvantaggia innanzi tutto di una tattica perfetta del box Andretti, che lo lascia in pista con le gomme da asciutto durante uno scroscio estemporaneo di pioggia intorno al giro 19, permettendogli di guadagnare momentaneamente la testa della gara. Ma non è finita, perché Hunter-Reay dovrà via via avere la meglio su di un Simon Pagenaud in forma smagliante e su di un ritrovato Ryan Briscoe.

Il francese, più veloce durante il warm-up mattutino, esegue una manovra da manuale ed al giro 39, al restart numero 5 dei ben 9 odierni, passa al comando sorpassando ben 5 vetture, ma deve cedere la posizione dopo l’ultimo pit-stop quando Hunter-Reay riesce ad avere la meglio nonostante le gomme ancora fredde.

Briscoe invece si ritrova davanti a tutti nelle ultime fasi di gara, le uniche non frammentate dalle continue caution, ma deve fare i conti con il carburante. Il ritiro di Charlie Kimball, fino a quel momento un’altro dei protagonisti della gara, con il motore esploso e la relativa neutralizzazione pare avvantaggiarlo nei consumi, ma al successivo restart l’australiano si rende autore di un’inesplicabile dormita – nonostante le rimostranze del Team Penske, che lamenta una ripartenza non corretta – e si fa passare sia da Hunter-Reay che da Pagenaud. All’ultimo restart, a 2 giri dalla fine, Briscoe, sempre più in predicato di perdere il sedile al team Penske il prossimo anno, riesce comunque a riprendersi la seconda piazza sulla entry di Sam Schmidt e dietro Hunter-Reay, per poi terminare senza benzina nel giro d’onore.

E Will Power ? Il capolista della serie nonché fin qui dominatore del weekend ha condotto la prima parte di gara con assoluta padronanza. Sfortunatamente il Team Penske ha deciso per una tattica conservativa richiamandolo ai box durante la fase più confusa di gara, sotto il breve acquazzone, per montare le wet. Dopo l’ultimo pit stop l’australiano si ritrova in ottava posizione e inizia una furiosa rimonta che lo porta fino alla quinta piazza, grazie alle ultime soste di Servia e Tagliani ed al sorpasso su Dario Franchitti, ma all’ultimo restart deve allargare la prima curva a causa di un sempre più combattivo Rubens Barrichello, in odore di contratto con Sam Schmidt, e perde così due posizioni. Un ultimo sorpasso su Servia gli permette di terminare almeno sesto e di mantenere così il vantaggio in classifica su Hunter-Reay a 17 punti.

Dietro ai primi tre Scott Dixon, che riduce anch’egli il gap, seppur in minor misura, su Power, in vista dell’ultima gara sull’ovale di Fontana, California, in programma fra due settimane. Completano la seconda metà della top ten dietro Power, Oriol Servia, Alex Tagliani, EJ Viso ed Helio Castroneves.

Da segnalare anche le ottime gare di Sebastien Bourdais e Takuma Sato. Il francese, combattivo sin dalle prime fasi di gara nonostante i forti dolori alla schiena per la “ricaduta” di ieri, sembrava l’unico in grado di opporsi allo strapotere iniziale di Will Power. Purtroppo, dopo aver raggiunto la p2 rimaneva vittima di un ingenuo testacoda in regime di caution su pista umida che lo portava a centro gruppo. La successiva rimonta veniva infine resa vana da un guasto irreparabile alla sospensione posteriore, evidentemente provata anch’essa dai bump della pista.

Sato invece, dopo aver ereditato addirittura la testa ad un terzo di gara – ricordiamo che era partito 24mo – grazie ad un primo pit stop anticipato, viene annullato dalla ripartenza monstre di Pagenaud. Dopo una serie di contatti minori, terminerà la gara al 50mo giro, vittima di problemi di pressione al proprio motore Honda.

Grande attesa quindi per il season finale di  Fontana, fra due settimane.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


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