Lewis Hamilton e la McLaren MP4-24 dimostrano con i fatti come un progetto nato male, segnatamente la vettura progettata a Woking per competere nel Mondiale 2009, possa essere indirizzato verso i binari giusti nell’arco di poche settimane di duro lavoro in fabbrica. Questa è la chiave di lettura in grado di consentire al campione del mondo in carica, distanziato di ben 51 punti dal leader di campionato Jenson Button a soli sette Gran Premi dalla chiusura dei giochi, di tornare a sperare in vista di un finale di stagione in crescendo, che da qui alla trasferta conclusiva di Abu Dhabi potrebbe regalargli molte altre soddisfazioni.  

Il pilota britannico, forte di una classe a dir poco adamantina a dispetto di alcuni eccessi di foga che talvolta possono essergli imputati, pone così il suo personalissimo sigillo sulla pole position numero 14 della sua ancora giovane carriera, inviando al compagno di colori Heikki Kovalainen, al via dalla prima fila domani, segnali inequivocabili sul rispettivo ruolo in seno alla storica scuderia diretta da Martin Whitmarsh. Il finlandese ha comunque risposto senza indugio alle critiche mosse nei giorni scorsi dai vertici della McLaren, andando a completare una doppietta che per le Frecce d’Argento pareva fino ad un mese fa una folle utopia.  

A spartirsi un posto al sole in seconda fila ci hanno pensato un consistente Rubens Barrichello, abile nel ‘regolare’ le ambizioni del team-mate Jenson Button, autore del quinto crono ed evidentemente propenso a concentrarsi anima e corpo sulle strategie da adottare in gara, e il driver Red Bull Sebastian Vettel, vittima di un preoccupante guasto tecnico nella terza sessione di prove libere. A Valencia gli alfieri della Brawn Grand Prix hanno quindi ‘suonato’ la carica tornando a frequentare le zone nobili della classifica dopo un periodo di purgatorio iniziato all’indomani del Gran Premio della Turchia.  

Prestazione non particolarmente esaltante per Mark Webber, nono al termine, che allo start del Gran Premio dovrà avviarsi da una poco invidiabile quinta fila, dietro a Kimi Raikkonen, Nico Rosberg e Fernando Alonso. Il finlandese della scuderia di Maranello ha difeso bene i colori Ferrari andando ad artigliare un sesto posto del tutto insperato. Scampoli di gloria per Rosberg, orientato soprattutto ad una tattica di gara sufficientemente aggressiva da consentirgli un piazzamento quanto meno a ridosso del podio, e per l’idolo locale Alonso, in grado comunque di raggiungere abbastanza agevolmente la top ten.  

Segnali tutto sommato incoraggianti quelli lanciati dalla Bmw, un team ormai in smobilitazione che ha tuttavia avuto la forza di piazzare Robert Kubica e Nick Heidfeld in decima e undicesima piazza. Riscontri positivi anche per Adrian Sutil, inatteso protagonista nelle libere del mattino ed autore del dodicesimo crono in qualifica. Giornata nera per i piloti italiani, tutti drasticamente eliminati in Q1: Giancarlo Fisichella non ha avuto la prontezza del compagno di squadra nel cogliere il momento buono per uscire e ‘fare’ il tempo, Jarno Trulli può giustamente recriminare su di una Toyota apparsa in grande difficoltà, mentre il pur volenteroso Luca Badoer, messo in fretta e furia al volante della Ferrari dopo il forfait di Michael Schumacher, ha faticato a prendere confidenza con la F60, pagando un divario di quasi un secondo e mezzo dal rookie Jaime Alguersuari, classificatosi subito davanti a lui.  

Nel Gran Premio di domani, per i concorrenti la vera sfida sarà rappresentata dalla possibilità di tenere il passo delle McLaren di Hamilton e Kovalainen, unici piloti a scendere sotto il muro dell’1:39 in una giornata dominata da tinte rosso-argento. A mettere i bastoni tra le ruote agli alfieri della scuderia di Woking ci proveranno senza ombra di dubbio Barrichello e Button, complice un maggior quantitativo di carburante imbarcato sulle rispettive vetture, e il giovane Vettel, determinato a prendersi una bella rivincita anche nei confronti del compagno di squadra Webber, relegato per l’occasione ai margini della top ten. Buone prospettive per la Ferrari di Raikkonen, anche se il finlandese dovrà partire dal lato meno gommato della pista, e per il mai domo Rosberg, ancora alla ricerca di una performance in grado di soddisfare le sue ambizioni. Tra le possibili sorprese, sarà da tenere d’occhio il due volte iridato Alonso, intenzionato a ben figurare di fronte alla calorosa tifoseria spagnola, accorsa in massa con l’obiettivo di ammirarne le gesta.

