Johnny Cecotto si regala la seconda vittoria della carriera in GP2 Series, dopo quella di Montecarlo, con una mossa controcorrente: partire con le gomme slick sull’asfalto ancora umido di Hockenheim. In Gara 1 per il venezuelano si concretizza così un entusiasmante successo, mix di strategia, abilità e intuito.

Dopo la pioggia caduta durante le qualifiche della F1, tutti i concorrenti hanno preferito cominciare con le Pirelli intagliate. Unici a fare eccezione, Cecotto e Stephane Richelmi. Dopo qualche giro, la mossa si rivelerà il colpo del ko per gli avversari; il portacolori della Barwa Addax, appena 18° in qualifica, si rende autore di alcuni sorpassi degni di un videogioco in modalità arcade.

Alla sesta tornata, con l’apertura della “finestra” dei pit-stop, tutti gli altri piloti si sono precipitati in contemporanea nella corsia box. Ovviamente non Cecotto e Richelmi, che hanno proseguito involandosi al primo e secondo posto con ampio vantaggio. In un primo momento il ritmo di Cecotto non sembrava sufficiente a garantirgli la leadership dopo la propria fermata obbligatoria, ma alla fine il piano è andato in porto. Nonostante qualche intoppo nel fissaggio di una ruota, Cecotto al 25esimo giro si è rituffato in pista con qualche decimo di vantaggio su Fabio Leimer.

Sfruttando le coperture più fresche, Cecotto è riuscito poi ad riallontarsi per tagliare il traguardo in scioltezza davanti allo svizzero, che prima del pit-stop si era portato in vetta superando Nigel Melker e il poleman Giedo van der Garde.

A completare il podio, a sua volta ripagato dal rischio preso, Richelmi: il monegasco della Trident era rientrato al quinto posto, ma ha saputo superare Felipe Nasr (4°) e van der Garde. 6° piazza per un bravo Melker, fantastico in avvio quando nello spazio di tre curve è balzato in testa, dimostrando notevole feeling sul bagnato.

Un sabato pomeriggio per gli outsider quindi, con i contendenti al titolo Luiz Razia e Davide Valsecchi lontani dai riflettori. Va però decisamente meglio al brasiliano, concreto 7° e quindi a punti, mentre il driver lombardo ha chiuso a mani vuote (13°) con problemi d’assetto e due errori che potevano costargli il ko: un tamponamento a Stefano Coletti, in cui ha appena danneggiato il musetto, e una escursione nella ghiaia alla curva Sachs.

In top-ten anche James Calado, Tom Dillmann e Esteban Gutierrez, nel pieno della bagarre di centro gruppo. Poteva forse maturare un bel risultato per Fabio Onidi, ma il pit-stop ritardato di un giro e un drive-through gli hanno tolto ogni chance di ambire alla zona punti.

Classifica

01. Johnny Cecotto – Barwa Addax – 38 giri
02. Fabio Leimer – Racing Engineering – +9.609
03. Stephane Richelmi – Trident Racing – +14.987
04. Felipe Nasr – DAMS – +21.459
05. Giedo van der Garde – Caterham Racing – +27.885
06. Nigel Melker – Ocean Racing Technology – +29.260
07. Luiz Razia – Arden – +29.573
08. James Calado – Lotus GP – +29.950
09. Tom Dillmann – Rapax – +31.978
10. Esteban Gutierrez – Lotus GP – +32.373
11. Marcus Ericsson – iSport – +33.798
12. Josef Kral – Barwa Addax – +39.284
13. Davide Valsecchi – DAMS – +46.854
14. Max Chilton – Carlin – +51.305
15. Nathanael Berthon – Racing Engineering – +55.440
16. Simon Trummer – Arden – +55.707
17. Rio Haryanto – Carlin – +56.284
18. Jolyon Palmer – iSport – +1:02.119
19. Fabio Onidi – Scuderia Coloni – +1:08.223
20. Stefano Coletti – Scuderia Coloni – +1:18.043
21. Julian Leal – Trident Racing – +1:18.945
22. Sergio Canamasas – Venezuela GP Lazarus – +1:20.866
23. Rodolfo Gonzalez – Caterham Racing – +1:30.812
24. Giancarlo Serenelli – Venezuela GP Lazarus – a 1 giro

Ritirati

25. Victor Guerin – Ocean Racing Technology

Squalificato

26. Ricardo Teixeira – Rapax

Jacopo Rubino


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