Si è svolta oggi a Parigi l’attesa udienza che di fronte al Tribunale Internazionale della FIA ha chiamato Mercedes e Pirelli a rispondere del test segreto svolto sul circuito di Barcellona il mese scorso. Il verdetto, però, è atteso per domani.

La scuderia di Brackley, rappresentata dal solo Ross Brawn, ha sostenuto che le prove fossero state condotte dall’azienda italiana, e non costituirebbero quindi una violazione dell’articolo 22 del Regolamento Sportivo. “Non è stato un test della Mercedes, era inconfutabilmente della Pirelli”, ha dichiarato Paul Harris, il legale che ha assitito la Mercedes.

Harris, inoltre, ha aggiunto che il team ha ricevuto il via libera dal direttore di gara Charlie Whiting e dall’avvocato Sebastian Bernard.

Dall’altro lato, tuttavia, il legale Mark Howard ha replicato come la FIA non abbia fornito alcun permesso ufficiale affinché le prove potessero essere davvero effettuate.

Secondo Brawn, inoltre, i dati raccolti non hanno costituito un vantaggio sulla concorrenza: “Non vedo come sarebbe stato possibile. Non sapevamo quali gomme montavamo, quali fossero gli obiettivi e cosa stava facendo la Pirelli. Abbiamo sempre lavorato pensando che non avere informazioni è meglio che averne di sbagliate”.

Dall’accusa è stata però messa in evidenza la scelta di utlizzare una monoposto 2013 per 1000 chilometri di collaudi, che in ogni caso avrebbero consentito di conoscere meglio la macchina: “Credo fosse inevitabile, ed è stato tenuto in considerazione quanto abbiamo avuto il permesso della FIA. Ma va tutto tenuto in proporzione”, ha replicato Brawn.

Secondo la Mercedes, poi, un’eventuale contravvenzione al regolamento andrebbe imputata anche alla Ferrari, che ha compiuto a sua volta test simili (utilizzando però la vettura 2011). Questo perché il divario prestazionale non sarebbe così significativo: “La vettura 2011 è sostanzialmente coerente alle specifiche tecniche 2012 o 2013. C’è solo mezzo secondo di differenza tra le auto 2011 e 2013, dimostrando che i cambiamenti sono minimi in termini di performance”, ha attaccato l’avvocato Harris.

La Mercedes, infine, ha posto le proprie scuse nell’aver fatto girare i propri piloti con caschi di colore nero, alimentando dubbi sulla correttezza del test, e si è offerta di saltare gli Young Driver Test di Silverstone per “pareggiare” i conti con i rivali.

A difendere la Pirelli, dopo la pausa pranzo, è stato invece il francese Dominique Dumas. La linea intrapresa è semplice: non disponendo di una licenza FIA, il fornitore di pneumatici non può essere soggetto a sanzioni da parte dell’autorità sportiva.

“La Pirelli sta solo agendo nei diritti concessi dalla Federazione, anche Ferrari e Red Bull hanno confermato di non avere rimostrazione contro la Pirelli. Le accuse sono infondate perché è stato riconosciuto come la Pirelli non abbia violato le normative”, ha affermato Dumas.

Da segnalare che all’udienza era presente in qualità di osservatore anche Christian Horner, team principal della Red Bull, mentre altre compagini hanno inviato dei consulenti. È stato inoltre vietato l’utilizzo dei social network durante lo svolgimento dell’appello.

Secondo alcune indiscrezioni non confermate, la FIA potrebbe decidere di punire la Mercedes con la decurtazione di un certo numero di punti dal Mondiale Costruttori. La complessità del caso ormai conosciuto come “testgate”, però, richiederà una ulteriore giornata per stabilire la sentenza.


Stop&Go Communcation

Si è svolta oggi a Parigi l’udienza del Tribunale Internazionale della FIA, con Mercedes e Pirelli chiamate a rispondere dell’ormai famoso test segreto.

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2013/06/f1-mercedes-pirelli-200613-02.jpg “Testgate”, oggi udienza per Mercedes e Pirelli. Domani il verdetto