L’inglese della ART mette a segno il primo successo stagionale contenendo con maestria il ritorno di Leal e Quaife-Hobbs. Niente punti per Coletti, Nasr e Bird, Leimer accorcia a meno sette dal leader del campionato.

James Calado regala alla ART il primo hurrà in GP2: forse sarà troppo tardi per sperare di rientrare nel club dei contendenti al titolo (mai dire mai, però, visto l’andamento lento tenuto dai primi nelle ultime gare…), ma se non altro il britannico dà segni di reazione e conquista con le unghie una vittoria comunque preziosa. Partito dalla pole, Calado  dapprima si invola al comando, costruendo nel primo terzo di gara un vantaggio di circa tre secondi su Leal (bravo a saltare Richelmi al via). Dopodiché, la prima guida della ART inizia a perdere terreno sul rivale della Racing Engineering, che poco dopo metà gara gli si mette in scia. Calado, chiaramente in crisi di assetto (e di gomme), riesce tuttavia a gestire il venezuelano, apparso peraltro più preoccupato di contenere il ritorno di Quaife-Hobbs negli ultimi giri; finale di gara dunque senza bagarre nelle posizioni di vertice. Per i primi tre il podio è un bel premio, Calado sale a 111 punti e la matematica gli sussurra che i 24 punti di distacco da Coletti non rappresentano un divario incolmabile. Ma per tornare a vestire i panni del big, l’inglese dovrà cambiare passo nelle ultime tre tappe stagionali: per lui, l’ultimo treno per la gloria passerà a Monza, fra due settimane.

Ai piedi del podio si sono fermati i passisti Richelmi e Leimer. Per entrambi l’ennesima gara grigia come il cielo di Spa: solita prova regolare, senza acuti velocistici e d’orgoglio. Ma la politica dei piccoli passi dà ragione all’elvetico, che rosicchia altri sei punti ai due in vetta e si porta a sette lunghezze dal battistrada. Difficile riconoscere in Leimer il pilota con le stimmate del campione, ma visto il film di questo campionato sino a questo punto, anche il numero uno della Racing Engineering rischia davvero di poter dire la sua sino alla fine.

La zona punti si chiude con un buon Palmer, un Cecotto sempre molto vivace e grintoso ed un Dillmann che resiste all’assalto finale di Nasr per l’ultimo punticino. Per farlo, però, il francese taglia il richiamo mancino del Bus Stop, buscandosi così dopo la bandiera a scacchi una penalità di un secondo che lo fa scalare al nono posto, a beneficio di un Felipe Nasr autore di una appassionante rimonta che la dice lunga sulla competitività del brasiliano sul tracciato belga (e dunque anche sull’occasione gettata al vento con l’avventato attacco a Palmer di ieri).

Fuori dai punti anche un Evans in crisi di gomme, un Bird partito male e finito peggio (problemi al motore per lui) e pure per Stefano Coletti, il cui week-end termine con un inutile ventitreesimo posto: piazzamento figlio di una scelta di gomme azzardata (disperata sarebbe l’aggettivo giusto), dato che il monegasco parte con le soft. Un suicidio, visto che la tanto attesa pioggia si conferma la grande assente del fine settimana della GP2: così il buon Stefano, partito alla garibaldina – quinto dopo poche curve – a metà gara inizia a fare il passo del gambero ed al 12° giro si ferma per calzare le gomme di mescola dura, a gara ampiamente compromessa.

Infine, l’unico italiano in gara, Vittorio Ghirelli, continua il suo processo di apprendimento con un diciottesimo posto da archiviare positivamente.

La classifica del campionato a tre round dal termine dice che Coletti resta a quota 135 punti, con Nasr a 13o e Leimer a 128. Bird arriverà a Monza con 121 punti, Calado con 111 e qui finisce l’elenco dei potenziali pretendenti alla successione di Valsecchi, mentre Ericsson (82 punti), Richelmi (71), Palmer (68), Lancaster (65) e Dillmann (64)  completano la top10.

Classifica

1. James Calado – ART Grand Prix – 18 giri                       

2. Julian Leal – Racing Engineering – a 0”447

3. Adrian Quaife-Hobbs – Hilmer Motorsport – a 1”532

4. Stephane Richelmi – DAMS – a 17”905

5. Fabio Leimer – Racing Engineering – a 29”053

6. Joylon Palmer – Carlin – a  33”284

7. Johnny Cecotto – Arden International – a 37”321

8. Felipe Nasr – Carlin – a 40”455

9. Tom Dillmann – Russian Time – a 41”052 (penalizzato di 1″)

10. Mitch Evans – Arden International – a 43”421

11. Simon Trummer – Rapax  – a 44”373

12. Ssergio Canamasas – Caterham Racing – a 45”170

13. Nathaneal Berthon – Trident Racing – a 45”987

14. Sam Bird – Russian Time – a 47”459

15. Marcus Ericsson – DAMS – a 50”141

16. Daniel Abt – ART Grand Prix – a 50”726

17. Daniel De Jong – MP Motorsport – a 50”818

18. Vittorio Ghirelli – Venezuela GP Lazarus – a 53”466

19. Dani Clos – MP Motorsport – a 54”532

20. Rene Binder – Venezuela GP Lazarus- a 59”796

21. Jake Rosenzweig – Barwa Addax Team – a 63”052

22. Alex Rossi – Caterham – a 78”035

23. Stefano Coletti – Rapax – a 81”639

24. Ricardo Teixeira – Trident Racing – a 87”.956

25. Ryo Haryanto – Barwa Addax Team – a 1 giro

 Ritiri

Robin Frijns –  Hilmer Motorsport – 0 giri

Paolo Bellodi


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