Finite le vacanze di agosto, il carrozzone della F3 Euro Series torna in campo per il sesto appuntamento stagionale, che in realtà assume l’aspetto del primo giorno di scuola dopo le tante desiderate giornate di ferie. Si correrà al Nurburgring, tracciato storico soltanto a nominarlo per l’immensa sensazione di grandezza che soprattutto il vecchio anello, avvolto da 23 km di verde, riesce a dare. Una garanzia dunque per tutti gli appassionati, i quali dovranno invece spostarsi più a sud per gustarsi due week-end in cui vedranno all’opera non solo la F3, ma anche il DTM, e il prossimo fine settimana la LMS con la prestigiosa 1000 km. Roba forte, da tenere un sospiro di sollievo prima di gettarsi sul Nordschleife, appunto, per ricreare un antipastino delle vere competizioni che si svolgeranno sul nuovo impianto costruito intorno agli inizi degli anni 80 e che tuttora ospita i maggiori eventi internazionali e nazionali.

Raggiunto il giro di boa con il week-end precedente di Oschersleben, la F3 Euro Series è al momento dominata da Jules Bianchi che ne detiene la leadership praticamente dalle prime battute, nonostante qualche passo falso nel debutto stagionale. Il pilota transalpino, al secondo anno con ART Grand Prix, è al comando della classifica con 61 punti già messi in cassaforte, forte delle imprese compiute ultimamente a Zandvoort in cui ha conquistato entrambe le corse (storico, mai avvenuto prima con l’avvento della griglia invertita nel 2006), mentre ad Oschersleben ha conquistato soltanto Gara 1, per poi prendere le distanze momentaneamente dal podio con un sesto piazzamento.

I numeri sono dalla sua parte; il francese, con 5 successi stagionali e 2 pole, è il maggiore pretendente al titolo finale. Ma i rivali ci sono, eccome. Primo tra questi, Christian Vietoris. Il tedesco, classe ’89, è al secondo anno di partecipazione nella serie e sta dunque raccogliendo i frutti sperati e seminati della stagione precedente in cui arrivò soltanto 8° nella generale. Il pupillo gestito da Willi Weber, stesso manager di Schumacher ed Hulkenberg, se vorrà recuperare i 18 punti che lo dividono da Bianchi, dovrà spingere al massimo e cercare di vincere Gara 1, quella che attribuisce più punti e, magari, distanziarsi dal rivale francese nella seconda corsa che più gli compete, cioè quella domenicale. Strategia differente dal solito per il contender del Mucke Motorsport, il quale ha sempre corso con tranquillità nel primo atto del week-end, mentre nel secondo ha ruggito e vinto tre volte grazie al metodo della griglia invertita.

Al terzo posto della generale sopravvive il francese Jean Karl Vernay, vittima illustre dell’inaspettato calo di potenziale Volkswagen nei confronti dei più competitivi Mercedes. L’alfiere della Signature dovrà guardarsi bene le spalle dai rinvenimenti di Merhi e Bottas; il pilota di Valencia corre con Manor Motorsport ed è messo sotto contratto dalla Casa di Stoccarda, per cui è destinato a vincere e fare risultato. Ciononostante sia un rookie, il suo bottino è di 28 punti con 3 podi ottenuti in così poco tempo. Ammirevole anche il contribuito di Bottas nell’ennesima stagione vincente del team ART, con cui il finlandese ha trionfato nell’occasione più illustre per farsi il nome, ovvero al Masters di Zandvoort di giugno. Inoltre ha ottenuto tre secondi posti, più altri piazzamenti tra i big, per un totale di 26 punti, due meno di Merhi.

La classifica scorre fluida fino al limbo delle nuove leve, ma è giusto citare anche le possibili sorprese o conferme di secondo piano, stando a quanto visto finora, che attualmente popolano la parte centrale della classifica. A partire da Coletti, che dopo un’eccellente partenza ad Hockenheim con tanto di successo, ha dovuto mettere da parte le sue chance per il titolo perché vittima illustre della sfortuna che pare essersi accanita soprattutto su di lui; primo su tutti il momento della scazzottata avvenuta al Norisring con Jules Bianchi, che è costata al monegasco della Prema un week-end di squalifica. Poi la penalità inflitta dai commissari all’intero plotone della serie (escluso Vietoris) durante Gara 2 ad Oschersleben, causa per cui il monegasco ha dovuto mollare il primato a pochi giri dal termine dopo averlo conquistato allo start sorpassando il poleman Maki.

Il finlandese della Signature è atteso ad una prova di forza e di carattere, fattori che non sono praticamente mai emersi in questa stagione, pena un deprimente 9° posto in classifica alle spalle anche del sorprendente rookie Sims. Troppo poco per uno che ambiva alla GP2 alla vigilia e che si presentò all’Hockenheimring con velleità di vittoria, più di Bianchi. Forse il rocambolesco podio di Oschersleben gli servirà d'aiuto per cambiare pagina.

Da tenere d’occhio anche Waldschmidt, temibile pilota olandese della SG, che sta dando paga al nostro Caldarelli e a molti altri piloti che meritano posizioni di vertice come lui. Tra gli italiani, soltanto l’abruzzese figura tra gli iscritti, perché Chinosi è stato costretto a rinunciare alla breve esperienza con Prema per questioni di budget; questo dovrà essere un incentivo in più per l’alfiere della SG nell'intento di ritrovare le stesse doti che gli permisero di lottare fino all’ultimo la scorsa stagione per il titolo della Formula Renault Eurocup, anche se la corona iridata andò alla fine a Bottas. Particolare sguardo sarà dato a Rosenzweig, il quale sta dimostrando di avere gli attributi dopo un inizio a stento ad appannaggio del compagno Hartley, che adesso sta ricevendo una severa lezione dallo statunitense in forza sempre nel Carlin Motorsport. Giunti a questo, non ci resta che attendere l’inizio delle danze il venerdì mattina, vale a dire il giorno dei primi approcci al tracciato con le sessioni di libere.

Stefano Chinappi


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