Ha presto fatto il giro del mondo la notizia riportata dal quotidiano Marca, secondo cui Ron Dennis sarebbe destinato a lasciare il ponte di comando della McLaren dopo ben 28 anni. Martin Whitmarsh, amministratore delegato della squadra, ha tuttavia voluto smentire queste voci ribadendo che la posizione di Dennis è assolutamente salda, nonostante lo scandalo della spy-story abbia segnato il 2007 della scuderia anglotedesca. "Questi rumors sono infondati, per vari motivi", ha dichiarato Whitmarsh ad Autosport.

"Le persone che ritengono Ron costretto a farsi da parte non sono a conoscenza dell'organigramma del McLaren Group. Ron è pienamente sostenuto da tutti gli azionisti, dal management e da chiunque lavori per il team o per la compagnia. Al momento occupa il ruolo di presidente e direttore generale del McLaren Group, e di team principal della formazione di Formula 1. In poche parole sta soltanto a lui la decisione di ritirarsi, di defilarsi o di fare qualsiasi altra cosa".

Whitmarsh ha risposto con un secco "sì" al fatto che Dennis sarà al muretto della McLaren al Gran Premio in Australia.

Nel frattempo nella giornata di ieri gli investigatori italiani hanno visitato il McLaren Technology Centre e le abitazioni degli stessi Dennis e Whitmarsh, oltre a quelle di Paddy Lowe, Jonathan Neale e Rob Taylor, membri dello staff tecnico, per ottenere ulteriori prove nel caso di spionaggio avvenuto ai danni della Ferrari.

"La polizia è stata efficiente e cortese. Ha effettuato il proprio lavoro in assoluta discrezione. Abbiamo accolto le loro richieste e partecipato attivamente, ottenendo la piena soddisfazione da parte degli agenti", ha commentato Whitmarsh.

Jacopo Rubino


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