Sebastian Vettel, 10 Week-end letteralmente perfetto. Se dopo l’errorino in Canada qualche pazzo poteva intravedere un piccolo segnale d’allarme, la risposta è arrivata: superiorità schiacciante in qualifica, ritmo forsennato in gara, e settantacinque punti di vantaggio sul secondo in classifica piloti dopo otto gare. Mostruoso.

Mark Webber, 7 Perde il secondo posto perché passa alle gomme dure prima di Alonso, e fa quindi un giro in più con la mescola meno performante. Il rammarico è alleviato dai problemi al cambio nel finale, che non gli avrebbero comunque consentito di tenere il passo dello spagnolo.

Lewis Hamilton, 5,5 La McLaren, con lui e Button, manca completamente di passo gara e nella fase centrale del GP i due inglesi sono in balia degli eventi. Hamilton è sicuramente più combattivo, ma il risultato finale è deludente.

Jenson Button, 5 Stesso destino del compagno di squadra, con una McLaren inferiore alle aspettative che viene travolta dal ritmo altrui: ai problemi delle due monoposto si aggiunge, per Button, il KERS che si rompe e non consente di attaccare Massa nel finale.

Fernando Alonso, 9 Non si poteva fare di più. Alonso combatte con Webber per l’intera gara, in un estenuante duello per la seconda posizione che dura tutti i cinquantatré giri di gara: rimedia immediatamente alla pessima partenza con una prima curva da applausi, poi un lungo duello con l’australiano lo vede vincitore, grazie anche ad una Red Bull che pensa solo a Vettel.

Felipe Massa, 7,5 Il miglior Massa del 2011, si mette dietro una delle McLaren e rimpiange un problema al pit-stop che, probabilmente, gli avrebbe permesso di battagliare anche con Hamilton. E’ comunque il miglior segnale per la Ferrari, che finalmente corre con due macchine e alza il morale del box.

Michael Schumacher, 4 Disastro all’uscita della prima sosta ai box, quando distrugge l’ala anteriore ed è costretto ad un giro supplementare con seguente seconda sosta per sostituire il muso: in tre giri la sua gara è praticamente finita, e Schumy finisce addirittura diciassettesimo.

Nico Rosberg, 6,5 In partenza con un colpo di reni si mette davanti a Button, poi l’inglese lo risorpassa (un attimo prima di rompere il KERS) e Rosberg si trova da solo, dietro a Red Bull, Ferrari e McLaren: i fantastici sei sono troppo veloci, gli inseguitori sono troppo lenti, e Nico porta l’auto a casa in tranquillità.

Nick Heidfeld, 5,5 Il punto finale è l’unica soddisfazione di una gara pessima per le Renault, che lottano per una Top 10 che visto il ritmo delle prove libere sembrava praticamente scontata. Heidfeld alla fine porta a casa una decima posizione deludente, ma è sempre meglio del compagno di squadra.

Vitaly Petrov, 4,5 Paga ancora più di Heidfeld la partenza al rallentatore, e finisce nel gruppo: sorpassare è difficile, anche perché il suo ritmo non è brillante, e il russo finisce a centro gruppo, in un gruppetto in lotta forsennata per posizioni di rincalzo. Parte del disastro è causato dallo start su gomme dure: c’è sempre, sempre, qualcuno che ci prova e fallisce. Stavolta tocca a lui.

Rubens Barrichello, s.v. Disastro Williams anche a Valencia. Nonostante gli aggiornamenti tecnici, la FW33s non fa passi avanti e i piloti, probabilmente incolpevoli, con lei.

Pastor Maldonado, s.v. Vale lo stesso discorso fatto con Barrichello, ma sei posizioni più indietro. Praticamente davanti solo ai nuovi team, che però sono troppo più lenti per rappresentare una minaccia.

Adrian Sutil, 6,5 Capitalizza la buona forma della Force India andando a guadagnare la nona posizione: peccato nel finale, dove ha il passo per superare Alguersuari ma non trova lo spazio per libersarsi dello spagnolo, finendo a meno di quattro decimi dagli scarichi della Toro Rosso.

Paul Di Resta, s.v. Allunga moltissimo la prima sosta ma perde posizioni per aver osato troppo con le gomme: recupera con la seconda, ma poi il team fa lo stesso errore di tenerlo fuori troppo a lungo, spaventati dalle gomme dure, e finisce di nuovo nelle retrovie.

Kamui Kobayashi, 4 Mancanza di grip durante tutta la gara, Kamui a Valencia è quasi spaesato, in costante difetto rispetto agli avversari, e finisce anonimamente a centro gruppo. Per la prima volta quest’anno le Sauber vanno fuori dai punti.

Sergio Pérez, 9 La Sauber già un anno fa disputò il GP di Valencia facendo una sola sosta ai box, con Kobayashi su gomme Bridgestone. Quest’anno la scuderia elevetica c’ha riprovato, con le più ostiche Pirelli, affidando il compito ad un esordiente come Pérez. Lui non si è scomposto, portando la monoposto al traguardo al margine della zona punti: lavoro superbo.

Sébastien Buemi, s.v. Soffre un degrado eccessivo rispetto al compagno di squadra, ma grazie al migliore piazzamento in qualifica riesce a limitare i danni. Finisce comunque fuori dalla zona punti, tredicesimo.

Jaime Alguersuari, 8 Gara a due soste che gli consente l’arrivo in zona punti dalla diciottesima posizione. Bravissimo sopratutto nello stint centrale, con ventitré giri sulle gomme morbide sull’asfalto torrido di Valencia.

Heikki Kovalainen, 6 Le Lotus corrono tra di loro in una sorta di derby, e a vincere è Kovalainen.

Jarno Trulli, 6 Finalmente soddisfatto dal passo gara della sua Lotus, l’italiano arriva dietro al compagno di squadra e davanti a tutti i diretti avversari di HRT e Virgin.

Narain Karthikeyan, 4,5 Gara rovinata al settimo giro, con le gomme spiattellate in una frenata, e perde subito contatto con il gruppo.

e Vitantonio Liuzzi, 7 Grande duello con D’Ambrosio fino alla prima sosta ai box: poi il belga sfrutta il passo superiore della sua Virgin per passargli davanti.

Jérôme d’Ambrosio, 5 La battaglia con Liuzzi, dal quale si libera sopo dopo venti giri, gli rovina la gara perché gli rende impossibile riprendere Glock.

Timo Glock, 6 Al semaforo verde ha ancora il record della pista di Valencia. Ottima partenza, che gli permette di saltare davanti alle Lotus e ad una delle Toro Rosso, anche se poi viene inevitabilmente ripassato.

Massimo Caliendo


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/11/val_pag_2011.jpg Valencia, le pagelle