Resosi evidentemente conto di avere ancora molto da lavorare non soltanto sul fronte tecnico ma anche su quello del proprio stato di forma, l’alfiere della Mercedes Michael Schumacher, rientrato quest’anno nel mondo dei Gran Premi dopo tre stagioni di stop, ha ammesso forse per la prima volta di non ritenere il fattore anagrafico così ininfluente ai fini delle prestazioni.
“Certe cose non si possono negare – ha dichiarato ‘Kaiser’ Schumi al ‘News of the World’, meglio noto come il giornale che incastrò l’ex numero uno della Federazione Internazionale Mosley attraverso la pubblicazione di foto compromettenti, salvo poi dover corrispondere i danni all’inamovibile Max – da un punto di vista dell’allenamento e della condizione fisica, come può un 41enne garantire le stesse performances di un altro atleta di 23 o 24 anni? Per quanto mi concerne ho maturato una notevole esperienza in F.1 e il senso della velocità è tuttora presente, ma non credo sia possibile sapere se il livello raggiunto è quello che mi caratterizzava all’epoca dei trionfi in Ferrari”.
Schumacher, che nel prossimo fine settimana vivrà il suo primo week-end da non ferrarista a Monza dal 1995 a questa parte, sembra però avere una ricetta utile a fugare ogni dubbio residuo: “Alla Ferrari ho impiegato una decina d’anni per arrivare a certi livelli. Oggi sono un pilota della Mercedes da nemmeno una stagione, impossibile quindi fare dei paragoni”.
L’ex pluri-campione del mondo, due titoli vinti su Benetton e ben cinque allori conquistati alla corte della Ferrari, approderà sul suolo italiano al decimo posto in classifica generale con un bottino di 44 punti, uno in meno rispetto al più giovane connazionale Adrian Sutil che lo precede nella graduatoria.
Ermanno Frassoni