Fervono i preparativi in vista dell’inaugurale Baltimore Grand Prix in programma fra due settimane nel weekend del Labor Day e, proprio come per il GP di Monaco, si provvede a chiudere i tombini.

Martin Thake, direttore delle operazioni, ha annunciato in questi giorni, tra le altre cose, la chiusura di oltre 200 tombini in vista delle cinque gare, tra cui spiccano IndyCar, Indy Lights e ALMS, che animeranno la prima edizione di questa corsa sul circuito cittadino ricavato all’interno della splendida Inner Harbor di Baltimore, Maryland.

Diventerebbero frisbee da 200 libbre (circa 90 kg.)” ha confermato Mr. Thake il quale, oltre ad aver disegnato la pista, le cui 12 curve passeranno a fianco di attrazioni come il complesso dell’Harborplace e l’Oriole Park a Camden Yards – unica pista stradale a essere stata costruita nel cuore di una città, sulla falsariga di Montecarlo – dovrà predisporre anche tutta una serie di vie alternative per trasportare i camion e le vetture di servizio.

Abbiamo un’ottima risposta di pubblico con le piste cittadine” ha affermato Brian Barnhart, il direttore di gara dell’IndyCar, al momento nell’occhio del ciclone “Prendi il meglio di quanto abbiamo imparato gestendo piazze come Long Beach e Toronto e applicalo ad una location come l’Inner Harbor e avrà un enorme potenziale per diventare un evento di successo.”

L’organizzazione dell’evento ha comportato tre anni di studi. “Praticamente stiamo costruendo una città nella città” ha affermato ancora Mr. Thake. “Circa il 90% del tracciato, metà in cemento e metà in asfalto, è stato ripavimentato” ha affermato invece Khalil Zaied, direttore del dipartimento dei trasporti locale. “L’asfalto che serve per correre è più denso di quello normalmente in uso e il cemento è stato sostituito lastra per lastra.”

Sono serviti 45 giorni per trasformare una congestionata area urbana in un impianto da 12 tribune per circa 35.000 spettatori, oltre a uno spazio di 600.000 piedi quadrati (oltre 5.000 m2) da adibire a garage per gru e altri veicoli che è stato ricavato all’interno del Baltimore Convention Center. Ci vorranno invece solo 30 giorni per smantellare tutte queste opere, comprese le necessarie 2.300 barriere di jersey, che verranno posizionate in modo tale da rendere più larga possibile la sede stradale.

Pregustando questo imperdibile appuntamento, occhi puntati questo weekend all’Infineon Raceway di Sonoma, dove debutterà il nostro Giorgio Pantano.

Nell’immagine, una rappresentazione grafica del circuito di Baltimore.

Piero Lonardo


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