Dopo tre anni di karting ai massimi livelli e uno di Formula 3, Max Verstappen è pronto a spiccare il volo verso la F1.

E’ arrivata questi giorni, infatti, la notizia che il talento del Van Amersfoort Racing raggiungerà Daniil Kvyat alla corte faentina della Toro Rosso nel 2015.

Verstappen conferma dunque di essere l’uomo – il teenager – delle tappe bruciate. Era già successo nel karting, dove a soli 16 anni si è permesso di dire la propria nell’olimpo delle quattroruotine: la KZ1, battendo i super campioni del settore, quali Jonathan Thonon, Marco Ardigò, Rick Dreezen e non ultimo Davide Forè, suo compagno e mentore.

Iniziata quest’anno la carriera nelle formula con qualche difficoltà, il figlio di Jos, vecchia conoscenza del Circus, non ha poi tardato a riscattarsi, vincendo a ripetizione e mostrando una certa predilezione per le condizioni difficili. Insomma, quando c’è da tirare fuori gli attributi, Max risponde presente, che sia il kartodromo di Muro Leccese o il Nurburgring.

Il campione del Mondo KZ in carica è un unicum nel motorsport moderno, sia per l’età che figura nella sua carta di identità, sia per il percorso intrapreso. Piuttosto che esordire in una delle tante F.4 nazionali, infatti, ha deciso di spendere un anno in più nel kart; un grande rischio se si pensa che a sole 15 primavere si è avventurato nella top class.

La mossa ha pagato, ma il fenomeno – in pista e tra i media – Vestappen Jr, divenuto già idolo di molti ragazzi con le sue stesse aspirazioni, rischia di minare i progetti della FIA, impegnata a creare una rete di formule minori sempre più fitta, il cui scopo sarebbe di far arrivare i giovani in F1 già con un discreto bagaglio di esperienza, ma che in realtà sta rendendo la vita difficile a molti di loro.

I nostri fans hanno poi fatto notare anche un altro elemento da non trascurare: la credibilità della Formula 1, meta ambita da tutti i piloti, Olimpo degli dei a quattro ruote, che con Kvyat prima e Verstappen poi rischia di venire pesantemente lesa. Ragionamento inoppugnabile, che però non prende considerazione l’evoluzione del motorsport, teso sempre più a bruciare le tappe – e la gioventù – dei pilotini, costretti fin da bambini a confrontarsi con ambienti super competitivi fatti di ingegneri e telemetrie.

Non c’è da stupirsi, allora, se Helmut Marko, abbia giudicato un 17enne già pronto agli oltre 600 cavalli della Formula 1.

L’ “all in” fatto dal talent scout della Toro Rosso pagò con Sebastian Vettel, con Daniel Ricciardo e con Kvyat; sarà lo stesso anche con l’olandese? Un’eventuale flop non farebbe piangere soltanto il piatto della squadra faentina, ma soprattutto farebbe crollare la Formula Young, sviluppatasi nell’ultimo decennio.
All’asfalto l’ardua sentenza.

Andrea Giustini


Stop&Go Communcation

L’analisi sul tema caldo delle ultime settimane: l’approdo di Max Verstappen in F1 […]

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2014/08/Image00030_11.jpg Verstappen e la generazione della gioventù bruciata