Ha tenuto banco, nelle ultime settimane, l’incertezza palesata da diverse squadre, su tutte McLaren, Renault e Sauber, circa l’utilità di impiegare o meno il discusso congegno F-Duct nel week-end del Gran Premio d’Italia in programma sul tracciato di Monza il 10-12 settembre. La compagine di Woking, in particolare, aveva lasciato trapelare attraverso le parole del suo Managing Director Jonathan Neale di non voler montare il dispositivo in Brianza, salvo poi concretizzare una parziale marcia indietro con Martin Whitmarsh, intenzionato a valutare bene la situazione.
Sam Michael, direttore tecnico della Williams, si è proposto invece come la voce fuori dal coro, dal momento che la scuderia di Grove ritiene decisamente vantaggioso montare il dispositivo a Monza: “Onestamente non capisco da dove nascano tali perplessità. Tra i teams si è aperto una specie di dibattito, ma forse qualcuno dimentica che il sistema serve a far stallare l’ala posteriore, quindi se l’F-Duct è stato concepito per quello, il fenomeno si verificherà anche a Monza, sebbene si ricorra ad assetti estremamente scarichi. Per noi la soluzione è scontata, e credo che alla fine in Italia nessuna squadra ne sarà sprovvista”.
Scuderie top a parte, la Williams, insieme alla Renault, è forse il team che più ha beneficiato dell’introduzione dell’F-Duct, unitamente al lavoro compiuto dai tecnici sugli scarichi ribassati, consentendo di fatto a Rubens Barrichello e Nico Hulkenberg di frequentare con maggiore assiduità l’ambita Q3 al sabato pomeriggio.
A Monza, poi, si prevede l’esordio del sistema sulla Toro Rosso, impegnata oggi sul circuito di Vairano in test aerodinamici, che probabilmente deciderà il da farsi soltanto dopo le risultanze acquisite al termine delle prove libere del venerdì.
Ermanno Frassoni