In esclusiva a Stop&Go, Pietro Fittipladi, racconta la sua prima stagione in Formula 3 e l’importanza di avere una grande famiglia da corsa alle spalle.

A due weekend dal termine di questo Europeo 2015, Pietro Fittipaldi tira le somme su una stagione fatta di “up and down” ma estremamente importante per la crescita del pilota brasiliano. Il giovane pilota classe 1996, nipote del due volte Campione del Mondo Emerson, è approdato da quest’anno nella serie dopo alcuni trascorsi vincenti in categorie come NASCAR Whelen All-American Series (2011) e Protyre Formula Renault (2014).

Grande attesa per lui visti i precedenti del suo cognome nel mondo delle corse, Pietro non ha di certo deluso fin’ ora ben figurando nel corso della stagione. Con qualche difficoltà per via dell’inesperienza, il pilota Fortec, ha saputo gestire e portare a casa, quando possibile, punti importanti. Miglior piazzamento ottenuto proprio nell’ultimo weekend di gara a Portimao con il doppio sesto posto in gara 2 e gara 3.

Pietro Fittipaldi in esclusiva a  Stop&Go, racconta la sua esperienza in F3 fino a questo momento sottolineando la grande competitività della serie, banco di prova importante per la crescita di qualsiasi pilota.

– Questa è la tua prima stagione in Formula 3. Come valuti il tuo percorso fino a questo punto e dove vorresti arrivare in futuro?

“L’Europeo FIA F3 ha dimostrato ancora una volta di essere una delle serie migliori e più competitive per i gioviani piloti. La stagione per me è stata caratterizzata da alti e bassi. Abbiamo iniziato bene andando a punti nel primo turno a Silverstone, poi a Pau, dopo una buona qualifica mi sono rotto la mano, così ho dovuto restare fuori per quel weekend di gara. Ho concluso con due sesti posti a Portimao, ora siamo al Nurburgring, sono concentrato solo su questo weekend di gara che sta per cominciare. Come ho detto che è stato una stagione di alti e bassi per ora, voglio imparare molto e con una competizione così serrata da parte di tutti si migliora costantemente per tutta la stagione.”

– Che cosa vuol dire portare un grande cognome nelle corse?

“Spesso sento questa domanda, mi sento come tutti gli altri driver, seguo un sogno e spero di poter correre in grandi campionati un giorno.  Non sento alcuna pressione in più per via del mio cognome. Mi aiuta molto avere una famiglia da corsa intorno a me, sostengono ogni passo del mio percorso.”

La buona competitività del brasiliano, potrebbe aprire scenari interessanti in futuro, rivedere un nome così importante per le corse di nuovo al vertice, sarebbe emozionante per qualsiasi appassionato. La giovane età e la voglia di competere saranno sicuramente grandi elementi da sfruttare.

Credits: F3 Media
Simone Corradengo 


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