L’esito del Gran Premio d’Europa disputato sull’insidioso circuito cittadino di Valencia, pone in gran risalto le qualità mai sopite del veterano Rubens Barrichello, finalmente pronto a cogliere quel successo che gli mancava da ben cinque anni. Scattato ottimamente dalla seconda fila dopo il dominio McLaren delle qualifiche, il brasiliano della Brawn Grand Prix si è unicamente preoccupato di mantenere la calma nelle prime fasi, in attesa di mettersi a girare su tempi inavvicinabili per la concorrenza nella parte centrale della corsa. La tattica dell’esperto pilota paulista ha dato i suoi frutti, visto che ad una ventina di giri dalla conclusione il leader Lewis Hamilton si è precipitato in corsia box prendendo in contropiede i meccanici della McLaren, alla disperata ricerca della gomma da avvitare al posto giusto. Al di là degli affanni che hanno mostrato il volto umano della scuderia di Woking, Barrichello ha saputo imprimere alla gara un ritmo indiavolato, come se il 37enne ex ferrarista si trovasse a percorrere una serie di long run in qualifica.  

Alle spalle dell’alfiere Brawn Grand Prix, che ha poi dedicato la vittoria all’amico e collega Felipe Massa rimasto gravemente ferito nelle prove ufficiali del Gran Premio d’Ungheria, ha comunque dato spettacolo il campione del mondo in carica Hamilton, protagonista assoluto fin dal via, complice una partenza perfetta. L’inglese ha perso tutto il vantaggio accumulato nei confronti di Barrichello in occasione della scriteriata sosta ai box, ma si è dimostrato in grado di andare ad occupare la piazza d’onore davanti ad uno strepitoso Kimi Raikkonen. Il finlandese della scuderia di Maranello è risalito bene dalla sesta posizione iniziale tanto da concludere meritatamente sul gradino più basso del podio, evidenziando che l’exploit della Ferrari a Budapest non era destinato a rimanere un episodio isolato.  

Prestazione non del tutto convincente per l’altro pilota della McLaren Heikki Kovalainen, che a Valencia ha probabilmente gettato al vento l’occasione di salire sul podio per via di una tattica non sufficientemente aggressiva. Prosegue senza sosta la striscia positiva di Nico Rosberg, buon quinto sul circuito ubicato nella zona portuale della città iberica, mentre l’idolo locale Fernando Alonso si accontenta saggiamente della sesta piazza. Poco show ma molta sostanza per il leader del campionato Jenson Button, che si prepara ad affrontare la prossima trasferta di Spa Francorchamps incrementando il suo bottino di punti nei confronti del duo Red Bull composto da Sebastian Vettel e Mark Webber. Il giovane tedesco è incappato in un problema di refuelling nella prima sosta, quindi, ritrovatosi ad annaspare nelle retrovie, ha dovuto parcheggiare la sua RB5 ai lati della pista per l’improvviso cedimento del propulsore. Poca gloria anche per Webber, autore di una gara sottotono che non l’ha portato a far meglio di un opaco nono posto finale.  

Giornata da segnare sul calendario per il team Force India, capace di concludere la corsa con entrambe le vetture: Adrian Sutil ha chiuso nella top ten mostrando di saper tenere un buon ritmo, Giancarlo Fisichella ha invece terminato in dodicesima piazza, rendendosi inoltre protagonista di uno start azzeccato. Qualche testacoda di troppo per il rientrante Luca Badoer, chiamato ad un compito davvero gravoso dopo una lontananza dai Gran Premi di ben dieci anni. Grazie alla vittoria ottenuta a Valencia, in campionato Barrichello si riprende di forza la seconda posizione a 18 punti dal compagno di scuderia Jenson Button, con l’inglese che non incontra particolari difficoltà a guadagnare un po’ di terreno su Webber e Vettel, incapaci di smuovere la classifica. In netto recupero Hamilton e Raikkonen, tornati stabilmente nelle posizioni top dopo la piacevole abbuffata di Budapest.   

