Il 2011, in Formula 1, è un anno particolare per molti aspetti: è una delle stagioni più dominate di sempre, numeri alla mano, eppure le gare hanno sempre garantito spettacolo e incertezza fino all’ultimo; ha finora garantito una quantità di sorpassi record, pur non regalando mai grandi sorprese in qualifica; sopratutto, però, è la stagione in cui quando al più forte capita di commettere un errore, e di perdere una gara per questo, nessuno osa dire che la sua solidità stia traballando.

E’ successo in Cina, due mesi e mezzo fa, è successo di nuovo quindici giorni fa in Canada: Sebastian Vettel, per la seconda volta in sette gare, si è accontentato di un “misero” secondo posto. Così come a Shanghai, anzi ancora peggio, ha subìto un sorpasso, lasciando il posto che gli spettava di diritto, che si era meritato forse più degli altri.

In altri anni avremmo intravisto, o almeno fatto finta di scorgere, un segnale di debolezza, almeno una piccola crepa in una barriera insormontabile. Il 2011, però, è diverso: nonostante i due GP non vinti, la qualità della sua stagione fin qui non lascia nessuna speranza. Vettel vive una condizione di forma migliore di tutti i suoi avversari, guida una monoposto certamente migliore sotto ogni profilo tecnico (KERS a parte, aggiungerebbe Webber) e a Valencia arriva ancora da grandissimo favorito. Ha dovuto alzare le mani quindici giorni fa: domenica, con ogni probabilità, toccherà ai suoi avversari. Ancora una volta.

Le note tecniche
Ma una piccola speranza forse c’è: tra un mese, quando arriveremo a Silverstone, i diffusori “soffiati” saranno fuori legge e finiranno nel retrobox. Da domani, intanto, la FIA ha introdotto una regola propedeutica costringendo i team a non usare mappature motore diverse tra qualifica e gara. Secondo molti tecnici, la differenza abissale in qualifica tra le Red Bull ed il resto del gruppo sarebbe proprio la possibilità di aggredire il motore con mappe estreme, scavando un solco netto al sabato pomeriggio che in gara sparisce grazie al settaggio più conservativo. Visto che ora le mappature saranno singole, la striscia positiva delle Red Bull (sette pole su sette finora, con Vettel sei volte davanti a tutti) potrebbe quantomeno traballare, avvicinando le prestazioni come avviene in gara.

Proseguirà a Valencia la sperimentazione, non particolarmente felice nella sua prima uscita in Canada, della doppia zona DSR: in un altro tracciato da alte velocità, stavolta con il benestare del meteo Spagnolo, i due rettilinei tra le curve 10 e 12 e tra le curve 14 e 17, sempre con singola attivazione (prima della curva 8) dovrebbero garantire una maggiore possibilità di sorpasso in una pista mai particolarmente favorevole allo spettacolo.

Come al solito, la grande variabile sarà però la durata delle gomme Pirelli: esordirà in qualifica e gara la PZero White, cioè la mescola “media” che le squadre hanno testato per la prima volta nel venerdì in Canada in via del tutto sperimentale. La scelta “option”, invece, è rappresentata dalle classiche PZero Yellow, cioè le morbide che finora hanno disputato tutte le gare della stagione (affiancate alle Silver, dure, nei primi cinque appuntamenti e alle Red, super morbide, negli ultimi due). Le altissime temperature, ma sopratutto le forti sollecitazioni di una pista start-stop (cioè con poco ritmo, ma tante frenate e riaccelerazioni uniti a cambi di direzione secchi) dovrebbero costringere le squadre ad almeno tre soste ai box. Da non sottovalutare il numero di curve ad ogni giro: 25, record assoluto nel calendario 2011.

Il programma del week-end
Venerdì 24 Giugno
10:00 – Libere 1
14:00 – Libere 2

Sabato 25 Giugno
11:00 – Libere 3
14:00 – Qualifiche

Domenica 26 Giugno
14:00 – Gara (57 giri)

Massimo Caliendo


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