Che Monza gli piacesse, Mattia Drudi ce lo aveva già confidato a Vallelunga, ma nessuno (e nemmeno lui) si sarebbe mai aspettato di vederlo tre volte su tre sul gradino più alto del podio.

Ad impreziosire le vittorie del pilota diretto da Danilo Rossi, oltre alla pole position e ai due giri veloci, é stato il modo in cui esse sono maturate: con intelligenza, senza strafare e soprattutto senza la tipica foga dell’esordiente che a Monza ha colpito tutti, anche Brandon Maisano (Prema) non proprio l’ultimo arrivato.

A farsi notare nel tempio della velocità non é stato solo Drudi, ma anche Joao Vieira (Antonelli) e i due outsider Sennan Fielding (Euronova) e Robert Shwartzman (Cram).

Andrea Russo (Antonelli) e Leonardo Pulcini (DAV) escono con le ossa rotte dalla pista brianzola, nella quale hanno perso la battaglia per la medaglia d’argento proprio col riminese e nel caso del romano anche la 4° piazza a vantaggio di Alain Valente (Jenzer).

UP

Mattia Drudi – Tre è il numero perfetto, lo era al tempo dei greci e nella Divina Commedia di Dante e anche nel 2014 di Drudi, che a Monza ha fatto tre su tre. Il concetto di perfezione, però, diventa ancora maggiore se si guarda alla classifica, dove il tris brianzolo gli ha assicurato la momentanea piazza d’onore. What else?

Sennan Fielding – Arrivava a Monza da sconosciuto, ma si presenta subito molto bene con il 2° posto nella prima sessione di libere, replicato poi sia in gara 1 che in gara 2. Peccato per la closing race nella quale non è andato oltre il primo giro.

DOWN

Brandon Maisano – Con un pedigree come il suo, ci si aspetta di vederlo sempre a podio e così è stato durante il corso della stagione, sul veloce tracciato brianzolo però Maisano è andato in crisi fallendo l’ingresso in top3 ben due volte, in una delle quali non ha addirittura finito la gara.

Irruenza – Si è parlato tanto nel moderno paddock monzese della pericolosa condotta di alcuni piloti. Portavoce di questa polemica è stato Leonardo Pulcini che ci ha fatto notare come diversi drivers siano stati “un po’ troppo” irruenti nel portare a compimento i propri attacchi. Prova ne è il numero elevato di ritiri in gara 2, ben sei, che danno ragione al pilota romano. Gli stessi commissari di gara si sono visti costretti ad indire un breafing straordinario per cercare di calmare i bollenti spiriti delle giovani leve. Ad Imola ci si aspetta un comportamento diverso.

Andrea Giustini


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