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Le valutazioni  

Jenson Button (voto 6): Parte male, si ritrova in ottava posizione e a quel punto può fare ben poco per risalire, su di un circuito dove non è certo facile compiere dei sorpassi. E’ una fortuna per lui che Sebastian Vettel abbia rotto il motore dopo ventitré giri, perché altrimenti finire davanti al pilota tedesco della Red Bull sarebbe stata pura utopia. Riesce a ‘regolare’ Webber e guadagna due punti di margine nei confronti dell’armata diretta da Dieter Mateschitz, ciononostante non dà mai l’impressione di potersi inserire nella lotta per le posizioni che contano davvero. Sovrastato su tutti i fronti dal compagno di squadra Barrichello, l’inglese preferisce accontentarsi, lamentando anche un equilibrio non ottimale della sua BGP001. Finché in Red Bull gli danno una mano complicandosi la vita da soli, può andare bene persino un settimo posto.  

Rubens Barrichello (voto 10): Abile al momento dello start nell’evitare di farsi sopravanzare dalla Ferrari di Kimi Raikkonen, dotata del sistema di recupero dell’energia cinetica, il brasiliano decide di non strafare confidando negli eventi, che una volta tanto volgono in suo favore, regalandogli su un piatto d’argento l’undicesimo successo in carriera dopo ottantacinque interminabili Gran Premi di digiuno. Nella fase centrale della competizione, Barrichello ‘spreme’ comunque al massimo la sua Brawn, consapevole di poter finalmente centrare la vittoria al volante di una vettura preparata da patron Ross. Il driver McLaren Lewis Hamilton gli agevola almeno in parte il compito grazie all’errore commesso dal muretto box nella tempistica di rientro, lui però tira fuori tutta la sua classe e guida la resurrezione della scuderia nata sulle ceneri della Honda con autorevolezza.  

Mark Webber (voto 4,5): Scattato dalla nona posizione sulla griglia di partenza, l’australiano non perde posizioni al via ma nemmeno riesce a guadagnarne, se non nel momento in cui va all’attacco di Button portandosi così all’ottavo posto. La speranza di concludere in zona punti dura lo spazio di pochi giri, perché Webber non si rivela in grado di mantenere un ritmo sufficientemente elevato tanto da scollarsi di dosso la pressione dell’alfiere della Brawn. Alla fine chiude nono, così come era partito, ben conscio di essersi giocato ogni possibilità di ridurre le distanze nei confronti di Button. La Red Bull vista a Valencia non è sembrata nemmeno lontana parente di quella vista in Inghilterra e Germania, ma un piazzamento nella top 8 era alla portata del driver nativo di Queanbeyan.   

Sebastian Vettel (voto 6,5): Partito abbastanza bene, il tedesco sembra in grado di portare a casa punti pesanti in ottica campionato, purtroppo però non ha evidentemente fatto i conti con la preoccupante fragilità del propulsore Renault. Quinto nelle prime fasi di gara, Vettel incappa in un problema di refuelling al primo rifornimento, e lì perde ogni chance di terminare in zona punti. Ci pensa poi il motore a rendere l’anima, quando Sebastian è ormai ancorato in sedicesima piazza. Di sicuro questo non era il suo week-end, ma da qui alla fine della stagione incorrerà quasi certamente nella penalità comminata a chi sostituisce più di otto motori: a lui ne restano soltanto due con sei Gran Premi da disputare. 

Nico Rosberg (voto 7,5): Dategli una macchina più o meno valida e il tedesco ve la porterà senza troppi patemi in zona punti. Questo pare essere il motto di Rosberg, che a Valencia conclude in quinta posizione dopo aver chiaramente mostrato di saper tenere il passo dei migliori. Rapido al momento dello start, il figlio dell’ex iridato Keke regala altri punti preziosi alla Williams e taglia il traguardo quasi in scia a quel Kovalainen che l’anno venturo potrebbe sostituire al volante della McLaren.  

