Sebastien Bourdais, come da pronostico, si è aggiudicato con una gara di anticipo il titolo della Champ Car World Series 2007. Si tratta del quarto titolo consecutivo ed è un’avvenimento raro nello sport professionistico americano; oltretutto lo ha fatto da campione, vincendo fra i muretti australiani, unico nella storia dell’appuntamento Down Under a ripetersi, dopo il successo del 2005, ma non è stata una vittoria facile …

 

Tra i 17 drivers in questa lunga pausa vi sono stati ben 4 avvicendamenti (chiedo venia per non averli citati espressamente già ieri, anche se i più attenti se n’erano sicuramente già accorti…): l’auto #7 del Team Forsythe è passata dal Oriol Servia a David Martinez, lo spagnolo è passato invece alla macchina #22 del PKV, che ha appiedato Tristan Gommendy. La vettura #28 della Pacific Coast è invece passata dalle mani di Ryan Dalziel, per l’occasione commentatore televisivo, a Mario Dominguez, infine la #34 del Conquest Racing ex-Ian Heylen, fresco del podio di Assen, è andata al vincitore 2006 dell’appuntamento australiano, il francese Nelson Philippe. Inoltre, a causa dell’utilizzo del power boost – vietato per motivi precauzionali dai commissari di gara – ad Assen, ben cinque piloti, Power, Pagenaud, Junqueira, Jani e Clarke, potranno usufruire per la gara australiana di soli 35” di extra potenza ancichè dei soliti 75.

 

Alla partenza Bruno Junqueira, settimo in griglia, fatica a prendere lo start e fortunatamente viene scartato dagli altri concorrenti; davanti, parte bene Power dalla pole, mentre Paul Tracy cerca di rubare la seconda piazza a Oriol Servia, che gli partiva a fianco. La manovra però non riesce e il canadese si gira nella via di fuga della prima chicane, che peraltro tagliano in diversi. Al primo giro quindi davanti Power poi Servia, Bourdais, Pagenaud, Wilson, Jani, Rahal Jr., Clarke, Tagliani e Philippe.

 

Rahal guadagna al giro seguente la posizione dallo svizzero, sempre meno combattivo (chissà mai cosa ci vede in lui la Red Bull…), che fa visibilmente da tappo. Al 7° giro ci prova anche Dan Clarke; il sorpasso – un po’ rocambolesco – riesce, ma l’inglese ne paga presto le conseguenze, con un braccetto della sospensione, danneggiato da un urto con le gomme messe “a guardia” della chicane. Costretto a fermarsi ai box, si ritirerà poco dopo. Intanto viene subito chiamata la prima safety car per consentire ai commissari di sistemare le protezioni divelte dal pilota della Minardi USA. Ne approfittano tutti i piloti di testa per il primo pit, e qui accade il primo colpo di scena, con la macchina del copolista, Will Power, danneggiata dall’impacciata manovra di rientro di David Martinez. In testa si ritrova Robert Doornbos che come al solito viaggia su una tattica diversa dagli altri, seguito da Tracy, Junqueira, Bourdais, Servia, Wilson, Pagenaud, Rahal, Tagliani, Philippe, Jani e Dominguez.

 

Al 12° giro Alex Figge va lungo e viene fatto ripartire, viene fatta entrare nuovamente la safety car e Power ne approfitta per tornare ai box per farsi sistemare la sospensione danneggiata nel contatto precedente. La gara dell’idolo di casa è ormai compromessa, a meno di una rimonta forsennata; rimonta che termina in modo spettacolare qualche giro più tardi tra i muretti ed un’incolpevole Katherine Legge, che comunque riesce a ripartire, anche se si ritirerà poco dopo. Nuova caution e, grazie ai pit stop, Bourdais si ritrova al comando, seguito da Servia, Wilson, Pagenaud, Rahal, Tagliani, Philippe, Martinez, Jani, Tracy, Figge e Doornbos.

 

Nelle fasi centrali, la gara vive dei duelli tra Rahal, che nel frattempo è stato passato da Tagliani, e Nelson Philippe, con il francese che tocca la seconda guida del Newman/Haas/Lanigan, costringendolo ad una sosta extra per sostituire la gomma posteriore sinistra, tagliata dall’ala anteriore della vettura #34. Anche per Rahal in pratica la gara di vertice finisce qui, a causa del notevole ritardo accumulato.

