E’ stata probabilmente la stagione più incerta nella storia della GP2. Di sicuro, quella in cui non c’è stato un solo pilota che abbia dato la sensazione di avere le stimmate per succedere al trono lasciato vacante da Davide Valsecchi. Ma il prossimo week-end, a Yas Marina, un re dovrà essere comunque incoronato, e allora andiamo a vedere come si presentano alla volata finale i cinque piloti che la matematica tiene ancora in lizza per il titolo.

UNA POLTRONA PER DUE. A distanza di oltre un mese dall’ultimo round della GP2, vediamo di ripassare la situazione lassù, in alta classifica. Fabio Leimer ha 179 punti, contro i 172 di Sam Bird, i 148 di Fabio Leimer, i 135 di Stefano Coletti ed i 134 di James Calado. Negli Emirati Arabi i punti in palio saranno 48, dunque è evidente come, in realtà, la lotta per il primato sia principalmente ristretta ai primi due; qualche debole chance la nutre Nasr, mentre ci vorrebbe un ribaltone clamoroso per vedere Coletti o Calado festeggiare la conquista del titolo cadetto.

I FAVORITI. Leimer vs Bird, allora. Un duello per nulla scontato, aperto ad ogni epilogo. Lo svizzero ha dimostrato di essere un frontrunner: dà il meglio di sé quando parte davanti, mentre tende a spegnersi ed essere un po’ passivo quando è nella mischia. Per lui, dunque, potrebbe essere decisiva la qualifica e, ancora di più, lo scatto in partenza. A favore dell’alfiere della Racing Engineering c’è anche la capacità di gestire bene gli pneumatici – in questo, ovviamente, supportato dal muretto giallorosso – , aspetto-chiave in questa stagione.

Il suo sfidante ha invece palesato buone qualità agonistiche ed una buona solidità mentale nei momenti difficili. Dalla sua, c’è un team che, pur essendo l’ultimo arrivato nella serie, ha dimostrato presto di avere idee chiare (e spesso vincenti) in fatto di messa a punto della macchina.  Ago della bilancia nel duello finale potrebbe essere Tom Dillmann: il francese è certamente più incisivo di Leal – che pure nel finale di stagione è cresciuto abbastanza bene – ed ha tutte le carte in regola per rompere le uova nel paniere a Leimer.

L’OUTSIDER. Felipe Nasr è a metà del guado: la classifica gli dà qualche possibilità, ma trentun punti di distacco sono oggettivamente tanti. Ma quel che manca, più ancora dei punti, è il guizzo vincente, che al brasiliano quest’anno è clamorosamente mancato. Rispetto allo scorso anno, Nasr è cresciuto meno del previsto e in questa stagione non è mai riuscito a costruirsi un week-end vincente ma, soprattutto, convincente sino in fondo. Mai un successo, mai una pole, mai un giro veloce in gara. Qualche acuto, soprattutto quando è stato chiamato a rimontare, ma soprattutto una interminabile sfilza di piazzamenti. E un trend andato in (preoccupante) calo nella seconda parte di stagione. Il talento di Carlin – a tratti oscurato dal compagno di squadra Palmer, che però potrebbe rivelarsi un prezioso alleato negli Emirati – sa che per vincere il titolo deve sperare nei guai altrui, ma è anche consapevole che per farcela servirà un fine settimana perfetto.

QUELLI CHE CI CREDONO SOLO A PAROLE. Coletti e Calado, ovvero una stagione (quasi) agli antipodi. Tanto eccellente e poi, incredibilmente, sconcertante quella del monegasco, quanto inizialmente opaca e poi in risalita (per la verità timida) quella dell’inglese. Il ragazzo della Rapax è crollato proprio nel momento in cui serviva la solidità mentale per puntellare il primato in classifica. Certo, la sfortuna ci ha messo lo zampino (vedi per esempio a Spa), e probabilmente anche il suo team non l’ha sempre supportato nel migliore dei modi, ma è un dato di fatto che l’ex promessa di origini italiane ha perso il libretto delle istruzioni per restare nell’attico del campionato e… ha dimenticato pure come aveva fatto per starci ad inizio anno. Al di là della matematica, è sinceramente impensabile che il Coletti visto nelle ultime gare abbia la lucidità e la serenità per stare con i big (ovviamente, anche per lo spettacolo, ci auguriamo di cuore di essere smentiti). Potrebbe essere invece un buon arbitro del campionato James Calado: solo il pallottoliere lo tiene in gara, ma la seconda parte della stagione ci ha restituito almeno… il gemello un po’ meno dotato del talentuoso James che avevamo visto all’opera in passato. Troppo poco per dire che meriti di giocarsi il titolo, ma forse potrebbe rappresentare la sorpresa finale e arpionare almeno il terzo gradino del podio finale.

UN PO’ DI NUMERI. Infine, qualche statistica ci può aiutare a tracciare un miglior quadro della classifica. Prima di tutto, è significativo notare come Leimer sia il pilota che ha ottenuto nettamente più punti dei rivali nelle feature race: l’elvetico ha collezionato 133 punti (76% sul totale di 179), contro i 116 di Bird (70,7%),, gli 89 di Nasr (60,1%), i 79 di Palmer (3,2%), i 77 di Calado (57,5%) ed i 74 di Richelmi (74,7%). Coletti ne ha 70 (53,4%), uno in meno di Ericsson (e gli stessi di Dillmann). Il re delle sprint race è invece Coletti con i suoi 61 punti, davanti a Nasr con 59, Calado con 57, Bird con 48 e Leimer con 42. Molti i piloti autori della pole position, con Bird ed Ericssson unici a siglarne due, mentre Coletti, Leimer, Richelmi, Palmer Dillmann e Cecotto ne hanno realizzate una a testa. Il pilota con più giri veloci è Coletti (4), davanti ad Ericsson (3), Calado, Dillman e Frijns (2), mentre Leimer, Bird, Palmer, Lancaster, Cecotto, Ceccon e Berthon sono a quota 1.

Paolo Bellodi


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