I problemi del KERS di casa Red Bull nei primi Gran Premi della stagione sarebbero la conseguenza di un approccio “estremo” adottato dal progettista Adrian Newey nell’implentare questo dispositivo sulla RB7.

Proprio il tecnico inglese ha ammesso: “Ad essere onesto preferirei non dover utilizzare il KERS”.

In questo inizio di campionato, Sebastian Vettel e Mark Webber non hanno quasi mai potuto usufruire della potenza extra che garantirebbe il sistema di recupero dell’energia, a differenza di quanto accade per gli avversari diretti.

Il KERS della Red Bull, secondo Auto Motor und Sport, deriva da quello della Renault (fornitrice dei motori), ma c’è un 40% del progetto che risulta molto differente e sarebbe alla base degli inconvenienti riscontrati, legati a vibrazioni eccessive, surriscaldamenti e malfunzionamenti del software di gestione.

Dopo la gara di Shanghai, Webber ha ammesso un po’ di malcontento: “Sinceramente non so cosa non vada con il KERS, e non mi interessa nemmeno. Vorrei soltanto che funzionasse!”.

Nella propria colonna sul quotidiano Herald Sun, l’australiano ha poi aggiunto: “Quest’anno il KERS è un elemento chiave, e quello della Red Bull deve ancora essere perfezionato. Abbiamo già una grande macchina, ma vogliamo fare in modo di rimetterci davanti alla McLaren. Sarà una bella battaglia. Se per la Turchia sistemeremo tutto, partiremo con fiducia ancora maggiore”.


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