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Le valutazioni  

Jenson Button (voto 7,5): A Valencia, complici forse le elevate temperature, la Brawn è tornata ad un livello più che accettabile di competitività, ma il leader del campionato avrebbe dovuto fare in modo di lasciarsi alle spalle Vettel, rivale diretto nella rincorsa al titolo, anche a costo di imbarcare qualche chilo in meno di carburante. Invece Button riesce sì a tenere lontano Webber, soltanto nono in graduatoria, eppure non pare possedere la determinazione messa in mostra dal compagno di squadra Rubens Barrichello, piazzatosi subito dietro alle inavvicinabili McLaren. Domani può ragionevolmente puntare ad un piazzamento sul podio, difficile però pretendere di più considerato l’incredibile stato di forma raggiunto dalle MP4-24 di Hamilton e Kovalainen, senza contare che in partenza l’inglese dovrà guardarsi dall’assalto di Raikkonen, sulla cui Ferrari il KERS potrebbe ancora una volta ricoprire un ruolo determinante. La differenza di carburante tra la sua vettura e quella di Hamilton potrebbe però inaspettatamente giocare a favore della Brawn, anche perché cinque o sei chili in meno modificano radicalmente le esigenze di guida di una monoposto della massima formula.  

Mark Webber (voto 5): Dov’è finito il pilota che furbescamente non si lascia sfuggire un’occasione e rischia quasi di diventare la ‘bestia nera’ dell’apparentemente impenetrabile Vettel? Nelle qualifiche del Gran Premio d’Europa non è che l’australiano si sia visto molto, tranne nel momento in cui ha fatto sussultare più di uno spettatore andando a sfiorare uno dei muretti di contenimento. Al di là delle strategie in previsione gara, il nono posto finale non può certo soddisfare Webber, perfettamente conscio di trovarsi troppo indietro in partenza rispetto ai rivali Button e Vettel, ben felici di poter fare a meno di lui nella lotta per il successo domani. 

Sebastian Vettel (voto 8): Atteso ad una prova maiuscola in qualifica, il tedesco di casa Red Bull sembra inizialmente piuttosto sorpreso dalla ritrovata competitività delle Brawn, ma riesce comunque a lasciarsi alle spalle Button, coltivando la comprensibile speranza di poter imporre il suo ritmo già dalla partenza. Deve capire che non è fondamentale puntare alla vittoria, bensì la chiave sta nel rosicchiare punti con regolarità a Button e Webber, cercando possibilmente di mettere un paio di vetture tra sé e i diretti rivali nella rincorsa al titolo. Ha imbarcato più o meno lo stesso quantitativo di carburante dei piloti McLaren, quindi nutre buone speranze di ‘bruciare’ Barrichello al via.  

Rubens Barrichello (voto 9): Forse è solo un caso, eppure negli ultimi tempi il 37enne brasiliano non incontra eccessive difficoltà nel ‘regolare’ le ambizioni del compagno di squadra Jenson Button, almeno per quel che concerne la prestazione sul giro secco in qualifica. Velocissimo in Q2, ad un certo punto Barrichello dà quasi l’impressione di poter conquistare una meritata pole position, invece ci pensano le McLaren di Hamilton e Kovalainen a tarpargli le ali in una giornata da sogni di gloria. Può inserirsi tra i protagonisti domani, ma in partenza non deve concedere spazio a nessuno, nemmeno al compagno di squadra, altrimenti il podio potrebbe non essere più un obiettivo alla sua portata.  

Nico Rosberg (voto 7): La FW31 vista nelle qualifiche di Valencia sembra aver perso qualcosa rispetto al fine settimana dell’Hungaroring, il tedesco però ci mette come sempre del suo, tanto da portare a casa un settimo posto che nell’economia del campionato può significare quanto meno un piazzamento in zona punti domani. Paga un divario particolarmente esiguo da Raikkonen che lo precede nella tabella dei tempi anche in virtù del minor quantitativo di carburante imbarcato, lui comunque si dice fiducioso in vista di una gara che potrebbe annoverarlo tra i protagonisti.  

