Sebastian Vettel, 10 Perfetto: supera il poleman Hamilton alla quarta curva e sparisce dalla gara: è troppo veloce anche per le telecamere a bordo pista. Impeccabile, imprendibile, lo rivediamo solo al traguardo, quando oramai ha stravinto.

Mark Webber, 6 Ripensandoci, c’è un trofeo che probabilmente Webber si porterà a casa: è il premio messo in palio dalla DHL per il pilota che colleziona il giro più veloce nel maggior numero di gare. Webber è a cinque, Hamilton e Vettel a tre. Per il resto, solita prestazione da minimo sindacale, risollevata nel finale con un sorpasso a Hamilton che dura la bellezza di due curve.

Lewis Hamilton, 8,5 Questo è l’Hamilton che la gente paga il biglietto per vedere: aggressivo, ruvido, spettacolare quando resiste per quindici giri con una McLaren sulle tele all’assalto degli avversari. Nel post-gara, inoltre, la scuderia ha rinvenuto dei detriti nell’ala anteriore che potrebbero aver accentuato il suo sottosterzo. Secondo posto che vale moltissimo: è vero che partiva dalla pole (e, intanto, è l’unico pilota ad aver battuto le Red Bull in qualifica), ma è anche vero che quello di sabato è stato un autentico miracolo.

Jenson Button, 7 Niente di speciale, confrontato a sette giorni fa, ma comunque una buona gara con la rimonta finale a Webber che non si concretizza, ma che dimostra comunque che Jenson è ora da tenere in conto fino all’ultimo giro. E’ qualcosa che spesso non gli è riuscita, e che in questo 2011 invece ha caratterizzato molte sue gare, portandolo al successo anche in Canada.

Fernando Alonso, 6 Sentire per radio il suo “i give up” è un colpo al cuore: arriva, però, dopo una gara veramente difficile, trascorsa per buona parte dietro al compagno di squadra, e solo nel finale raddrizzata con la rincorsa alla lotta per la seconda posizione. Poi finiscono le gomme, e anche la voglia, di spremersi di più.

Felipe Massa, 6 Un sei stiracchiato per Felipe: partenza splendida, buona prima parte di gara, poi un calo netto nei confronti di Alonso: quando si vede superato molla completamente e il gap torna quello solito tra i due. Il problema è di condizione mentale: anche Felipe “si arrende”, come diceva per radio Alonso, ma lo fa a venti giri dalla fine.

Michael Schumacher, 7 Salta davanti alle Ferrari al pit-stop, ed è autore di una bella gara fin quando Petrov decide di provare a fare le curve senza frenare e lo centra in pieno, costringendolo al ritiro.

Nico Rosberg, 7,5 L’ottavo posto finale non rende giustizia ad una prestazione ad alti livelli, che gli ha consentito per buona parte della gara di precedere le Ferrari e la McLaren di Button. I nodi, col passare dei giri, vengono però al pettine e le gomme Pirelli lo abbandonano: perde una posizione all’ultimo giro, ma era davvero impossibile resistere.

Bruno Senna, 4 Ancora una volta perde posizioni in partenza e si ritrova nelle retrovie, dove rimane invischiato nel traffico, e la sua gara muore lì.

Vitaly Petrov, 5 Bravissimo fino all’incidente con Schumacher: in quel momento è in lotta con Alonso, e i due giocano a frenare il più tardi possibile al tornantino. Lo spagnolo finisce nella via di fuga, perché è all’esterno, mentre Petrov taglia dritto per dritto e tampona l’incolpevole Schumacher. E’ un errore da pilota inesperto, ma oramai Vitaly corre in F1 da un po’ e non dovrebbe sbagliare così.

Rubens Barrichello, 6,5 Sfiora i punti dopo una buona gara, dove cambia strategia in corsa da tre a due soste quando vede che sulla Williams le gomme Pirelli si degradano meno del previsto. Purtroppo non poteva fare meglio di così.

Pastor Maldonado, 4,5 Gara compromessa con un errore stupido all’ingresso della corsia box, dove mette una ruota dal lato sbagliato del piloncino che determina l’ingresso della pit-lane. Rimedia un drive trough che lo proietta in fondo alla classifica, poi si ritira quando arrivano le avvisaglie di un possibile guasto al motore.

Adrian Sutil, 5 La strategia “alternativa”, unico tra i primi quindici a partire con soft, non paga nel finale. Ancora una gara ai margini della zona punti: una trasferta asiatica, tra Giappone e Corea, che lo ha portato due volte a tanto così dall Top 10, ma mai dal lato giusto.

Paul di Resta, 6 Lo scozzese, su una strategia più “classica”, arriva comunque al traguardo con le gomme finite: per questo, negli ultimi giri, non riesce a trattenere Buemi e perde la nona posizione in favore della decima. Un punto in più, comunque, per lui e per la sua squadra.

Kamui Kobayashi, e Sergio Pérez, s.v. Entrambi i piloti sono costretti ad una sosta ai box aggiuntiva: Kamui ha bisogno di un’ala nuova dopo un contatto, Pérez consuma un treno di gomme in più. Le due Sauber finiscono, così, insieme in fondo al gruppo e vengono, entrambe, superate nel giro finale da Kovalainen.

Sébastien Buemi, 8 Con una Toro Rosso in grande forma, Buemi porta a casa un nono posto d’oro, in rimonta dopo essersi toccato con Kobayashi nelle fasi iniziali di gara. Toglie a Di Resta la nona posizione nel finale.

Jaime Alguersuari, 9,5 Primo degli “altri”, in settima posizione dopo una gara splendida, condita all’ultimo giro con un sorpasso su Rosberg. Il risultato odierno, unito al doppio zero della Sauber porta la Toro Rosso a otto punti dal team svizzero per la lotta al settimo posto tra i costruttori.

Heikki Kovalainen, 9,5 Merita il voto altissimo anche solo per il doppio sorpasso alle Sauber all’ultimo giro: la Lotus è molto gentile sulle gomme, e Kovalainen continua ad esserne il miglior interprete portando a casa un quattordicesimo posto che va di diritto tra i risultati più convincenti della sua scuderia.

Jarno Trulli, 7,5 Non è ancora veloce come il compagno di squadra, ma avrebbe potuto essere con Heikki nel finale, quando il finlandese si sbarazza delle Sauber. Alla sua ultima sosta, invece, trova traffico e perde terreno, rimanendo indietro.

Daniel Ricciardo, 6 Si mette dietro una delle Virgin dopo un lungo duello durato per l’intera gara. Una sua ripartenza dal pit-stop irregolare ha portato ad una multa di 5,000 € alla HRT per “unsafe release”.

Vitantonio Liuzzi, s.v. Un contatto al primo giro gli smonta l’ala anteriore: va immediatamente ai box per sostituirla, ma qualcosa non funziona. L’assetto della sua HRT è perso e prende ben tre giri di ritardo dal leader.

Jérôme d’Ambrosio e Timo Glock, 6 In un epica battaglia per le ultime posizioni, le Virgin fanno a ruotate con la HRT di Ricciardo. Lo spagnolo si piazza davanti a d’Ambrosio, ma nel duello Glock si allontana e sul traguardo finisce otto secondi più in la.

Massimo Caliendo


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