Lewis Hamilton (voto 9): Favorito per la vittoria finale, alla partenza il campione del mondo in carica non si lascia tradire dall’emozione della prima pole position stagionale, quindi sembra avviato verso un tutto sommato facile trionfo. Nel primo stint di gara i suoi tempi sono a dir poco eccezionali, alla fine però sul gradino più alto del podio ci sale Rubens Barrichello e non l’inglese, vittima di una comunicazione tardiva inviata ai meccanici McLaren sul momento della sua seconda sosta. Negli ultimi giri tenta un disperato recupero sull’alfiere della Brawn, ma ormai è troppo tardi per sperare di riprendere in mano una situazione già compromessa. La piazza d’onore gli regala comunque la serenità necessaria per guardare con fiducia ai restanti appuntamenti.  

Kimi Raikkonen (voto 8): Dato ancora per disperso soltanto fino ad un paio di mesi fa, il finlandese della scuderia di Maranello conquista un terzo posto che per la Ferrari equivale ad una vittoria. In grado di recuperare alcune posizioni al via, Raikkonen dimostra di poter girare sugli stessi tempi di Barrichello ed Hamilton che si giocano il successo, come ad evidenziare che i progressi compiuti dal pacchetto F60 nelle ultime settimane sono stati significativi. Il momento del ritorno alla vittoria arriverà anche per lui, nel frattempo Kimi si accontenta di smuovere ulteriormente la classifica.    

Jarno Trulli (voto 5): Ai ferri corti con il rookie Romain Grosjean al momento dello spegnersi del semaforo rosso, il pilota abruzzese della Toyota risale nelle prime fasi fino al quindicesimo posto, ben conscio di doversi arrabattare nelle retrovie per tutta la durata del Gran Premio. Alla fine chiude tredicesimo subito davanti al compagno di colori Glock, ancora una volta senza poter trovare una spiegazione logica all’imprevedibile comportamento della TF109.   

Timo Glock (voto 5): Parte più avanti rispetto a Trulli, ma allo start finisce coinvolto in un contatto con Buemi, tanto da dover rientrare subito ai box per effettuare le riparazioni del caso. Taglia il traguardo in una anonima quattordicesima piazza, distanziato di oltre venti secondi dal compagno di squadra. In queste condizioni, la Toyota cosa deciderà di fare circa l’impegno in F.1 oltre il 2009?  

Fernando Alonso (voto 6,5): Non si lascia coinvolgere nelle scaramucce della partenza e marcia sicuro verso un sesto posto finale che di certo non può far gridare di gioia i sostenitori accorsi a Valencia da tutta la Spagna per sostenerlo, ma per la Renault di oggi i tre punti conquistati valgono oro.  

Heikki Kovalainen (voto 7): Sufficientemente lesto nel proteggere le spalle del poleman Hamilton al momento dello start, il finlandese della scuderia di Woking dà inizialmente l’impressione di poter concludere la corsa sul podio, poi però deve subire suo malgrado il recupero di Barrichello e del ferrarista Raikkonen, che di fatto lo costringono a tagliare il traguardo in quarta posizione. Non male, ma con la McLaren vista a Valencia un piazzamento sul podio sarebbe stato possibile.  

Nick Heidfeld (voto 5): Scattato meglio rispetto al compagno di colori Robert Kubica, il tedesco si porta subito al decimo posto, seguito da vicino dal polacco. Nell’arco di poche tornate il 24enne pilota nativo di Cracovia si rifà sotto e supera con apparente facilità Heidfeld, che probabilmente si gioca in quel momento ogni chance di artigliare un salutare piazzamento in zona punti. La Bmw non è di certo un fulmine di guerra, lui però ci mette del suo per far sì che sia il compagno di squadra a portarsi a casa un punticino.  

Robert Kubica (voto 7): Parte male e si fa sopravanzare dal compagno di squadra Heidfeld, poi rimedia e va ad ottenere l’ultimo punto disponibile con una Bmw ulteriormente modificata a livello aerodinamico rispetto alla precedente gara di Budapest. Non è un risultato entusiasmante, ma se non altro Kubica riesce a far capire alla Bmw su quale pilota conviene puntare per le restanti gare della stagione. 

