Il dominio in F.Renault 3.5 nel 2008, poi la GP2: Giedo van der Garde non ci ha messo molto per diventare subito un protagonista della categoria cadetta, che affronta adesso per la terza volta. È impossibile non considerare l’olandese fra i candidati più papabili al trono, complice anche la sua permanenza alla Barwa Addax, una delle compagini più quotate di tutto lo schieramento.

Conclusa al 3° posto assoluto la breve edizione 2011 della GP2 Asia, van der Garde è pronto per dare l’assalto alla Main Series, il vero target da raggiungere. Di tutto questo, e anche dell’argomento Formula 1, il corridore dei Paesi Bassi ha parlato a Stop&Go in una intervista esclusiva.

Giedo, sei al tuo terzo anno in GP2 Series: in questo 2011 tutti i concorrenti ripartono da una nuova macchina, ma tu potrai capitalizzare la tua esperienza e il fatto di essere rimasto nella stessa squadra, la Barwa Addax. Questo è un buon punto di partenza, giusto?
“Sicuramente. Il team mi conosce, come io conosco loro, sappiamo già come lavorare insieme. Ci si comprende a vicenda molto meglio e fino a qui le cose stanno andando bene: abbiamo una macchina competitiva, anche se non siamo ancora al livello che vorremmo. Abbiamo sfruttato la GP2 Asia per fare esperienza e come una specie di test, con l’intento di affinare il nostro potenziale”.

In ogni caso in questa GP2 Asia hai subito dimostrato buone cose…
“Penso che le possibilità ci siano tutte. Dobbiamo soltanto crescere in alcuni aspetti, come è normale che sia in questo momento. A Imola, in Gara 1, l’unico avversario più veloce di noi è stato ad esempio Grosjean , che era davvero di un altro pianeta. A noi è andata comunque bene così, perché in questo mini-campionato abbiamo raccolto dati e analizzato i tempi, proprio per riuscire presto ad eguagliare il livello di Romain. Aver già ottenuto bei risultati ci dà una spinta in più per continuare a lavorare sodo”.

Appurato che l’edizione 2011 della GP2 Asia sia stata una specie di prova generale, è facile immaginare che il tuo obiettivo sia adesso vincere il titolo nella Main Series.
“Assolutamente sì. Sarò al mio terzo anno, avrò un discreto bagaglio di esperienza, ma non sarà affatto semplice. La concorrenza è temibile, a cominciare da Grosjean, Bianchi, Bird… e noi saremo lì. Risulterà fondamentale essere al vertice sin dall’inizio, e mantenere poi un cammino costante. Questo sarà il punto chiave”.

Quali differenze hai riscontrato nel passaggio alla nuova monoposto Dallara?
“In generale non ci sono grossi cambiamenti. Per quanto mi riguarda adesso ho maggiore feeling con l’avantreno, che si adatta meglio alle mie caratteristiche. La vera novità è rappresentata dalle gomme Pirelli, completamente differenti rispetto alle Bridgestone. Richiedono uno stile di guida diverso. Per questo motivo siamo ancora alla ricerca dell’assetto ideale”.

È quasi scontato che ottenere il titolo in GP2 spalanchi le porte della Formula 1. Tu sembravi vicino al grande salto durante l’inverno, ci puoi raccontare qualcosa?
“In effetti era il mio reale obiettivo per il 2011. Avevamo ottimi contatti con la Virgin Racing, e sentivo di essere al 90 per cento dell’opera. Chiaramente però la F1 è un business molto complicato, e alla fine a ottenere il sedile è stato Jerome D’Ambrosio. Visto che è andata così ho deciso di proseguire in GP2, grazie anche alla Addax che ha voluto aspettarmi”.

Si era inoltre parlato di un accordo con la Williams attraverso uno sponsor comune, la McGregor. C’era qualcosa di concreto?
“No. Dato che nella McGregor c’è il mio management, e visto lo stretto rapporto con la Williams, magari per il futuro potrebbe rappresentare una buona opportunità. In ogni caso si trattava soltanto di indiscrezioni, non erano fondate”.

Per il 2012, pur di entrare in F1, ti accontenteresti anche di un ruolo da collaudatore?
“Non credo, considerando che i test sono fortemente limitati. La priorità è un posto da titolare”.

Jacopo Rubino
Foto: Manuel Eletto


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