Contrariamente a quanto emerso nei giorni scorsi, il Circus della F.1 non approderà a Helsinki, capitale della Finlandia, dove le otto scuderie FOTA iscritte al campionato del mondo speravano di portare i bolidi della massima categoria per monoposto.  

L’idea sembrava prendere sempre più corpo grazie soprattutto al conflitto che vedeva opposta l’associazione dei team alla Federazione Internazionale, ma con l’appianarsi della situazione e la rinuncia da parte dei costruttori ad organizzare una serie alternativa, si è subito compresa l’impossibilità di mandare avanti il progetto. Le autorità di Helsinki, che nella metà degli anni Novanta accettarono di adoperarsi nell’allestimento di un circuito cittadino per ospitare il DTM, hanno infatti comunicato di non avere alcuna intenzione di considerare l’ipotesi di un Gran Premio di F.1 da disputarsi nelle vie della città.  

Le mire del Circus si spostano ora verso il mercato americano, in particolare negli Stati Uniti e in Canada, anche se non necessariamente sugli impianti di Indianapolis e Montreal, che già ospitarono la F.1 per diverse stagioni. 

Per le squadre – ha rivelato il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo – il Nord America rappresenta una parte cruciale nella storia dell’automobilismo sportivo. Il nostro obiettivo resta quello di tornare a correre al più presto di fronte al pubblico americano”. 

Tra il 2000 e il 2007, vale a dire nel periodo in cui il Circus piantò le tende a Indianapolis, la scuderia di Maranello si è aggiudicata ben sei edizioni del Gran Premio degli Stati Uniti grazie a Michael Schumacher, vittorioso in cinque occasioni, e Rubens Barrichello, salito sul gradino più alto del podio nel 2002.  

Ermanno Frassoni


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