Una pagina di storia per la Formula 1 si è scritta oggi in Bahrain: cade dopo oltre dieci anni il record ufficiale della pista di Sakhir, e quella che solo un anno fa sembrava una soglia ineguagliabile si è dissolta sotto l’incredibile progresso di questa nuova tecnologia.

Era il 2005, c’era Michael Schumacher alla guida di una Ferrari 3.0 V10, e oggi quella prestazione è caduta sotto il colpo di un 1.6 V6 Mercedes, nelle mani di Lewis Hamilton: pole position, un nuovo record della pista, e un giro praticamente perfetto che assesta un drusissimo colpo psicologico al compagno di squadra Rosberg, sempre più veloce nel corso del week-end tranne che nella Q3.

Se la sorpresa tecnologica è tanta, quella sportiva rimane intatta: la Ferrari aveva provato ad illudere (ed illudersi) nelle libere 3, con una doppietta che è sfumata davanti alle qualifiche odierne. Vettel e Raikkonen sono i primi inseguitori, com’era largamente prevedibile, ed il resto del gruppo si ferma a distacchi siderali senza sorprese.

In un momento che potrebbe segnare un successo per l’attuale amministrazione della Formula 1, vista la ritrovata velocità delle monoposto che senz’altro intriga fan e addetti ai lavori, è andato però in scena un altro grande fallimento: il format delle qualifiche che aveva esordito in Australia non ha mancato di deludere anche in Bahrain, dove sembrava essere uscito dalla porta prima di rientrare dalla finestra.

Anche oggi, così come quindici giorni fa, la Q3 è nei fatti finita con tre minuti d’anticipo, e ogni eliminazione è in realtà anticlimatica e per nulla sorprendente: la griglia di partenza è largamente prevedibile in base a quanto visto nelle libere, e lo showdown finale nei fatti è venuto a mancare di nuovo. Domattina i direttori tecnici delle squadre si rinuniranno di nuovo, in un inspiegabile sequel della figuraccia australiana.

In un ultimo, quasi ridicolo, colpo di coda la federazione si è di nuovo resa protagonista in negativo: per un paio d’ore, infatti, la storica pole position di Hamilton è stata messa in dubbio a causa di una retromarcia eseguita dal pilota inglese in pit-lane prima di parcheggiare la sua Mercedes. Un “giallo”, che si aggiunge all’infinito numero di investigazioni su minuzie regolamentari dei commissari, che ha pienamente scagionato il pilota visto che a tutti gli effetti non gli era stata indicazione di dove fermarsi.

Massimo Caliendo


Stop&Go Communcation

Giorno storico per la F1: le nuove ibride battono le vecchie V10. Ma è un record che rischia di rimanere schiacciato da una federazione sempre più miope.

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2016/04/bah_2016_sat_group.jpg Tra record e autolesionismo, il pazzo sabato della Formula 1 in Bahrain