Al 31° giro nuova sosta generale dei big, con Paul Tracy che si ritrova in testa in virtù del fatto che non ha ancora effettuato il secondo rifornimento. Poche curve dopo nuovo colpo di scena, con Oriol Servia che si gira per colpa di una gomma mal fissata dalla crew. Il ritardo accumulato per tornare lentamente ai box costerà allo spagnolo un quasi sicuro podio.

 

A questo punto i 3 battistrada, Tracy, Bourdais e Wilson, con il canadese che fatica a tenere dietro gli altri due, che si scambiano le posizioni, con Wilson che passa alla chicane un Bourdais che cede al pur forte inglese, magari memore delle disgrazie McLaren in F1 in terra d’oriente, non volendo arrivare all’ultima gara col titolo ancora in ballo (anche se a dire il vero vi sono ben altri distacchi in classifica…).

 

Tracy come previsto entra ai box e quindi Wilson eredita il comando. Curiosamente il canadese fa solo un breve splash&go, cercando di perder meno tempo possibile ai box. Entrano al pit anche Doornbos e Junqueira, con il brasiliano che esce davanti all’olandese, in settima posizione provvisoria. Al 44° giro Wilson si ferma per la terza ed ultima sosta. Bourdais quindi inanella una serie di giri veloci che, una volta effettuato anch’egli il terzo stop, lo portano al comando.

 

A dieci minuti dal tempo limite stabilito dei 105’, dietro i due battistrada si scatena la bagarre finale per la terza piazza, con Tracy cerca di tenere dietro Junqueira, ancora una volta ben assistito dopo la sciagurata partenza dal Dale Coyne Racing, mentre per la quinta posizione è lotta al coltello fra Doornbos, Philippe e Pagenaud.

 

All’ultimo giro ennesimo colpo di scena di una corsa avvincente come tante della serie: a Tracy non basta il carburante ed è costretto a passare dai box, perdendo il podio (terminerà nono) e in un duello tutto francese Pagenaud riesce a passare Philippe, lasciando un sempre consistente Robert Doornbos indisturbato quarto, oramai certo del titolo riservato ai rookies.

 

A campionato assegnato, l’ultimo appuntamento di Mexico City dell’11 novembre deciderà la piazza d’onore. Dietro Bourdais, campione con 332 punti, il secondo posto sarà deciso tra Justin Wilson con 270 punti e Robert Doornbos con 261.

Piero Lonardo

FPSP#DriverTeamLCTimeMphkm/hLagStatus
141S. BourdaisNewman/ Haas/ Lanigan Racing611:45:49.31896.669155.574 Active
259J. WilsonRSPORTS611:45:56.09496.566155.4086.775Active
3719B. JunqueiraDale Coyne Racing611:46:40.21495.900154.33650.896Active
41414R. DoornbosMinardi Team USA611:46:51.95995.725154.0541:02.640Active
5615S. PagenaudTeam Australia611:46:52.72995.713154.0351:03.410Active
61334N. PhilippeConquest Racing611:46:58.32995.630153.9011:09.010Active
7118A. TaglianiRSPORTS611:47:01.60995.581153.8221:12.290Active
8821N. JaniPKV Racing611:47:19.10795.321153.4041:29.789Active
933P. TracyForsythe Championship Racing611:47:37.93295.043152.9571:48.614Active
10177D. MartinezForsythe Championship Racing601:45:58.64594.945152.7991 LapActive
1192G. RahalNewman/ Haas/ Lanigan Racing601:46:03.67794.870152.6781 LapActive
121228M. DominguezPacific Coast Motorsports591:46:11.32793.177149.9532 LapsActive
131529A. FiggePacific Coast Motorsports591:46:41.76392.734149.2402 LapsActive
14222O. ServiaPKV Racing581:47:01.94690.875146.2503 LapsActive
151611K. LeggeDale Coyne Racing2657:57.80375.223121.0604 LapsContact
1615W. PowerTeam Australia1834:33.58187.345140.56712.911Contact
17104D. ClarkeMinardi Team USA1233:08.46860.72297.7235 LapsContact


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