Per Daniel Juncadella è il momento di entrare nella storia dell’automobilismo. Lo spagnolo (il primo a riuscirci) è il vincitore del 58esimo Gran Premio di Macao, al termine di una Gara 2 davvero movimentata e che ha visto al traguardo appena 13 monoposto.
Il momento chiave per l’iberico è maturato all’inizio del decimo giro, alla bandiera verde dopo l’incidente di Felix Rosenqvist. Riuscendo ad agguantare la scia di Felipe Nasr e Marco Wittmann, Juncadella ha compiuto uno spettacolare doppio sorpasso passando in testa nella fatidica strettoia della curva Lisboa.
Da quel momento è stata una rincorsa verso la bandiera a scacchi, ma la vittoria è in pratica maturata con due tornate d’anticipo: una ulteriore fase di safety-car è divenuta necessaria dopo il brutto crash che ha coinvolto Carlos Sainz Jr, Kevin Magnussen e Hywel Lloyd nel velocissimo tratto della Mandarin Bend.
Anche per l’italiana Prema è il primo trionfo al Circuito da Guia, ciliegina sulla torta di una stagione già formidabile grazie al titoli conquistati con Roberto Merhi in F3 Euro Series e nel FIA F3 International Trophy, di qui questo era l’ultimo round in calendario.
Proprio Merhi, tuttavia, ha visto subito svanire ogni speranza di successo. Rimasto fermo allo start (con il semaforo rosso, forse, acceso troppo a lungo), il valenciano è stato tamponato da un incolpevole Richie Stanaway, mentre alle sue spalle si sono eliminati a vicenda Daniel Abt e Laurens Vanthoor, “vittime” del caos venuto a innescarsi dietro al gruppo. Poco dopo la curva Lisboa, invece, ha tradito Carlos Huertas, finito in testacoda bloccando Kimiya Sato: entrambi hanno però avuto modo di proseguire. Il caotico avvio ha richiamato per la prima volta su tre la vettura di sicurezza.
Al 2° posto, dietro a Juncadella, chiude un solido Felipe Nasr, non in grado però di portare un vero attacco. Il grande deluso è senza dubbio Marco Wittmann, la cui 3° piazza non rende giustizia alla superiorità che ha esibito per l’intero fine settimana. Il tedesco è stato beffato nel gioco di scie al secondo restart, ritrovandosi addirittura da primo a quinto. Con due sorpassi di forza su Hannes van Asseldonk e Yuhi Sekiguchi il portacolori della Signature si è quantomeno preso il podio, ma a questo punto non può che essere una magra consolazione.
Al contrario, risultati al di sopra delle aspettative per gli stessi Sekiguchi (4°) e van Asseldonk (5°), seguiti da Will Buller e Lucas Foresti. Altro ritiro eccellente è stato quello di Valtteri Bottas, andato a impattare in accelerazione alla solita curva Lisboa mentre stava battagliando in zona podio: l’errore è costato al finlandese la rottura della sospensione anteriore sinistra.
Classifica
01. Daniel Juncadella – Prema Powerteam – 15 giri
02. Felipe Nasr – Carlin – +0.359
03. Marco Wittmann – Signature – +0.662
04. Yuhi Sekiguchi – Mucke Motorsport – +1.378
05. Hannes van Asseldonk – Hitech Racing – +2.128
06. Will Buller – Fortec Motorsport – +3.301
07. Lucas Foresti – Fortec Motorsport – +3.860
08. Jazeman Jaafar – Carlin – +4.062
09. Richard Bradley – Tom’s – +4.595
10. Adderly Fong – Sino Vision Racing – +4.819
11. Pietro Fantin – Hitech Racing – +5.551
12. Kimiya Sato – Motopark – +6.534
13. Carlos Huertas – Carlin – +8.336
Ritirati
14. Kevin Magnussen – Carlin – 13 giri
15. Hideki Yamauchi – Toda Racing – 13 giri
16. Hywel Lloyd – Sino Vision Racing – 13 giri
17. Carlos Sainz Jr – Signature – 13 giri
18. Alexader Sims – Tom’s – 13 giri
19. Marko Asmer – Galaxy Double R Racing – 13 giri
20. Antonio Felix da Costa – Hitech Racing – 12 giri
21. Carlos Munoz – Signature – 9 giri
22. Felix Rosenqvist – Mucke Motorsport – 6 giri
23. Valtteri Bottas – Galaxy Double R Racing – 4 giri
24. Mitch Evans – Double R Racing – 4 giri
25. Roberto Merhi – Prema Powerteam – 1 giro
26. Daniel Abt – Signature – 0 giri
27. Laurens Vanthoor – Signature – 0 giri
28. Richie Stanaway – Signature – 0 giri
Non partiti
29. Hironobu Yasuda – Three Bond Racing
30. Jimmy Eriksson – Motopark
Jacopo Rubino


























