“Se il team finirà nelle prime quattro posizioni”. Risponde così il nuovo direttore sportivo Toto Wolff alla domanda su come possa essere giudicata soddisfacente la stagione 2013 per la Mercedes.

Il 41enne austriaco da un paio di settimane si è insediato a capo delle attività agonistiche della casa di Stoccarda, sostituendo la storica figura di Norbert Haug. Un ruolo molto delicato, di fronte ai grandi investimenti che il team sta compiendo sotto tutti i punti di vista (tecnico e umano) per recuperare in fretta il gap dal vertice.

“Non c’è margine per fallire”, ha confermato Wolff. “Ho preso un grosso rischio lasciando la Williams, dove mi trovavo a mio agio. Per me c’è anche un coinvolgimento economico e finanziario. Da entrambe le parti c’è una enorme fiducia reciproca e sono davvero contento di aver accettato. Non mi sarei lasciato mai coinvolgere in qualcosa in cui non ho fiducia. So che lo standard della Mercedes è di essere un top team, se non succedesse sarebbe complicato giustificare il mio lavoro”.

Wolff, al momento, sta cercando di inserirsi gradualmente nei rapporti di forze all’interno della squadra: “Quello che conta è capire la struttura e prendere le decisioni corrette. Per adesso non comando, sono qui per rappresentare la Mercedes e in qualità di azionista. Farò tutto ciò che serve per rendere questo team vincente. Prima occorre osservare e ascoltare, dopodiché esprimerò il mio parere e lo metterò in pratica”.

In conclusione, Wolff ha raccontato come è maturata l’opportunità di approdare in Mercedes: “È successo tutto molto velocemente, in un paio di settimane. I contatti informali si sono trasformati in discussioni serie. Mi sono detto che questa è una opportunità che capita ogni 20 anni, per me era anche un ritorno alle origini avendo un legame con la Mercedes dal 2005 (attraverso la struttura satellite HWA, ndr).

A un certo punto, però, l’accordo poteva saltare: “Alla Williams sono stato per tre anni, la gente aveva cominciato a contare su di me. Come lo avrei detto a Frank? Mi sono preso una settimana per capire, dopo tre giorni avevo quasi scelto di restare alla Williams, che era per me come una famiglia. Ma l’occasione era enorme: ho parlato al consiglio di amministrazione e non c’è stato nessun risentimento, mi hanno augurato buona fortuna e il rapporto personale è rimasto intatto”.

Wolff, in ogni caso, mantiene una quota partecipativa all’interno della compagine britannica, dove è inoltre tester la moglie Susie.


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