Il senso della gara è tutto lì, in quella manciata di secondi subito successivi allo start. La 21esima edizione del Masters of Formula 3 a Zandvoort si è risolta praticamente in poche centinaia di metri: il poleman Roberto Merhi per proteggersi si butta alla sua destra, chiudendo la porta al compagno di squadra Daniel Juncadella. Troppo, perché il catalano si ritrova a un palmo dal muro e cerca di riguadagnare spazio. Il contatto tra le due vetture è inevitabile, creando scompiglio pure dietro. Ci rimetteranno gli incolpevoli Carlos Munoz e Pipo Derani, anche loro ko.

Juncadella, con il frontale della sua monoposto completamente fuori uso, ha già concluso la sua corsa. Merhi l’ha combinata davvero grossa, gettando alle ortiche un probabile successo e rovinando il week-end della Prema: riuscirà a continuare, ma senza grosse velleità.

Il Masters di quest’anno vede così al traguardo appena 13 concorrenti, un minimo storico. Non importerà a Felix Rosenqvist, trionfatore a sorpresa ma rivelatosi all’altezza del risultato. Balzato al comando nel caos del via, lo svedese ha gestito autorevolmente la situazione sin dalla bandiera verde sventolata dopo l’inevitabile intervento della safety-car.

Per il portacolori del team Mucke, che non ha ancora colto la vittoria in F3 Euro Series, la leadership è quasi piovuta dal cielo, ma è stata legittimata con una marcia solitaria al comando. Marco Wittmann, 2°, nulla ha potuto per tenere il suo ritmo, perdendo decimi ad ogni giro e chiudendo alla fine ad oltre 5″, riavvicinandosi solo nel finale quando era ormai il momento di gestire.

Per la prima volta al termine della classica d’Olanda suona l’inno della Svezia, mentre i motori Mercedes restano qui imbattuti per la nona volta consecutiva. Anche Wittmann ha comunque fatto marcia in solitaria, mentre, a distanza siderale, il terzo gradino del podio se lo prende un rappresentante del campionato britannico, Kevin Magnussen.

Il danese non ha avuto difficoltà nel controllare il trenino di avversari alle sue spalle, a cominciare dall’idolo di casa Nigel Melker, che ha deluso le aspettative della vigilia senza andare oltre la 4° piazza. In realtà, esaurita la scarica di adrenalina dello start, abbiamo assistito ad una manche decisamente priva di emozioni: i sorpassi si possono contare sulle dita di una mano. Due di questi (su Jaafar ed Eriksson) li ha compiuti Merhi nel tentativo di rimediare all’incredibile pasticcio commesso, ma il tentativo di risalita dello spagnolo è finito lì.

E in un pomeriggio soleggiato come quello visto oggi nei Paesi Bassi, dopo due giornate con cielo grigio e pioggia, i tuoni e i fulmini saranno solo all’interno del box Prema. Un vero peccato per la compagine veneta, che anche qui ha dimostrato, tecnicamente parlando, di avere al momento una marcia in più rispetto a tutta la concorrenza nel panorama della F3 internazionale.

Nonostante ciò, Merhi può festeggiare: il titolo del FIA Formula 3 International Trophy è suo, grazie alla matematica. Wittmann per tenere vive le sue speranze avrebbe dovuto necessiarmanete vincere. Il trofeo organizzato dalla Federazione tornerà d’attualità solo a novembre con l’ultimo atto sul mitico circuito cittadino di Macao.

Classifica

01. Felix Rosenqvist – Mucke Motorsport – 25 giri
02. Marco Wittmann – Signature – +5.182
03. Kevin Magnussen – Carlin – +23.934
04. Nigel Melker – Mucke Motorsport – +24.507
05. Rupert Svendsen-Cook – Carlin – +26.170
06. Daniel Abt – Signature – +27.232
07. Laurens Vanthoor – Signature – +27.826
08. Lucas Foresti – Mucke Motorsport – +28.944
09. Roberto Merhi – Prema Powerteam – +29.838
10. Jimmy Eriksson – Motopark – +30.337
11. Jazeman Jaafar – Carlin – +40.802
12. Carlos Huertas – Carlin – +41.923
13. Kimiya Sato – Motopark – +48.439

Ritirati

14. Daniel Juncadella – Prema Powerteam – 0 giri
15. Carlos Munoz – Signature – 0 giri
16. Pipo Derani – Prema Powerteam – 0 giri

Jacopo Rubino


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