Jarno Trulli (voto 4,5): Inaspettatamente eliminato al termine della Q1, nelle interviste di rito il pilota abruzzese dichiara di essersi trovato a guidare una vettura completamente priva del grip necessario. Va però evidenziato che il suo compagno di squadra Timo Glock, pure lui al volante della non irresistibile TF109, riesce nel finale a togliersi d’impiccio per approdare in una decisamente più confortevole Q2, come a voler dimostrare che forse il reale potenziale espresso dalla Toyota non era quello mostrato da Trulli. Partire diciottesimo a Valencia significa quasi sicuramente dover lottare per tutta la durata della corsa nelle retrovie, ma se non altro Jarno possiede quell’esperienza che potrebbe rappresentare un comodo surplus nel tentativo di risalire delle posizioni. 

Lewis Hamilton (voto 10): Apparso particolarmente in palla fin dalle prove libere a dispetto di un errore commesso nella giornata di ieri, il campione del mondo in carica mette a frutto le ore di lavoro trascorse dai tecnici McLaren nella factory di Woking tanto da conquistare la prima pole position dell’anno, che sembra chiudere definitivamente il difficile momento di crisi vissuto dalla scuderia diretta da Martin Whitmarsh. La schiacciante superiorità palesata da Hamilton in Ungheria poteva essere interpretata come un semplice episodio, ma la prestazione fatta segnare dall’inglese nelle qualifiche di Valencia pone la McLaren nell’invidiabile posizione di poter fare il bello e il cattivo tempo nella gara di domani. Le potenzialità ci sono, ora sta a Lewis ricorrere a tutto il suo talento per regalare al team che l’ha amorevolmente allevato fin dalla più tenera età l’attesissimo trionfo.  

Kimi Raikkonen (voto 7,5): A Valencia, il finlandese si carica sulle spalle tutto il peso della scuderia di Maranello, orfana almeno per il momento di Felipe Massa, e dimostra di saper procedere sicuro verso la conquista del sesto tempo finale, un risultato che sicuramente soddisfa gli uomini del Cavallino. Nelle prestazioni sul giro secco, la Ferrari sembra nuovamente tornata dietro alla Brawn, ma ovviamente ciò che conta in questo frangente è aver ritrovato un Raikkonen consapevole delle sue possibilità in attesa del ritorno in attività dell’infortunato Massa. Domani partirà dalla parte più sporca della pista, ciononostante sa di poter contare sul sistema di recupero dell’energia cinetica, che dovrebbe fargli recuperare qualche posizione già allo spegnersi del semaforo rosso. Ha imbarcato la stessa quantità di carburante predisposta per la vettura di Button, probabile quindi che i due si giochino il tutto per tutto non solo in pista ma anche al momento del pit-stop.  

Timo Glock (voto 6): Abile e forse anche fortunato, sul finire della Q1 il tedesco della Toyota rischia di finire intrappolato nella tagliola della knock-out zone, salvo poi concludere col tredicesimo crono. Ha la meglio sul compagno di colori Trulli, soltanto diciottesimo, anche se la TF109 vista a Valencia difficilmente gli permetterà di frequentare le zone nobili della classifica domani. 

Fernando Alonso (voto 6,5): I tifosi si aspettano da lui un qualche miracolo utile a vederlo partire dalle prime file dello schieramento, Alonso invece pensa soprattutto alla gara con l’obiettivo di regalare una bella soddisfazione alla Renault. L’ottavo tempo non può certo infiammare i suoi sostenitori, eppure il due volte iridato è consapevole che in questa stagione conquistare dei buoni punti rappresenta già un buon risultato.  

Heikki Kovalainen (voto 9,5): Richiamato all’ordine da Martin Whitmarsh, per nulla convinto di avere ancora bisogno di lui nel 2010, il finlandese sfodera la miglior prestazione dell’anno proprio nel week-end in cui avrebbe dovuto patire maggiormente la pressione. Negli ultimi secondi della Q3 illude di potersi accaparrare la pole position, ma un errore in entrata all’ultima curva gli fa perdere quel tanto che basta per convincerlo ad accontentarsi della seconda piazza. Al momento dello start deve evitare di lasciarsi sorprendere dall’emotività, visto che non gli capita spesso di partire così avanti. Ha imbarcato un paio di chili di carburante in più rispetto al compagno di squadra, il cui compito sarà quello di fare la ‘lepre’.  

