È tornato in GP2 Main Series a distanza di 11 mesi dall'ultima apparizione a Portimao, ma Alvaro Parente si è subito ripresentato alla grande. Costretto quest'anno a ripiegare sulla Superleague Formula per motivi di budget, il portoghese ha colto al volo l'opportunità offertagli dalla Scuderia Coloni, che aveva bisogno di un sostituto di Alberto Valerio. Le strade del driver lusitano e del team umbro si sono così nuovamente incrociate dopo la breve parentesi dell'ultimo inverno nel campionato asiatico.
A Spa-Francorchamps, pista dove nel 2009 si era imposto in Gara 1, Parente ha dato dimostrazione di enorme talento cogliendo addirittura un doppio podio, l'unico a riuscirci nel week-end. Sfortunato nelle qualifiche, in cui è stato frenato dal traffico, l'alfiere della Coloni è partito appena 16esimo nella manche del sabato pomeriggio. Sfruttando l'incertezza delle condizioni meteo, Alvaro ha scelto di ritardare il più possibile il pit-stop sperando nell'arrivo della pioggia, che gli avrebbe consentito di mantenere la leadership.
La pioggia, purtroppo per lui, non è arrivata, mentre la vittoria (andata a Pastor Maldonado) è mancata per appena 2 decimi... "Non avevamo mai girato sull'asciutto nel weekend, per cui a me mancavano i riferimenti e al team le informazioni: nonostante questo non appena sono partito mi sono reso conto che la macchina era perfetta, tanto da permettermi di andare più forte di tutti pur dovendo gestire l'usura delle gomme", commenta Parente. "È per questo che la strategia ha funzionato. Girando a pista libera abbiamo accumulato il vantaggio che serviva per centrare il podio".
7° al via di Gara 2 per l'inversione della griglia, il 26enne di Porto ha concesso il bis chiudendo 3°. "Alla partenza non sono stato straordinario ma il mio ritmo era talmente buono che sono riuscito a farmi sotto a chi stava davanti subito".
In soli due giorni, grazie anche al giro più veloce messo a segno nella Feature Race, Parente ha accumulato ben 13 punti. Davvero niente male. "Rientrare in GP2 con due podi è una sensazione incredibile e non era un'impresa facile. I miei avversari hanno fatto tutta la stagione, tutti i test, mentre io invece non salivo sulla macchina da tantissimo. Essere già al livello dei migliori vuol dire che sia io che la squadra abbiamo fatto qualcosa di importante", sottolinea.
Adesso resta da capire se anche a Monza, tra due settimane, sarà Parente a guidare la Dallara numero 20.
Jacopo Rubino