Sebastien Buemi (voto 5): Coinvolto in un contatto con Glock alla partenza, lo svizzero si vede costretto a rientrare anticipatamente ai box per riparare la vettura lievemente incidentata. Da quel momento la sua corsa è tutta in salita, anche se poi ci pensa un problema all’impianto frenante della STR4 a metterlo definitivamente fuori gioco.  

Giancarlo Fisichella (voto 6,5): Particolarmente reattivo allo spegnersi del semaforo rosso, il pilota italiano della Force India guadagna subito la dodicesima piazza alle spalle del compagno di colori Adrian Sutil. Si rende poi protagonista di una gara accorta, anche se nel finale rischia quasi di dover ingaggiare un duello con il connazionale Trulli, giunto al traguardo con un ritardo di poco inferiore al secondo nei confronti del romano. 

Adrian Sutil (voto 6,5): Contrariamente alle aspettative non riesce a recuperare posizioni in partenza, poi però sa imporre un ritmo costante alla sua gara tanto da concludere in una positiva decima piazza. Entrambe le Force India precedono sul traguardo due Toyota e una Renault, vincendo il confronto a distanza con Toro Rosso.  

Kazuki Nakajima (voto 4,5): In partenza recupera un paio di posizioni, quindi si stabilizza attorno al quattordicesimo posto fino a quando si ritrova inaspettatamente costretto a rientrare ai box a rilento con uno pneumatico dechappato. Viene classificato diciottesimo a tre giri dal vincitore Barrichello, ma per lui si tratta dell’ennesimo week-end da dimenticare il più in fretta possibile.  

Jaime Alguersuari (voto 6): Difficile valutarne le prestazioni considerando che lo spagnolo è appena alla seconda gara della carriera, lui però dà sempre l’impressione di volerci provare, anche se la limitata esperienza talvolta consiglierebbe altrimenti. Evita accuratamente le trappole di Valencia e regala al suo pubblico una prestazione dignitosa, nell’attesa di poter mostrare qualcosa di più sul finale di stagione.  

Romain Grosjean (voto 6): Al via ingaggia un duello lampo con Jarno Trulli nel tentativo di conservare la posizione, quindi finisce per esibirsi in un testacoda di troppo per un errore in fase di frenata, anche se complessivamente non delude le aspettative all’esordio assoluto al volante di una monoposto F.1. In uscita dalla pit-lane dopo il rifornimento supera con decisione il malcapitato Badoer, mostrando di non avere timori reverenziali nemmeno nei confronti di chi si trova a guidare una Ferrari. All’esordio sa tenere lo stesso ritmo del suo predecessore Nelson Piquet, la differenza però consiste nel fatto che il brasiliano, licenziato all’indomani dell’Hungaroring, militava da quasi due anni nella massima serie per monoposto.  

Luca Badoer (voto 4,5): Protagonista in positivo alla partenza, il pilota veneto chiamato dalla Ferrari per rimpiazzare l’infortunato Felipe Massa fatica ad adattarsi alle problematiche di un Gran Premio della massima serie per monoposto, come dimostrano un paio di ‘lunghi’ compiuti nella prima parte di gara. Impietosi, i commissari sportivi lo penalizzano per avere oltrepassato la linea bianca in uscita dai box, Badoer comunque non accusa eccessivamente il colpo e si ripropone di tornare su livelli ben diversi nel Gran Premio del Belgio in programma a Spa Francorchamps domenica prossima. C’è da augurarglielo, perché in caso contrario ben difficilmente la scuderia di Maranello gli rinnoverà la fiducia per il fine settimana di Monza.

Ermanno Frassoni


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/barri-vale.jpg Valencia – Le Pagelle della Gara: Barrichello vince d’astuzia, Raikkonen concretizza il potenziale Ferrari. Disastro Red Bull