La fugace apparizione di fine 2009, conclusa con il tremendo botto in Gara 1 a Spa-Francorchamps, è già agli archivi. Il prossimo anno Stefano Coletti darà il definitivo assalto alla GP2 Series, grazie all’accordo raggiunto con il team Trident Racing che gli permetterà di affrontare il campionato asiatico e quello europeo, sullo stesso palcoscenico dei Gran Premi della F1 nel Vecchio Continente.

Il giovane talento monegasco si è raccontato in esclusiva a Stop&Go dopo i primi test al Paul Ricard (per lo shake-down della nuova Dallara GP2/11, nella foto) e ad Abu Dhabi, facendo inoltre il punto della situazione dopo una annata in cui ha partecipato con bei risultati in Formula Renault 3.5 e GP3 Series.

Una bella e intensa stagione tra F.Renault 3.5 e GP3 ha dato i suoi frutti: nel 2011 tornerai a correre in GP2 Series. Come hai accolto questa prospettiva?
“Sono molto contento ovviamente. In realtà si tratta del mio esordio in GP2 più che di un ritorno vero e proprio, perché le due gare che avevo fatto nel 2009, dovute più ad una serie di circostanze che si erano presentate che ad altro, le avevo disputate con macchine e gomme completamente diverse da quelle che userò l’anno prossimo. Alla fine del 2009 avevo valutato con molta attenzione la scelta tra la GP2 e la Formula Renault 3.5 e la decisione presa all’epoca, con il senno di poi, si è rivelata essere quella giusta. Poi sono riuscito ad aggiungere al programma anche il campionato in GP3, che ha completato una stagione intensissima con gare e trasferte praticamente ogni settimana”.
 
Giovedì 18 novembre hai avuto l’onore di partecipare allo shakedown della nuova vettura al Paul Ricard. I pareri entusiasti sono già numerosi, lo è anche il tuo?
“Senza dubbio. La nuova GP2 è veramente simile ad una Formula 1 nella forma e nella sostanza. Io posso parlare solo di forma, non avendo mai guidato una F1, ma sentendo alcuni commenti di miei colleghi che questa fortuna l’hanno già avuta, sembra proprio che anche nella sostanza ci sia parecchia vicinanza”.
 
Rispetto alla vecchia vettura che tu hai guidato nel 2009, quali differenze hai trovato?
“Nel 2011 si passerà dalle gomme Bridgestone alle Pirelli e cambierà del tutto l’aerodinamica. La monoposto ha minore resistenza all’avanzamento e saremo più veloci sul dritto senza perdere carico aerodinamico in curva. Le modifiche tecniche hanno portato un comportamento diverso sull’anteriore della monoposto, dove ho sentito subito più aderenza e reattività ai comandi dello sterzo. Sicuramente è molto precisa e bisognerà lavorare per ottenere il miglior bilanciamento possibile tra anteriore e posteriore”.

Qual è la prima impressione maturata nei confronti del team Trident? La squadra sembra avere enorme fiducia nelle tue potenzialità…
“Li ringrazio e aggiungo che la fiducia è assolutamente ricambiata da parte mia. La Trident è una squadra profondamente rinnovata nel reparto tecnico: direi rifondata più che rinnovata, ed alcuni degli elementi li avevo conosciuti proprio nel 2009 in occasione di quelle due gare. Comunque tempo fa avevo fatto un test con loro a Jerez, e la mia impressione era stata ottima. L’ambiente all’interno del team, la professionalità di tutti gli elementi e la bravura dei dirigenti danno molta serenità e fiducia nel futuro”.
 
Come giudichi il tuo 2010? Quali differenze hai riscontrato tra i due campionati a cui hai partecipato?
“Il giudizio su di me preferisco lasciarlo agli altri e alla valutazione dei risultati. Sono entrambi campionati molto competitivi anche se con caratteristiche tecniche e agonistiche diverse. La GP3 ha un motore piccolo ma turbocompresso, i freni in acciaio e le gomme Pirelli; la Formula Renault 3.5 ha un motore di grossa cubatura, i freni in carbonio e le gomme Michelin. In comune hanno alcune piste e la competitività dei team e dei piloti che vi partecipano. Anche il format di gara è molto diverso. In ultimo, la GP3 era al primo anno di vita e abbiamo fatto un gran lavoro di sviluppo e studio della macchina mentre in F.Renault 3.5, dopo alcuni anni, questa attività è ovviamente meno esasperata. Per un pilota come me hanno rappresentato un’esperienza molto importante e mi hanno fatto crescere tecnicamente e agonisticamente. Venendo da due anni di F3 Euro Series, dove si corre su piste particolari e sempre sulla configurazione corta dei tracciati, avevo bisogno di lavorare sui circuiti del mondiale di Formula 1, con parecchi cavalli dietro la schiena”.
 
Il tuo manager Gianpaolo Matteucci ti è sempre molto vicino e ti assiste passo dopo passo nel tuo percorso agonistico. Quanto è importante per te la sua figura, e in generale quella di un manager per un pilota?
“Per un pilota il manager è la persona più importante. È lui che gestisce tutta la sua carriera agonistica, aiuta nelle scelte e si occupa di tutto l’aspetto contrattuale e strategico. È anche un amico di cui ci si può fidare e al quale raccontare i propri problemi. Gianpaolo mi è sempre stato vicino, nei momenti felici come nei momenti difficili e questa è una delle cose più importante nella vita di un corridore”.
 
L’obiettivo per il 2011? Pensi in grande o preferisci mantenere un profilo cauto?
“Penso bene, più che in grande o in piccolo. Dal kart in poi ho corso contro quasi tutti i partecipanti alla GP2 del 2011 e non ho alcun timore riverenziale nei confronti di nessuno. Però ho molto rispetto per i miei avversari che sono tutti ragazzi molto preparati e con molta più esperienza di me. Da oggi in poi aumenterò il lavoro di preparazione atletica, un fattore necessario in GP2, lavorando anche nel periodo delle feste natalizie, poiché inizieremo molto presto con le gare del GP2 Asia Series e poi aspetterò il primo test del nuovo anno. Non vedo l’ora di iniziare, ma per fortuna, non manca molto…”.

Jacopo Rubino Michele Benso


Stop&Go Communcation

La fugace apparizione di fine 2009, conclusa con il tremendo botto in Gara 1 a Spa-Francorchamps, è già agli archivi. […]

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/gp2-061210-01.jpg Stop&Go intervista in esclusiva Stefano Coletti: “In GP2 senza alcun timore reverenziale”