Nick Heidfeld (voto 6): Nel week-end di Valencia la Bmw dà l’impressione di esprimersi su livelli accettabili, ed ecco che subito il tedesco si lascia ‘travolgere’ dal più giovane e affamato compagno di squadra Kubica. Fallisce l’accesso in Q3 e si deve accontentare dell’undicesimo posto, ciononostante qualche segnale positivo in vista del Gran Premio di domani potrebbe avergli regalato un po’ di serenità interiore.  

Sebastien Buemi (voto 6,5): Evitata accuratamente la trappola della Q1 e guadagnato il quindicesimo posto, lo svizzero della Toro Rosso non può dirsi completamente soddisfatto per un risultato che forse sarebbe potuto essere migliore. Soprattutto perché la Force India di Adrian Sutil, scomodo termine di paragone sul fronte della lotta di scena nel campionato costruttori, ha dimostrato di avere un passo ben diverso rispetto alla sua STR4.  

Robert Kubica (voto 6,5): Le nuove componenti presentate dalla Bmw nel fine settimana di Valencia sembrano garantire alla monoposto preparata dalla Casa bavarese un ritmo più sostenuto e un maggiore grip aerodinamico, ciononostante per il pilota polacco sarebbe già un successo ottenere un paio di punti nella gara di domani.  

Giancarlo Fisichella (voto 5): Particolarmente incisivo nelle varie sessioni di prove libere, in qualifica l’esperto pilota romano si deve ancora una volta scontrare con l’ostacolo rappresentato dalla Q1. A Valencia, il suo compagno di squadra Sutil ha indubbiamente mostrato di saper mantenere un ritmo superiore sul giro secco, bisognerà però vedere che cosa il tedesco riuscirà a combinare nell’arco della gara. 

Kazuki Nakajima (non giudicabile): Finisce fuori dai giochi per un non meglio specificato problema elettronico a pochi minuti dal termine della prima manche di qualifica, proprio quando sembrava avere ormai in tasca l’accesso in Q2. Probabilmente, viste anche le prestazioni di Rosberg, ce l’avrebbe fatta, ma il guasto tecnico presentatosi sulla sua Williams l’ha impietosamente relegato in diciassettesima posizione, impedendo di fatto la formulazione di un giudizio probante.  

Adrian Sutil (voto 7): Comprensibilmente galvanizzato dal miglior tempo ottenuto a sorpresa nella terza sessione di libere, il tedesco della Force India ha dimostrato a Valencia di poter correre con una intensità mentale degna dei migliori piloti del lotto, pur disponendo di una vettura che ancora necessita di ulteriori affinamenti. Il dodicesimo posto finale è il giusto premio alle sue fatiche, anche se forse non è abbastanza per poter puntare alla zona punti domani.   

Jaime Alguersuari (voto 6): Al suo secondo Gran Premio in carriera, il diciannovenne driver della Toro Rosso continua saggiamente ad accumulare chilometri ed esperienza, in attesa di poter battagliare ad armi pari con il compagno di squadra Buemi. E’ penultimo, ma stavolta riesce a tenere dietro una Ferrari, anche se si tratta della F60 pilotata dal rientrante Badoer.     

Luca Badoer (voto 5): Bada soprattutto a ritrovare gli automatismi ormai sopiti da quel Gran Premio del Giappone edizione 1999 che rappresenta a tutt’oggi il suo ultimo week-end di gara disputato prima di Valencia, di certo però la complessità del circuito iberico non gli è d’aiuto nel venire a capo delle varie problematiche incontrate. Accusa un ritardo consistente nei confronti di Alguersuari, il pilota che lo precede, ma non è che da lui ci si potessero attendere miracoli. Forse ha sbagliato la Ferrari a rigettarlo nella mischia senza fornirgli una preparazione più adeguata, ma è anche vero che i famosi quindici minuti di celebrità tanto cari ad Andy Warhol non potevano essergli negati dopo ben dodici anni di fedeltà assoluta alla causa del Cavallino.  

Romain Grosjean (voto 6,5): Alla Renault mettono in macchina il francese e i tempi di Nelson Piquet sembrano già consegnati ai libri di storia. Alla vigilia, Grosjean si pone l’obiettivo di raggiungere la Q2 e così fa, senza dover poi andare a testa bassa dal Managing Director Flavio Briatore per chiedere scusa. Ad un certo punto della Q1 gira quasi sugli stessi tempi del due volte iridato Alonso, poi si accomoda in quattordicesima posizione attendendo con emozione il via del suo primo Gran Premio. 

Ermanno Frassoni


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