Per capire quanto sia cambiato, in un solo anno, in Formula 1, basta rimettere piede a Yeongam: un anno fa, un mondiale tiratissimo arrivò qui al suo culmine emotivo, con le fortissime Red Bull che per la prima volta perdevano la testa della classifica e le squadre “di sempre”, Ferrari e McLaren, sempre più agguerrite.

Sotto una pioggia torrenziale, ed un GP che non voleva saperne di iniziare tra bandiere rosse, partenze sotto Safety Car, e ancora bandiere rosse, si tenne la prima edizione del Gran Premio di Corea: una gara letteralmente folle, con Vettel che vide esplodere il suo motore mentre volava verso un mattone fondamentale per la sua corsa al titolo e Webber che, prima vittima di una pista scivolosissima, finì fuori dalla corsa mondiale con uno spettacolare incidente.

Vinse Alonso, davanti ad Hamilton, e si lanciarono verso un finale di stagione che fu poi tutto Red Bull.

Dodici mesi dopo, molto è cambiato: il mondiale piloti è già assegnato, quello costruttori è ben saldo sulla via di casa Horner, e in Corea sembra non ci sia più niente per cui gareggiare.

In realtà, si gioca una partita ancora più importante: le parole pronunciate da Flavio Briatore in settimana non sono un’opinione così di nicchia nel paddock (“Vettel è solo il terzo pilota, dopo Alonso ed Hamilton”) e le parti coinvolte ci tengono a far valere il proprio punto.

Lo spagnolo, che era il più giovane bi-campione del mondo fino a quindici giorni fa, è reduce da uno splendido secondo posto a Suzuka; il suo rivale Hamilton, invece, vive il peggior momento della sua carriera, costantemente lontano dal podio e, sopratutto, in netta inferiorità di forma rispetto al suo compagno di squadra Button.

L’anno scorso, come detto, i due furono primi e secondi in una gara impossibile: tornano con tanta voglia di ripetersi, e di fermare la corsa al titolo di vice- campione di Button, sempre più lanciato verso il secondo posto tra i piloti dopo una prima metà di stagione inguardabile.
Lasciamo indietro, di proposito, Massa e Webber: il primo è appannato oramai da mesi, per il secondo basta la solita statistica: 0 vittorie nel 2011.

Rimangono ancora vive, poi, le battaglie di centro gruppo per i preziosi piazzamenti a centro classifica, e la conseguente percentuale sui diritti televisivi che varia in base alle prestazioni stagionali. La Renault vede gli scarichi della Mercedes per il quarto posto, più dietro è sempre più serrato il confronto per la sesta piazza tra Force India, Sauber e Toro Rosso, racchiuse in diciannove punti.

Proprio la scuderia italiana porterà in pista venerdì mattina un volto nuovo: è l’astro nascente Jean-Eric Vergne, francese classe ’90, campione della F3 inglese, che prenderà il posto di Jaime Alguersuari nella prima sessione di prove libere.
Insieme a lui, in casa HRT, Liuzzi lascerà il posto a Narain Karthikeyan, al quale sarà data la chance di correre anche nel prossimo GP d’India, dove giocherà in casa.

Chiudiamo con il discorso gomme: la Pirelli punta altissimo, portando su un tracciato così impegnativo le sue mescole più morbide, PZero Red e Yellow. La natura di Yeongam, un semi cittadino ad altissima velocità, lo rende il circuito con più G laterali nel quale siano state usate queste due mescole (la coppia Red-Yellow era stata usata in piste a bassa velocità come Monaco, Ungheria e Singapore ed in Canada, dove non ci sono però curvoni veloci).

Tutto ciò, unito ad un asfalto con un solo anno di vita, quindi molto abrasivo nella sua composizione perché non ancora levigato, ma al tempo stesso ripulito dalle frequenti piogge di tutte le impurità dell’impasto, potrebbero portare ad un GP con un elevato numero di soste.

Gli orari del fine settimana
Venerdì, 13 Ottobre
3:00 – 4.30 Libere 1
7:00 – 8.30 Libere 2

Sabato, 14 Ottobre
4:00 – 5.00 Libere 3
7:00 Qualifiche

Domenica, 15 Ottobre
8:00 Gara

Massimo Caliendo


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/11/cor_pre_2011_4.jpg Yeongam, Preview: il perché la stagione non è ancora finita