Con Gara 3 di Misano del 4 ottobre si è conclusa la seconda stagione dell’Italian F.4 Championship.

Se non fa notizia la vittoria di Prema sia nel campionato costruttori che in quello piloti con Ralf Aron, di sicuro fa scalpore il grande passo in avanti fatto dal punto di vista dell’organizzazione e dello spettacolo. Gli iscritti sono infatti aumentati vertiginosamente, superando le vetture di media.

Cosa è cambiato rispetto al 2014? Poco, nel senso che la formula è rimasta sostanzialmente invariata, salvo l’aumento del montepremi, semplicemente serviva un po’ di tempo alla serie per ritagliarsi lo spazio che merita nel palcoscenico delle formule accademiche europee. Europee, avete letto bene, dal momento che quest’anno c’è stata una vera “invasione” dagli altri paesi del Vecchio Continente.

UP

Organizzazione – Vedere un aumento di consensi così alto in meno di 12 mesi non è facile, specie in un periodo di crisi globale come questo. Se i 25 iscritti di Vallelunga potevano costituire solo un indizio, i 29 di Monza sono stati sicuramente una prova. E che prova. Il format è piaciuto e ha saputo distinguersi bene tra le serie straniere “rivali”.

Mucke – Superato l’imbarazzo della prima gara, per gli Orange è stata una stagione d’esordio da applausi. Robert Shwartzman e David Beckmann hanno infatti dimostrato di essere all’altezza delle aspettative e soprattutto Beckmann ha stupito per non essersi fatto prendere alla sprovvista dal passaggio in monoposto. L’anno prossimo saranno i veri antagonisti di Prema.

Marcos Siebert – Dopo lo spavento di Gara 2 a Vallelunga, non era facile tornare competitivi da subito. L’argentino, invece, ha accusato il contraccolpo psicologico meno del previsto, rendendosi protagonista di una curva di crescita degna di nota, salvo qualche raro momento di stallo, culminato proprio col trionfo dell’ultima corsa stagionale. Il risultato è stato un ottimo 5 posto finale e le porte della GP3 quasi del tutto aperte.

DOWN

Bar Baruch – Dall’israeliano, forte dell’esperienza del 2014, ci si aspettava decisamente di più, se non altro di vederlo in lotta per il campionato. Così non è stato e, salvo qualche acuto, Baruch non è stato in grado di incidere come avrebbe dovuto. La 7a piazza è il minimo sindacale.

Lucas Mauron – Va ancora peggio allo svizzero di casa Jenzer, finito addirittura fuori dalla top10, 16° assoluto. Segna 21 punti nel primo evento, salvo poi portarne a casa soltanto 16 nelle restante corse. Il piatto piange e quello che doveva essere il punto di riferimento nel team si è trasformato ben presto nel fanalino di coda.

Forte di questi risultati il Circus già si sta preparando al 2016. Rimanete su Stop&Go per scoprire le indiscrezioni sul mercato piloti della prossima stagione.


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