Si chiama F2012, ed è un nome che sa di ritorno all’antico. Per il resto la nuova Ferrari, presentata questa mattina via web a Fiorano, sembra davvero tagliare i ponti con il passato, come promesso: le forme sono decisamente di rottura rispetto alla precedente 150° Italia, a cominciare dall’anteriore.
Lo scalino in prossimità dell’attacco delle sospensioni è ancora più netto che sulla Caterham vista la settimana scorsa (“esteticamente non piacevole”, viene definito così proprio dalla squadra). Una soluzione resa obbligata dalle modifiche regolamentari, per contrastare l’abbassamento del musetto, che per consentire un maggiore afflusso di aria possibile verso il fondoscocca è piuttosto largo e scavato.
Tutte inedite le fiancate, attraverso la modifica delle strutture di impatto laterali, la ridisposizione dei radiatori e il ridisegno di tutte le appendici aerodinamiche. Il retrotreno è molto più rastremato, grazie anche ad una nuova scatola del cambio e allo spostamento di alcuni accessori. Gli scarichi, come voluto dalle nuove norme, tornato a soffiare all’esterno, agli estremi della carrozzeria. L’ala posteriore evolve i concetti del 2011, ma con ampie rivistazioni.
A livello meccanico, la Ferrari ha scelto di adottare lo schema sospensivo pull-rod sia all’anteriore che al posteriore, a vantaggio dell’aerodinamica e della disposizione dei pesi (il baricentro ora è più vicino al suolo).
Il lavoro dei motoristi, nei limiti molto rigidi del regolamento, si è concentrato sulla gestione elettronica (vista l’abolizione degli scarichi soffianti), sull’affidabilità e sul degrado prestazionale, oltre che sulla migliore integrazione possibile con il telaio al fine di non disturbare l’aerodinamica. Il KERS resta collocato al centro della vettura, nella parte inferiore, ed è stato oggetto di alleggerimenti e affinamenti.
La F2012 che vedremo in gara, in ogni caso, non sarà questa: è già in programma l’introduzione di un significativo numero di sviluppi nelle settimane a venire.


























